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15 Settembre 2026

Il Cile è il primo Paese sudamericano senza rabbia canina

Il Cile è il primo Paese del Sud America a ricevere la validazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per l'eliminazione della rabbia trasmessa dai cani come problema di sanità pubblica, grazie a oltre 50 anni senza casi umani della malattia

di Redazione Vet33


Il Cile è il primo Paese sudamericano senza rabbia canina

Il Cile è diventato il primo Paese del Sud America a ricevere la validazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Who) per l'eliminazione della rabbia trasmessa dai cani come problema di sanità pubblica. Il riconoscimento certifica oltre 50 anni di progressi senza alcun caso umano di rabbia e conferma la capacità del Paese di prevenire una ricomparsa della trasmissione. 

“Mi congratulo con il governo e la popolazione del Cile per questo traguardo storico”, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale della Who. “Questo risultato riflette decenni di impegno nella protezione delle comunità dalla rabbia e dimostra l'impatto di un investimento costante in sanità pubblica. Il successo del Cile offre una lezione preziosa per i Paesi impegnati a porre fine ai decessi umani causati da questa malattia prevenibile”.

Oltre cinquant'anni di prevenzione e sorveglianza

Il riconoscimento riflette oltre cinque decenni di costante impegno nazionale per interrompere la trasmissione mediata dai cani e mantenere questo risultato attraverso la vaccinazione, la sorveglianza e l'accesso tempestivo alla profilassi post-esposizione. L'ultimo caso segnalato di rabbia umana trasmessa da cani in Cile risale al 1972. Il traguardo è stato raggiunto grazie a continui sforzi nazionali per contrastare la malattia attraverso la fornitura tempestiva del vaccino alle persone potenzialmente esposte al virus, tipicamente tramite morsi, graffi o contatto con la saliva di cani infetti o sospetti tali.

Le campagne di vaccinazione e sorveglianza

Questi sforzi sono stati affiancati da campagne di vaccinazione porta a porta, misure di gestione della popolazione canina e iniziative di sensibilizzazione ed educazione delle comunità. Il Cile ha mantenuto il proprio Programma Nazionale di Prevenzione e Controllo della Rabbia, che include campagne di vaccinazione di massa gratuite per cani e gatti, sorveglianza epidemiologica, rafforzamento della capacità diagnostica di laboratorio, monitoraggio della circolazione del virus della rabbia negli animali e accesso tempestivo alla profilassi post-esposizione. Più recentemente, il Paese ha rafforzato le capacità di valutazione del rischio, ampliato la sorveglianza di comunità e implementato attività di vaccinazione preventiva nelle aree di confine considerate a maggior rischio di reintroduzione della malattia.

“Siamo orgogliosi di ricevere questa validazione. Rappresenta il risultato di un lavoro seminato e coltivato nel corso di molti anni attraverso le politiche pubbliche cilene per l'eradicazione della rabbia, tra cui la vaccinazione degli animali domestici e la profilassi post-esposizione per le persone a rischio”, ha dichiarato la Ministra della Salute del Cile, la dottoressa May Chomalí. “Senza le comunità, senza i Comuni e senza politiche pubbliche, una certificazione come questa non può essere raggiunta”.

Un processo di validazione rigoroso

Per ottenere la validazione della Who, il Cile ha dovuto dimostrare non solo l'assenza di rabbia umana trasmessa da cani, ma anche il mantenimento di sistemi solidi di sorveglianza, laboratorio, vaccinazione e risposta, capaci di prevenire una ricomparsa della malattia. Il Cile ha presentato un dossier tecnico che documenta la conformità ai criteri di validazione, esaminato da un gruppo internazionale indipendente di esperti, che ha confermato il rispetto dei requisiti stabiliti a livello internazionale.

Jarbas Barbosa, Direttore Regionale Who per le Americhe e Direttore dell'Organizzazione Panamericana della Sanità (Paho), ha commentato: “Il risultato ottenuto dal Cile testimonia ciò che una cooperazione regionale costante può realizzare quando i Paesi investono in vaccinazione, sorveglianza e accesso alle cure. Dimostra che eliminare la rabbia trasmessa dai cani non è solo possibile, ma raggiungibile e sostenibile, quando i Paesi lavorano trasversalmente tra settori diversi e mantengono i sistemi necessari a proteggere persone e animali”. 

La validazione del Cile si inserisce in decenni di azione coordinata nelle Americhe, che hanno reso la regione un punto di riferimento globale nell'eliminazione della rabbia trasmessa dai cani: dal 1983, i casi umani di rabbia canina nella regione sono diminuiti di oltre il 98%, con solo poche unità di casi segnalati ogni anno.

L'obiettivo più ampio dell'iniziativa Paho

Il traguardo del Cile contribuisce all'obiettivo più ampio di eliminare la rabbia umana trasmessa dai cani, nell'ambito della Disease Elimination Initiative della Paho, che punta a eliminare oltre 30 malattie trasmissibili e condizioni correlate nelle Americhe entro il 2030. I progressi registrati nelle Americhe contrastano con il quadro globale: la rabbia trasmessa dai cani continua a causare decine di migliaia di decessi ogni anno, soprattutto in Asia e Africa. Il successo cileno dimostra come un investimento costante in prevenzione, sorveglianza e accesso alle cure possa portare all’eliminazione di questa malattia, illustrando al contempo il valore dell'approccio One Health, con i settori della salute umana, animale e ambientale che lavorano insieme per prevenire e controllare le malattie che si diffondono tra animali e persone.

CITATI: JARBAS BARBOSA, MAY CHOMALí, TEDROS ADHANOM GHEBREYESUS
TAG: CANI, CILE, ONE HEALTH, PAHO, RABBIA, SUD AMERICA, WHO

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