Suini
25 Agosto 2026La Toscana registra dall’inizio del 2026 il numero più alto d’Italia di casi di Peste Suina Africana nei cinghiali, con 638 positivi. Anci e Regione hanno riunito i sindaci per coordinare le azioni di contenimento sul territorio

La Toscana sta affrontando un’ondata senza precedenti di Peste Suina Africana (PSA), registrando dal 1° gennaio 2026 il numero di infezioni nei cinghiali più alto d’Italia, con 638 casi positivi. Il dato è emerso nel corso di un incontro online tra i sindaci, promosso da ANCI e Regione Toscana per coordinare le azioni di contenimento sul territorio. La strategia illustrata prevede l’attivazione dei Gruppi Operativi Territoriali (GOT) provinciali, l’installazione di cartelli con QR code informativi e ispezioni nelle aree pubbliche per contenere la diffusione del virus.
“Il ruolo dei Comuni in questa emergenza sarà fondamentale”, ha dichiarato Susanna Cenni, presidente di ANCI Toscana, lanciando un appello all’unità: “La prima cosa che dobbiamo evitare è che ogni Comune si muova in ordine sparso”. Cenni ha proposto che le Province siano ovunque capofila istituzionale, per coordinare al meglio le attività, a partire dalla corretta raccolta delle carcasse.
L’epidemia, partita dalla provincia di Massa Carrara, si è estesa alle zone di Lucca e Pistoia, arrivando a colpire anche due allevamenti nei comuni di Comano e San Marcello Piteglio.
Il Commissario straordinario Giorgio Briganti ha ricordato che l’uomo non è colpito dal virus, ma può fungere da vettore passivo: “Può fare da vettore passivo e può portare a spasso la malattia”. Il virus, letale per i suini ma del tutto innocuo per l’uomo, si trasmette facilmente tramite scarpe o ruote di biciclette sporche di fango raccolto nei boschi. Per prevenire la diffusione, ha spiegato Briganti, “bisogna pulire le scarpe dal fango e dalle cose che si sono raccolte e disinfettarle con un po’ di varichina”.
Secondo Cenni, la consapevolezza dei rischi ambientali ed economici per la filiera suinicola è condivisa da tutti i sindaci, pronti a fare la propria parte: “È importante attivare tutte le azioni di prevenzione e di informazione dei cittadini anche nei Comuni che a oggi non sono direttamente interessati dalla peste suina africana”.
Cenni ha aggiunto che nei territori si stanno organizzando riunioni provincia per provincia, e che è in preparazione materiale informativo da utilizzare anche nelle zone attualmente non interessate dalla diffusione della malattia, per accrescere la consapevolezza dei cittadini.
CITATI: GIORGIO BRIGANTI, SUSANNA CENNISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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