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26 Agosto 2026

Cortina, continua la battaglia dei veterinari senza sede. L’appello

I medici veterinari Fabio Frison e Alessandro Siorpaes, privi di una sede stabile dopo l’abbattimento del loro ambulatorio per la cabinovia Apollonio-Socrepes, lanciano una petizione e un appello al Comune di Cortina d’Ampezzo: “Rispettare gli impegni, non dirci di andare in pensione”

di Redazione Vet33


Cortina, continua la battaglia dei veterinari senza sede. L’appello

Come riportato dal quotidiano Il Dolomiti, continua la travagliata ricerca di un ambulatorio per gli unici due medici veterinari di Cortina d’Ampezzo. Dopo l’abbattimento del loro stabile per far posto alla cabinovia Apollonio-Socrepes, Fabio Frison e Alessandro Siorpaes sono ancora privi di una soluzione stabile e idonea allo svolgimento del servizio. I due professionisti hanno lanciato una petizione su Change.org e un appello a un tavolo di confronto con l’amministrazione comunale per il rispetto degli impegni presi.

Una vicenda che si trascina da mesi

Il destino dei due medici veterinari resta nell’incertezza da quando sono stati costretti a lasciare lo stabile in cui lavoravano, costruito su un terreno del Comune nei pressi della partenza della cabinovia Apollonio-Socrepes, il cui avvio dei lavori ne ha comportato l’abbattimento. All’epoca il Comune aveva promesso una soluzione alternativa per garantire continuità a un servizio essenziale, tanto più che era stato stipulato un contratto di permanenza in quell’ambulatorio fino al 31 dicembre 2037. Da allora, trasferimenti provvisori e incertezza sul futuro si sono susseguiti mese dopo mese: già lo scorso dicembre, in occasione del conferimento del premio come miglior veterinario dell’anno, il dottor Frison era stato intervistato mentre lavorava in una struttura non riscaldata, con evidente disagio per personale e pazienti.

L’appello dei due veterinari alla cittadinanza

Di fronte alla possibilità di un nuovo trasferimento in una sede ritenuta non adatta allo svolgimento della professione, Frison e Siorpaes hanno scritto una lettera aperta all’amministrazione e ai cittadini per far luce su una situazione definita ormai insostenibile, accompagnandola con il lancio di una petizione online a sostegno della propria causa.

Il crollo del fatturato dopo i trasferimenti

Secondo quanto riportato nella lettera dei due professionisti, la fase di continui trasferimenti provvisori ha causato pesanti disagi logistici e professionali, con una contrazione del fatturato dell’85% nel solo mese di gennaio. La sede provvisoria di Fiames, accettata in attesa di una soluzione definitiva, si è rivelata non funzionale per gli spazi disponibili, fredda al punto da danneggiare alcuni macchinari, e difficile da raggiungere per i proprietari di animali, in particolare per chi proviene dal Cadore.

Il trasferimento a Socus e il ritorno a Fiames

In seguito, i due veterinari sono stati trasferiti in una sistemazione temporanea in località Socus, resa necessaria dalle Olimpiadi. La soluzione, migliorativa sul piano della posizione ma strutturalmente carente, si è rivelata comunque inadeguata: mancanza di climatizzazione, lavandini di dimensioni insufficienti e impossibilità di installare mensole o altri elementi essenziali in un ambiente medico. Il contratto stipulato il 5 settembre 2025 prevedeva la scelta e la co-progettazione di una sede definitiva proprio a Socus; lo scorso 22 giugno 2026, tuttavia, è stato comunicato ai due professionisti il ritorno alla sede di Fiames, priva degli spazi necessari per la degenza e la gestione del servizio pubblico dedicato agli animali randagi.

Le preoccupazioni per un possibile eliporto

Tra le criticità sollevate figura anche l’eventuale apertura di un eliporto nelle adiacenze della struttura, ipotesi di cui si discute e che, se realizzata, renderebbe l’area incompatibile con la presenza di animali, esposti a un forte stress da rumore.

