One Health
22 Aprile 2025La nuova sede dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, situata a Belluno, rafforza il monitoraggio su fauna selvatica, malattie zoonotiche e sicurezza delle produzioni locali in ottica One Health

Il 17 aprile, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha inaugurato la nuova sezione territoriale di Belluno, una struttura che si propone come un riferimento strategico per il territorio montano del Veneto, caratterizzato da produzioni lattiero-casearie e da una ricca fauna selvatica, in un approccio integrato di salute pubblica, animale ed ecosistemica.
La nuova sezione territoriale di Belluno dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), inaugurata giovedì 17 aprile, si pone al servizio della sanità pubblica veterinaria con un focus su ecopatologia, sicurezza alimentare e ricerca scientifica.
Alla cerimonia erano presenti la Direttrice generale dell’IZSVe Antonia Ricci, l’Assessore alla Sanità, Servizi sociali e programmazione socio-sanitaria della Regione del Veneto Manuela Lanzarin, il Sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin, il Presidente IX Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare al Senato Sen. Luca De Carlo e il Direttore generale di ARPA Veneto Loris Tomiato.
“Le sezioni territoriali rappresentano un presidio sanitario fondamentale, radicato nel contesto locale ma con uno sguardo attento alle dinamiche globali, che va tutelato e valorizzato” ha dichiarato la Dg Antonia Ricci. “Grazie alla loro specializzazione tecnico-scientifica, le sezioni dell’IZSVe riescono ad interpretare in profondità i bisogni specifici del territorio e, allo stesso tempo, a rispondere in modo efficace alle sfide sanitarie globali. Pur essendo geograficamente decentrato, il territorio bellunese, per le sue caratteristiche ambientali e produttive, riveste un ruolo chiave per alcune tematiche di sanità pubblica, come le malattie trasmesse da zecche, la tutela della fauna selvatica e la sicurezza alimentare delle produzioni lattiero-casearie di malga. Grazie alle collaborazioni con diverse realtà a livello locale, nazionale e internazionale, la sezione di Belluno è oggi un punto di riferimento per le istituzioni e la comunità scientifica”.
La sede di Belluno è parte della SCT2 – Treviso, Belluno e Venezia – e si occupa della sorveglianza sanitaria della fauna selvatica, fornisce consulenza a istituzioni e associazioni e promuove attività di informazione e formazione per operatori del settore e cittadini. Un’attenzione particolare è rivolta alla ricerca sulle malattie trasmissibili dagli animali selvatici all’uomo e sugli aspetti ambientali che ne influenzano la diffusione, tanto che ospita al suo interno il Centro specialistico fauna selvatica, coordinato dal dottor Carlo Citterio.
Nel 2024, i laboratori della sezione hanno eseguito oltre 7.700 analisi nell’ambito della sanità animale.
“Questa nuova sezione territoriale dell’Istituto zooprofilattico – ha sottolineato l’assessore Manuela Lanzarin – si delinea già come un importante presidio per un territorio complesso e particolare. È inserita, infatti, in un’ampia zona montana della nostra regione contrassegnata da ampi spazi con una presenza massiccia di fauna selvatica ma anche da aree antropizzate e produttive con una diffusa presenza di bestiame da allevamento soprattutto in funzione di un’affermata vocazione alla produzione lattiero-casearia. Un simile presidio di sanità pubblica, quindi, è fondamentale; un ulteriore tassello della collaborazione che vede sempre complementari la sanità regionale e l’IZSVe, anche in un’ottica di approccio ‘One Health’, in cui sono strettamente connesse la salute umana, quella animale e quella dell’ecosistema. Esprimo, quindi, a nome della Regione grande soddisfazione per questo ulteriore traguardo raggiunto”.
Tra le iniziative più recenti, spicca l’accordo di collaborazione tra IZSVe e ULSS 1 Dolomiti per affrontare le sfide sanitarie legate ai Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Nello specifico, le attività riguardano l’approfondimento di conoscenze e aspetti tecnico-scientifici sulle zecche e le malattie trasmesse da questi vettori, nonché la ricognizione di potenziali zoonosi dagli animali selvatici all’uomo.
Tra i progetti avviati in tema di sicurezza alimentare:
● “Sicurezza olimpica”, per migliorare gli standard igienico-sanitari delle attività alimentari locali;
● “Malghe 2.0”, per garantire la sicurezza dei prodotti lattiero-caseari di malga, con particolare attenzione a quelli a latte crudo.
Tra le priorità della nuova sezione, spicca l’attività di ricerca per il miglioramento della sorveglianza e per la preparedness per la peste suina africana (Psa) nelle popolazioni di cinghiali. Il Centro specialistico fauna selvatica collabora attivamente alla stesura e attuazione dei Piani Regionali di Interventi Urgenti (PRIU) per la gestione della Psa, ed è coinvolto in numerose attività di supporto tecnico-scientifico e formazione agli operatori.
CITATI: ANTONIA RICCI, CARLO CITTERIO, LORIS TOMIATO, LUCA DE CARLO, MANUELA LANZARIN, OSCAR DE PELLEGRIN, STEFANO GAZZETTA“Desidero sottolineare con particolare enfasi la fondamentale importanza della collaborazione sinergica tra diverse figure professionali che operano nel settore della sanità” ha dichiarato Stefano Gazzetta, revisore dei Conti di Fnovi, commentando l’inaugurazione della sezione bellunese. “Mi riferisco in particolare alla cruciale interazione tra i Medici Veterinari liberi professionisti, con la loro capillare presenza sul territorio e la loro quotidiana attività a contatto con gli allevatori e gli animali, e i Veterinari dipendenti dell'ULSS 1 Dolomiti, che svolgono un ruolo essenziale nella sanità pubblica veterinaria. Questa sinergia, unita alla competenza e all'autorevolezza dell'Istituto Zooprofilattico, rappresenta un modello virtuoso in ottica One Health, un approccio integrato che riconosce l’interconnessione tra la salute umana, la salute animale e l’ambiente. Solo attraverso una stretta collaborazione e un continuo scambio di competenze e informazioni tra queste figure professionali, possiamo affrontare con efficacia le complesse sfide sanitarie che il nostro territorio ci presenta, tutelando la salute di tutti i cittadini”.
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