Professione
05 Ottobre 2026Per la Federazione l’apertura ai tecnologi alimentari rischia di sovrapporre ruoli e responsabilità con i veterinari del SSN. Chiesto un confronto con Ministero della Salute e Regioni

La Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) esprime forte perplessità sull’Accordo con cui la Conferenza Stato-Regioni, il 1° ottobre 2026, ha inquadrato il tecnologo alimentare nei controlli ufficiali sulla sicurezza degli alimenti. Secondo la Federazione, un intervento di questa portata avrebbe richiesto un confronto approfondito con le professioni sanitarie che da decenni assicurano queste funzioni nel Servizio sanitario nazionale. Senza confini chiari, sostiene FNOVI, l'apertura rischia di tradursi in una sovrapposizione di ruoli e responsabilità.
L'Accordo n. 153/CSR consente alle Autorità competenti di avvalersi del tecnologo alimentare non solo per funzioni tecnico-specialistiche, ma anche per attività ispettive, audit, campionamento ufficiale, verifiche documentali e analisi del rischio. Permette inoltre alle Regioni di considerare questa figura nell'organizzazione dei Dipartimenti di prevenzione, dei SIAN e dei Servizi veterinari. È proprio questa estensione, che arriva al cuore dei controlli ufficiali, il punto che FNOVI contesta.
La Federazione dichiara di riconoscere il valore della multidisciplinarietà e il contributo delle diverse professionalità impegnate nella sicurezza alimentare. Proprio per questo, sostiene, ogni modifica all'organizzazione dei controlli dovrebbe fondarsi su una definizione precisa di competenze, responsabilità e ambiti professionali.
Secondo FNOVI, il richiamo all'approccio One Health, che l'Accordo pone alla base dell'impiego della nuova figura, non può diventare un motivo per rendere meno nitidi i ruoli. Nel comunicato lo sintetizza così: “One Health significa integrazione di competenze diverse e complementari, non indeterminatezza delle funzioni professionali”.
La Federazione ricorda che la sicurezza degli alimenti di origine animale è uno dei pilastri della sanità pubblica veterinaria. Si colloca lungo una filiera che lega salute e benessere animale, zoonosi, produzione primaria e sicurezza alimentare. In questo sistema, afferma FNOVI, il medico veterinario del SSN porta competenze sanitarie, epidemiologiche e di valutazione del rischio. Queste competenze devono continuare a essere pienamente riconosciute nell'organizzazione delle Autorità competenti.
L'Accordo contiene una clausola che lascia ferme le competenze delle professioni sanitarie e delle altre professioni regolamentate. Per FNOVI però il principio deve trovare un'applicazione concreta e omogenea su tutto il territorio nazionale, e non restare un'affermazione formale.
La Federazione chiede quindi che nella fase attuativa vengano definiti con precisione i confini delle attività attribuibili a ciascuna professione, le relative responsabilità e le modalità di inserimento nelle Autorità competenti. Tutto questo deve avvenire in coerenza con l'ordinamento professionale e con l'attuale organizzazione della sanità pubblica.
Il punto centrale, nella lettura di FNOVI, è che la qualità dei controlli ufficiali non cresce con il numero delle figure coinvolte. Dipende da competenza, formazione, chiara attribuzione delle responsabilità e dalla capacità di mantenere un sistema di prevenzione autorevole e omogeneo.
Su questi principi FNOVI annuncia di voler aprire un confronto con il Ministero della Salute e con le Regioni, cioè gli stessi soggetti a cui l'Accordo affida l'attuazione degli indirizzi.
TAG: CONTROLLI UFFICIALI, FNOVI, TECNOLOGO ALIMENTARESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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