La lettera integrale dei veterinari

“Da molti anni svolgiamo la nostra attività a Cortina d’Ampezzo, dove abbiamo costruito con importanti investimenti personali una struttura moderna e attrezzata. Oltre alla cura degli animali domestici, il nostro ambulatorio garantisce da sempre un servizio pubblico essenziale per la gestione e la degenza degli animali vaganti, smarriti o abbandonati sul territorio.

A seguito dell’abbattimento dell’ambulatorio a causa della costruzione dell’impianto di risalita Apollonio-Socrepes, abbiamo dovuto lasciare la nostra sede storica. Da quel momento è iniziata una fase complessa, segnata da continui trasferimenti provvisori che hanno causato pesanti disagi logistici e professionali, oltre a una contrazione del fatturato dell’85% nel solo mese di gennaio. Siamo stati trasferiti in una sede provvisoria a Fiames, accettata in attesa di quella definitiva, ma rivelatasi purtroppo non funzionale per gli spazi: fredda (tanto da danneggiare alcuni macchinari) e difficile da raggiungere per i proprietari di animali, specie per chi proviene dal Cadore.

In seguito, siamo stati trasferiti in una sistemazione temporanea in località Socus a causa delle Olimpiadi. La soluzione, migliorativa per la posizione ma strutturalmente carente, si è rivelata inadeguata allo svolgimento della nostra professione. Basti pensare alla mancanza di climatizzazione, ai lavandini troppo piccoli, e cosa molto importante, all’impossibilità di appendere qualsiasi cosa, mensole comprese, che come è facilmente immaginabile sarebbe fondamentale in un ambiente medico.

Il contratto stipulato il 5 settembre 2025 prevedeva la scelta e la co-progettazione di una sede definitiva a Socus. Tuttavia, lo scorso 22 giugno 2026 ci è stato comunicato il ritorno a Fiames. La nostra non è una questione di comodità personale, ma di requisiti minimi di efficienza e benessere nostro e degli animali. La struttura di Fiames, per come è attualmente concepita, non dispone degli spazi necessari per lavorare in serenità e manca inoltre lo spazio per la degenza e la gestione del servizio pubblico per gli animali randagi.

Ci preoccupa inoltre l’eventuale apertura di un eliporto nelle adiacenze, una possibilità di cui si parla e che, se si concretizzasse, renderebbe l’area del tutto incompatibile con la presenza di animali che sarebbero sottoposti a forte stress per il rumore. Anche per quanto riguarda l’aspetto economico dell’opera ci troviamo a fare un’importante considerazione: portare avanti un progetto che non rispecchia le reali necessità logistiche e la corretta disposizione degli spazi medici rischia di tradursi in un inutile spreco di risorse.

Riteniamo che i fondi della collettività debbano essere investiti in un progetto che sia realmente funzionale e duraturo. Siamo profondamente dispiaciuti per alcune espressioni emerse in Consiglio comunale, dove la nostra storica sede è stata definita una baraccopoli e si è accennato a un nostro imminente pensionamento. La decisione sul futuro della nostra attività professionale spetta solo a noi, e il nostro lavoro merita il rispetto dovuto a chi serve la comunità da decenni.

Il nostro obiettivo non è sollevare polemiche, né chiedere privilegi. Forti di un contratto con diritto di superficie valido fino al 31 dicembre 2037, chiediamo semplicemente che vengano rispettati gli impegni e, soprattutto, che si apra un tavolo di confronto sereno, costruttivo e diretto con il sindaco e l’amministrazione.

Senza un dialogo che porti a una sede definitiva e realmente idonea, il progetto attuale non ci metterà nelle condizioni di garantire alla cittadinanza il livello di servizio veterinario che Cortina merita e che finora abbiamo sempre assicurato.

Invitiamo pertanto i gentili lettori a firmare la petizione per dimostrare il loro supporto al tema”.

CITATI: ALESSANDRO SIORPAES, FABIO FRISON
TAG: AMBULATORIO VETERINARIO, CORTINA D’AMPEZZO, PETIZIONE

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