Cani
12 Febbraio 2025Applicate agli allevatori sanzioni e diffide. L’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana finisce sotto accusa per mancanza di supporto

Gli allevatori di cani di razza in Italia stanno affrontando un periodo di grande incertezza. Nonostante le rassicurazioni informali sull’implementazione graduale della Direttiva Ue n. 134/2022, che istituisce una banca dati europea sugli allevamenti, le Asl veterinarie, supportate da Carabinieri Forestali, Nas e Polizia Locale, hanno avviato controlli a sorpresa in diverse regioni. Le ispezioni mirano ad applicare il “Manuale Operativo” associato al Decreto Legislativo 5 agosto 2022, n. 134, che ha recepito la direttiva europea.
Tale Manuale – che accompagna il Dl che ha recepito la Direttiva Ue (n. 134/2022) – è oggetto di contestazione da parte di circa l’80% degli oltre 8.000 allevatori amatoriali, poiché riduce da 5 a 3 il numero massimo di fattrici consentite negli allevamenti amatoriali e impone la realizzazione di strutture precedentemente richieste solo per gli allevamenti professionali, pena il blocco dell’attività.
Gli allevatori esprimono il loro disappunto anche nei confronti dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (Enci), accusato di non aver fornito il supporto promesso durante i tavoli ministeriali. Attilio Presta, portavoce del Gruppo Allevatori Cinofili (Gac), ha dichiarato che, nonostante le rassicurazioni ricevute dal presidente Enci Dino Muto, sull’impegno a favore degli allevatori, i controlli sono iniziati senza una chiara comunicazione e senza gli strumenti attuativi necessari. Gli allevatori chiedono ora una moratoria o almeno uno slittamento dell’entrata in vigore delle nuove normative, ma al momento le autorità stanno procedendo con l'applicazione delle sanzioni
CITATI: ATTILIO PRESTA, DINO MUTO“Giorni fa – spiega Attilio Presta, portavoce del Gac – l’Enci, attraverso il suo Presidente, aveva risposto a una mia mail assicurando il pieno appoggio, in sede di tavoli ministeriali (Politiche Agricole e Sanità), alle proposte e alle esigenze prospettate dagli allevatori dei cani di razza, soprattutto riguardo alla richiesta di una moratoria, quantomeno uno slittamento della data (6 febbraio) annunciata per l’entrata in vigore della Direttiva e dei suoi strumenti operativi”.
“Invece, abbiamo notizie certe e documentabili che, pur in assenza di questi strumenti attuativi, i controlli sono partiti, con sanzioni da un minimo di 500 fino a qualche migliaio di euro, diffide e minacce di sequestro per le fattrici in eccesso, contestazioni circa la mancanza di idonee strutture con il conseguente divieto di fare cucciolate fino ad avvenuta regolarizzazione” conclude Presta.
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