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Acquacoltura

17 Dicembre 2025

Aquae Strength, si chiude il progetto di cooperazione per la salute degli animali acquatici

Concluso il progetto triennale coordinato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie: formazione, diagnosi e uso responsabile dei farmaci per un’acquacoltura sostenibile nei Paesi partner

di Redazione Vet33


Aquae Strength, si chiude il progetto di cooperazione per la salute degli animali acquatici

Si è concluso dopo tre anni il progetto Aquae Strength, Strengthening capacity on aquatic animal health and epidemiological surveillance, iniziativa di cooperazione internazionale finanziata dal Ministero della Salute e coordinata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (Izsve). Il progetto ha coinvolto sette Istituti zooprofilattici italiani e quattro Paesi del Mediterraneo e del Sud-Est asiatico, con l’obiettivo di rafforzare la salute e il benessere degli animali acquatici e migliorare la sorveglianza epidemiologica in acquacoltura.

Una rete internazionale per la salute degli animali acquatici

Avviato nel 2022 con il supporto della Woah, Aquae Strength ha riunito competenze italiane e internazionali per sostenere lo sviluppo di un’acquacoltura sostenibile e sicura. Tunisia, Marocco, Israele e Cambogia sono stati i Paesi beneficiari di un programma che ha puntato sul trasferimento di know-how tecnico-scientifico, sulla condivisione di standard operativi e sul rafforzamento delle capacità locali.
Il meeting finale si è tenuto il 21 e 22 ottobre ad Alghero e ha rappresentato il momento di sintesi di un lavoro che ha messo al centro la cooperazione come strumento strategico per la sanità animale e la sicurezza alimentare globale.

“Gli Izs italiani hanno una tradizione davvero solidissima di cooperazione internazionale” ha sottolineato Antonia Ricci, Dirigente Generale dell’IzsVe. “In questo progetto Aquae Strength, che ha come obiettivo quello di garantire la sostenibilità e la sicurezza dell’acquacoltura nei paesi beneficiari, hanno dato un contributo importantissimo da un punto di vista sia tecnico-scientifico ma anche di trasparenza e di messa a disposizione delle loro competenze ai partner del progetto. La cooperazione è nel Dna della rete degli Istituti, perché fare cooperazione internazionale significa garantire la salute degli animali, la sicurezza alimentare nel mondo”.

Formazione, sorveglianza e uso responsabile dei farmaci

Le attività del progetto si sono articolate in diversi work package (Wp). Centrale è stato il potenziamento della sorveglianza epidemiologica e della risposta alle malattie degli animali acquatici attraverso l’utilizzo dei sistemi GIS, che ha permesso di migliorare la raccolta, l’analisi e il mapping dei dati sanitari negli allevamenti acquatici.
Un altro pilastro ha riguardato l’uso responsabile dei farmaci veterinari in acquacoltura, con la condivisione di linee guida e manuali di biosicurezza per gli allevatori, la definizione di protocolli operativi e il trasferimento di competenze per la produzione di vaccini stabulogeni, in un’ottica di contrasto all’antimicrobico-resistenza.

“I principali risultati che abbiamo ottenuto sono stati la costruzione di un network di partner provenienti da differenti paesi e la condivisione di obiettivi comuni nell’ambito dell’Animal Health and Welfare a livello mondiale” spiega Amedeo Manfrin, veterinario dirigente del Centro specialistico ittico dell’IZSVe e responsabile del progetto. “La cooperazione internazionale nel settore dell’acquacoltura è uno strumento fondamentale per armonizzare a livello mondiale quelli che sono i principali standard operativi e diagnostici per un’acquacoltura sostenibile e per una gestione corretta della salute e del benessere degli organismi acquatici allevati”.

Diagnostica e capacity building

Il progetto ha rafforzato anche la capacità diagnostica dei laboratori dei Paesi beneficiari, grazie all’introduzione di metodiche di laboratorio validate per l’identificazione di virus e batteri dei pesci e alla fornitura di reagenti di riferimento. I proficiency test hanno confermato un miglioramento significativo delle competenze, pur evidenziando alcune criticità nella gestione dei flussi diagnostici e del quality management di alcuni laboratori.
Nel complesso, il progetto ha costruito un network di 14 Istituti e oltre 90 professionisti del settore, creando le basi per un follow-up futuro mirato alle specificità dei singoli Paesi e per effetti duraturi sulla salute degli organismi acquatici allevati e sulle economie locali.

“Condividere con i colleghi problematiche, ma soprattutto risolvere i problemi e le difficoltà sia logistiche che tecniche, sono stati senz’altro uno dei principali risultati del progetto, soprattutto in un settore così particolare, così articolato e anche complicato come quello dell’acquacoltura” ha aggiunto Manfrin.

aquae strength team group photo

CITATI: AMEDEO MANFRIN, ANTONIA RICCI
TAG: AQUAE STRENGHT, IZS DELLE VENEZIE

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