Normative
20 Maggio 2024Il Commissario straordinario alla Peste suina africana ha commentato positivamente le misure contenute nella nuova ordinanza, sottolineando con enfasi la necessità di un lavoro integrato tra Gruppi operativi territoriali, i nuovi bioregolatori e l’esercito, oltre alla rete costituita da Regioni, Izs e Asl

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’Ordinanza 2/2024 del Commissario Straordinario alla Peste Suina Africana (Psa) contenente le misure di applicazione del “Piano straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali e aggiornamento delle azioni strategiche per l’elaborazione dei Piani di eradicazione nelle zone di restrizione da Peste Suina Africana anni 2023-2028”. Il Commissario Vincenzo Caputo ha espresso soddisfazione per l’istituzione di nuove figure, i bioregolatori, che si affiancheranno alle unità delle forze armate e lavoreranno insieme a Regioni, Istituti Zooprofilattici Sperimentali (Izs) e Aziende Sanitarie.
Il piano
“Il piano quinquennale di contenimento del cinghiale assegna degli obiettivi numerici abbastanza stringenti alle Regioni” ha affermato Vincenzo Caputo, Direttore Generale dell’Izs dell’Umbria e delle Marche “Togo Rosati” e Commissario Straordinario alla Psa. “In questo momento abbiamo una situazione a macchia di leopardo, ma le Regioni stanno lavorando per raggiungere tutti gli obiettivi prefissati. Ci sono cluster attivi a Reggio Calabria, in Campania, a Roma ed infine nel nord del Paese con una diffusione attuale del virus in Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria e Piemonte”.
“Con il piano abbiamo istituzionalizzato ed inquadrato con precisione i Gruppi Operativi Territoriali (Got). Questi gruppi interdisciplinari e intersettoriali formati, a vario titolo e per le proprie competenze, da personale proveniente dagli assessorati alla sanità, all’agricoltura ed ambiente, da agenti della polizia provinciale e dai carabinieri, opereranno in precisi ‘Distretti suinicoli’”.
“Sono stati inoltre formati – ha continuato Caputo – oltre 15mila bioregolatori, figure provenienti dal mondo venatorio che, a seguito del conseguimento di una specifica formazione in biosicurezza, andranno ad affiancare le 177 unità delle forze armate che attualmente si occupano del censimento mediante l’utilizzo di droni militari, dell’assistenza logistica, della ricerca delle carcasse e, in determinati casi, di abbattimenti mirati.”
Cluster attivi
“Con questo tipo di operatività saremo più efficaci, con strategie per diradare il cinghiale e riportarlo, ove necessario, esclusivamente nelle aree vocate alla sua presenza” ha dichiarato il Commissario.
“Stando ai numeri della sorveglianza attiva e passiva in Italia, circa 60mila animali sono stati sottoposti a misure restrittive, il numero delle infezioni si attesta intorno ai 2mila casi di cinghiali, 21 sono i focolai registrati nel suino domestico”.
“Teniamo alta la guardia – ha commentato Caputo – stiamo battendo fortemente il territorio e mettendo in campo tutti gli sforzi necessari per raggiungere il contenimento prima e l’eradicazione poi della peste suina africana, malattia che è bene ricordare, non colpisce l’uomo”.
“Dal punto di vista delle esportazioni dei prodotti suinicoli – ha concluso – la criticità permane verso i Paesi del Nord America, in particolare gli Stati Uniti che hanno bloccato l’import di prodotti crudi di suino sotto i 400 giorni di stagionatura. Per proteggere questo importante settore sono in corso alcune ricerche sperimentale con l’obiettivo di sviluppare tecnologie di sanificazione dei prodotti stagionati e permettere l’export scongiurando la diffusione del virus della Psa”.
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