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03 Novembre 2025

Tutela di acque e mari, la Rete IZS in prima linea per la salute pubblica e ambientale

Cambiamenti climatici, inquinamento e antibiotico-resistenza mettono a rischio gli ecosistemi acquatici. La Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali rafforza la sorveglianza e la ricerca con progetti come Aquae Strength, Central Aqua e Tarta-Net per proteggere mari, biodiversità e salute collettiva

di Redazione Vet33


Tutela di acque e mari, la Rete IZS in prima linea per la salute pubblica e ambientale

Inquinamento, cambiamenti climatici e resistenza antimicrobica (Amr) minacciano la salute delle acque e dei mari, con ripercussioni dirette sulla sicurezza alimentare e sulla salute collettiva. In risposta, la Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali Italiani (Rete Izs) è impegnata in progetti di ricerca, monitoraggio e cooperazione internazionale per salvaguardare gli ecosistemi acquatici. Dalla Sardegna al Nord-Est, fino alla Sicilia, gli Istituti Zooprofilattici collaborano per rafforzare la sorveglianza epidemiologica, promuovere un uso sostenibile dei farmaci veterinari e studiare l’impatto di plastiche e antibiotico-resistenza sugli organismi marini, in un’ottica One Health.

Sorveglianza e sostenibilità: l’impegno dell’Izs della Sardegna

La tutela delle acque e dei mari rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo. I cambiamenti climatici, l’inquinamento, la diffusione di plastiche e specie aliene, l’amr e le nuove esigenze produttive dell’acquacoltura mettono alla prova la salute degli ecosistemi acquatici e, con essa, la sicurezza alimentare e la salute collettiva. 

“Tutelare le acque e i mari significa garantire un patrimonio naturale da tramandare alle future generazioni – spiega Simonetta Cherchi, Direttore Generale dell’Izs della Sardegna – e assicurare un ecosistema sostenibile, ancor di più in ragione delle caratteristiche specifiche della nostra Regione. Le acque rappresentano, per la Sardegna in particolare, un patrimonio naturale di inestimabile valore, essenziale per la tutela della biodiversità e per attività come acquacoltura, pesca e turismo. In tale contesto la condivisione di know-how ed esperienze è fondamentale. Progetti come Aquae Strength rafforzano le capacità diagnostiche, migliorano la sorveglianza epidemiologica e promuovono un uso più responsabile dei medicinali veterinari nella produzione ittica, riducendo l’impatto ambientale e migliorando la qualità delle produzioni”.

Dal Mediterraneo all’Asia: la rete internazionale dell’Izs delle Venezie

Un impegno condiviso anche dall’Izs delle Venezie, che dal 1994 è Centro di Referenza Nazionale per lo studio e la diagnosi delle malattie dei pesci, molluschi e crostacei, parte del Centro Specialistico Ittico (Csi), che ospita anche il Laboratorio di Referenza dell’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (Woah) per l’encefalo-retinopatia virale dei pesci.

“Gli Istituti sono oggi protagonisti di una rete di collaborazioni dal Mediterraneo fino all’Asia centrale e al Sud-Est asiatico – sottolinea Giuseppe Arcangeli, direttore del Centro. “Iniziative come Aquae Strength e Central Aqua rafforzano la sicurezza alimentare dei prodotti ittici, Tarta-Net tutela la biodiversità del Mediterraneo monitorando lo stato di salute della tartaruga marina comune e la diffusione di geni di antibiotico-resistenza. Oltre alla ricerca e alla diagnostica avanzata, l’Istituto è impegnato su progetti mirati come quello sul granchio blu, che minaccia la biodiversità del Delta del Po, e partecipa a programmi europee come FuturEUAqua, per rendere l’acquacoltura più resiliente e sostenibile. È un lavoro di squadra che mette la scienza al servizio della salute pubblica e della tutela ambientale”.

Tartarughe sentinella del mare: la ricerca dell’Izs della Sicilia

Scopo della Rete è mettere la conoscenza scientifica al servizio della tutela degli ecosistemi acquatici e della biodiversità mediterranea.

“Attraverso il Centro di Referenza Nazionale per le Tartarughe Marine (C.Re.Ta.M.) – dichiara il Direttore Generale dell’Izs della Sicilia Francesca Di Gaudio – affrontiamo le sfide ambientali più pressanti, legate all’inquinamento e all’impatto antropico nel Mediterraneo. Tra i progetti più significativi, quello finanziato dalla Woah, che utilizza la Caretta caretta come organismo sentinella per monitorare geni di resistenza antimicrobica e inquinanti ambientali. Siamo inoltre impegnati nello studio dell’impatto delle plastiche sul microbiota intestinale delle tartarughe marine e nella diffusione di patogeni e geni di resistenza agli antibiotici, per comprendere il legame tra inquinamento, salute animale e salute umana. Infine, con il Cnr abbiamo sviluppato un progetto pilota allo scopo di progettare protesi di pinna destinate a esemplari adulti di Caretta caretta mutilati, per consentirne la reintroduzione in natura”.

CITATI: FRANCESCA DI GAUDIO, GIUSEPPE ARCANGELI, SIMONETTA CHERCHI
TAG: AQUAE STRENGHT, CARETTA CARETTA, IZS DELLA SARDEGNA, IZS DELLA SICILIA, IZS DELLE VENEZIE, FUTUREUAQUA

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