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15 Settembre 2026

SIVeMP, specializzazioni veterinari: borse di studio insufficienti

Gli specializzandi SIVeMP giudicano ancora insufficiente il decreto che finanzia 172 borse per le specializzazioni veterinarie: la richiesta è di un tavolo tecnico permanente, più risorse e un vero contratto di formazione specialistica al posto della borsa di studio

di Redazione Vet33


SIVeMP, specializzazioni veterinari: borse di studio insufficienti

Gli specializzandi SIVeMP intervengono sulla pubblicazione del decreto interministeriale del 31 luglio 2026, che finanzia 1.520 borse per le scuole di specializzazione dell'area sanitaria non medica. Un passo avanti per centinaia di medici veterinari, secondo il comunicato, ma un provvedimento ancora ampiamente insufficiente rispetto alle aspettative, considerando anche il ritardo di oltre un anno con cui è arrivato, con conseguenze negative per i giovani professionisti coinvolti.

Il nodo dei criteri di calcolo del fabbisogno

Il provvedimento riconosce un fabbisogno nazionale di 598 veterinari specialisti per l'anno accademico 2025/2026, destinato a decrescere nei due anni successivi. Resta aperta la domanda su quali siano i criteri con cui vengono stabiliti questi fabbisogni, e se siano realmente in linea con le esigenze di specialisti nei settori chiave della sanità pubblica, tenuto conto che alcune delle specializzazioni indicate nel provvedimento non danno titolo all'ingresso nel Ssn.

Le 172 borse riservate ai veterinari

Le borse destinate alle scuole di specializzazione riservate ai medici veterinari sono soltanto 172 per l'anno accademico in corso, un numero ritenuto di gran lunga inferiore al fabbisogno espresso. Resta inoltre difficile comprendere perché una quota consistente di borse sia stata destinata ai medici veterinari che intendono iscriversi a scuole di specializzazione ad accesso misto, percorso considerato raro e con sbocchi lavorativi incerti.

I criteri di assegnazione contestati

Oltre al numero insufficiente di borse e all'importo giudicato irrisorio, vengono considerati ancora più gravi i criteri di assegnazione, ritenuti incompatibili con la sostenibilità economica dei beneficiari. 

Il limite di reddito fissato per legge oltre trent'anni fa, pari a circa 7.750 euro lordi, viene definito irrealistico, con il rischio concreto che molti candidati siano costretti a rinunciare alla borsa. Si segnala inoltre il rischio che anche le borse erogate da Regioni o altri enti debbano adeguarsi agli stessi importi e modalità previsti dal decreto, generando un effetto al ribasso sulle risorse pubbliche destinate alla formazione specialistica.

Il ritardo amministrativo e le sue conseguenze

Viene sottolineato il ritardo con cui il Governo si è mosso per favorire l'avvio dell'anno accademico 2025/2026 da parte degli atenei: per i veterinari e gli altri professionisti sanitari, questo ha significato oltre un anno di incertezza normativa e professionale, con la possibilità di programmare il proprio percorso formativo e lavorativo rimasta bloccata. In un settore in cui il Ssn denuncia da tempo criticità nel ricambio generazionale e nel reperimento di professionalità specialistiche, il ritardo amministrativo viene giudicato un ulteriore aggravamento di una situazione già fragile.

Le richieste al Governo

Vengono avanzate sette richieste al Governo:
● l'istituzione di un tavolo tecnico permanente, composto da rappresentanti del Governo, della Federazione degli Ordini dei Veterinari, delle associazioni di categoria, dei sindacati, degli atenei e degli studenti, per definire un numero di specialisti più coerente con il reale fabbisogno del Ssn e per riformare in senso più moderno le scuole di specializzazione veterinaria; 
● l'aumento del numero e dell'importo delle borse, anche attingendo a quelle destinate alle scuole ad accesso misto; 
● l'aggiornamento del limite di reddito previsto dalla legge n. 398/1989 e dal decreto interministeriale del 19 aprile 1990, portandolo a una soglia compatibile con gli attuali stipendi e il costo della vita;
● l'incentivo a un maggiore coinvolgimento di enti pubblici e privati nel finanziamento della formazione specialistica, senza vincoli burocratici eccessivi;
● il riconoscimento del danno professionale e occupazionale subito dai giovani professionisti a causa del ritardo del decreto, con procedure straordinarie per colmare il gap formativo accumulato;
● il superamento della borsa di studio a favore di un vero e proprio contratto di formazione specialistica, con maggiori tutele e garanzie;
● infine, la programmazione anticipata dei decreti futuri, per evitare nuove fasi di stallo.

TAG: BORSE DI STUDIO, SIVEMP, SPECIALIZZAZIONI

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