Acquacoltura
30 Luglio 2026Nell’ambito del progetto Aquae Strength, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e l’ente brasiliano Embrapa hanno messo a punto un metodo basato sui sistemi informativi geografici per individuare il rischio di diffusione di patogeni negli allevamenti ittici

Mappare il rischio sanitario negli allevamenti ittici seguendo il corso dei fiumi. È questa l’idea alla base di un nuovo strumento sviluppato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) insieme all’ente di ricerca brasiliano Empresa Brasileira de Pesquisa Agropecuária (Embrapa). Il progetto Aquae Strength, programma finanziato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (WOAH) e dal Ministero della Salute italiano, ha portato alla definizione di un metodo operativo basato sui sistemi informativi geografici (GIS), pensato per orientare la sorveglianza sanitaria in acquacoltura, che è stato applicato sia in Italia sia in Brasile. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Marine Science.
Il framework metodologico messo a punto dai due Istituti fornisce indicazioni pratiche per chi intende avviare un progetto GIS applicato alla salute degli animali acquatici, dalla definizione degli obiettivi all’organizzazione dei dati, fino allo sviluppo dell’analisi geografica e alla comunicazione dei risultati. Il metodo è stato messo alla prova attraverso due casi studio paralleli, uno sull’acquacoltura marina italiana e uno sull’acquacoltura d’acqua dolce in Brasile.
In Brasile, la collaborazione con Embrapa ha permesso di adattare il metodo al contesto del bacino del fiume Machado, nello Stato di Rondônia, tra le principali aree del Paese per l’allevamento del tambaqui (Colossoma macropomum). Qui i ricercatori si sono concentrati su Neoechinorhynchus buttnerae, un parassita in grado di causare seri problemi sanitari negli allevamenti della specie, la cui diffusione è favorita dai movimenti dei pesci e dai collegamenti idrologici tra gli impianti e i corsi d’acqua.
L’analisi GIS ha permesso di valutare quanto la connettività idrica tra gli allevamenti possa favorire la diffusione dei patogeni. Dopo aver localizzato le aziende presenti nel bacino, i ricercatori ne hanno analizzato i collegamenti lungo la rete fluviale e la posizione, a monte o a valle, rispetto ai focolai già noti.
Poiché l’acqua può veicolare uova, cisti, batteri o virus, gli allevamenti sono stati suddivisi in tre categorie di rischio: elevato per gli impianti a valle di una fonte di infezione e direttamente collegati; intermedio in presenza di connessioni indirette o stagionali; basso quando non esiste alcuna connettività idrica con i focolai conosciuti. Ne è risultata una mappa della vulnerabilità sanitaria dell’acquacoltura nell’area analizzata, utile a individuare dove concentrare le attività di monitoraggio.
Gli autori precisano che l’applicazione non costituisce una valutazione quantitativa del rischio epidemiologico, ma uno strumento operativo per visualizzare le possibili connessioni tra allevamenti e supportare la definizione delle priorità di sorveglianza e prevenzione.
Le attività sono state condotte dal Laboratorio GIS dell’IZSVe insieme a Embrapa, che ha messo a disposizione le proprie conoscenze sull’acquacoltura del bacino del fiume Machado, sugli allevamenti di tambaqui e sulla diffusione del parassita, contribuendo alla selezione e all’interpretazione dei dati utilizzati nello studio.
Il lavoro congiunto si è sviluppato attraverso incontri periodici, proseguiti nell’ambito delle attività del progetto Aquae Strength, tra cui gli incontri del gruppo di esperti e il seminario sul GIS in acquacoltura organizzato dall’IZSVe a Padova nel febbraio 2025. Lo studio è firmato da ricercatori di IZSVe, Università degli Studi di Padova ed Embrapa.
TAG: ACQUACOLTURA, AQUAE STRENGHT, BRASILE, EMBRAPA, GIS, ITALIA, IZSVE, TAMBAQUI, WOAHSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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