Alert sanitari
02 Novembre 2022Nel 2020 in Europa sono stati confermati 3.734 casi di encefalite da zecche con un tasso di notifica di 0,9 casi ogni 100.000 abitanti, in aumento rispetto al passato. Le segnalazioni più frequenti hanno riguardato individui di sesso maschile.

L’encefalite da zecche (Tbe) è un’infezione da flavivirus (Tvbev) del sistema nervoso centrale, trasmessa da zecche infette (genere Ixodes) o, in rari casi, da latticini non pastorizzati. Endemica in diverse zone centrali, settentrionali e orientali di Paesi europei, ha la più alta incidenza nei Paesi baltici e dell’Europa centrale. La maggior parte delle infezioni causate dal sottotipo di virus circolante, TBEV-Eu, sono asintomatiche (70–98%), mentre quelle sintomatiche si presentano tipicamente con una malattia bifasica.
Dai dati del rapporto ECDC, relativo al 2020, emerge che sono stati 3.817 i casi di encefalite da zecche segnalati a TESSy* da 24 Paesi UE/SEE. Il 97,8% di queste segnalazioni (ovvero 3.734) sono poi state confermate. Dei 3.029 casi con esito noto, 16 si sono conclusi con un decesso. Solo in tre Paesi (Grecia, Lussemburgo e Romania) non ci sono state segnalazioni. Il tasso di notifica è stato più alto in Lituania (24,3 casi ogni 100.000 abitanti); seguono la Slovenia (8,9) e la Cechia (7.9). Quest’ultimo ha anche avuto il numero più alto di casi confermati, a seguire Germania e Lituania. Il tasso di notifica UE/SEE per il 2020 è stato di 0,9 casi ogni 100.000 abitanti. Si tratta, quindi, di un ulteriore aumento rispetto al tasso di 0,7 del 2019 e al tasso stabile di 0,6 dal 2016 al 2018. Inoltre, rispetto ai dati del 2019, si è registrato un aumento sostanziale dei tassi di notifica di Slovenia (da 5,3 a 8,9) e Austria (da 1.2 a 2.8). I dati attinenti all’importazione erano disponibili per 3.600 casi confermati, di questi lo 0,8% era associato al viaggio. I casi importati sono stati segnalati da nove Paesi, con la Germania che ha riportato il numero più alto (19). Dei 29 casi importati con un Paese probabile di infezione specificato, 25 sono stati probabilmente infettati nell’UE/SEE (in Austria, Cechia, Germania, Francia, Lituania, Lettonia, Polonia e Svezia), tre in Svizzera e uno in Afghanistan.
Encefalite da zecche e vaccinazione
Dei 2.393 casi confermati (64,1%) per i quali erano disponibili informazioni sullo stato di immunizzazione, 2.265 (94,7%) sono stati segnalati come non vaccinati contro la Tbe. Dei 128 (5,3%) casi vaccinati, 33 avevano ricevuto solo una dose, 26 aveva ricevuto due dosi, 40 avevano ricevuto almeno tre dosi e 29 avevano ricevuto un numero sconosciuto di dosi. Trentacinque di quelli con almeno due dosi avevano informazioni su quando è stata ricevuta l’ultima dose. La finestra temporale tra l’ultima dose e l’infezione variava da 4 giorni a 21,5 anni, con un valore medio di 5,8 anni.
Encefalite da zecche e distribuzione stagionale
I casi di encefalite da zecche mostrano generalmente un picco stagionale nei mesi di luglio e agosto. Nel 2020, i casi segnalati hanno mostrato, come previsto, una forte stagionalità, con il 95% dei casi confermati segnalati da maggio a novembre. Un totale di 1.016 casi (27% di quelli confermati) sono stati segnalati a luglio. Il numero di casi segnalati da aprile ad agosto ha superato il numero massimo registrato – per il medesimo periodo – negli anni precedenti (2016–2019), mentre il numero di casi segnalati nei mesi successivi è stato inferiore al numero medio di casi segnalati in precedenza (2016–2019).
*Nota metodologica
Questo rapporto si basa sui dati relativi al 2020 ottenuti tramite The European Surveillance System (TESSy), il sistema per la raccolta, l’analisi e la diffusione dei dati sulle malattie trasmissibili.
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