piccoli roditori
27 Giugno 2022 Identificato in provincia di Udine, nel topo dal collo giallo, l’hantavirus Dobrava-Belgrado. Necessario un approccio coordinato di veterinari, medici ed ecologisti in chiave One health.

Tutto risale allo scorso anno, quando, in seguito ad una moria particolarmente elevata di roditori in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, numerosi campioni sono stati consegnati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Ne è risultata la prima segnalazione in Italia del virus Dobrava-Belgrade(DOBV), nello specifico in Friuli Venezia Giulia.
Cosa sono gli hantavirus
Includono diversi agenti patogeni zoonotici che causano diverse sindromi nell'uomo, con tassi di mortalità che vanno dal 12 al 40%. Più comunemente, gli esseri umani vengono infettati attraverso l'inalazione di aerosol o particelle di polvere contaminate da escrementi di roditori contenenti virus. Gli Hantavirus sono specificamente associati alla specie ospite e i casi umani dipendono dalla presenza e dalla dinamica degli ospiti del serbatoio. Secondo quanto emerge dal resoconto pubblicato su Viruses, il virus è stato rilevato nell'area montuosa della provincia di Udine, al confine con Austria e Slovenia, durante un evento di accresciuta mortalità nei topi selvatici e nelle arvicole. Nonostante l'evidenza sierologica nei roditori e nell'uomo che suggerisse la circolazione di hantavirus in Italia dal 2000, questa è la prima conferma virologica dell'infezione, una scoperta che enfatizza il rischio di insorgenza nell'uomo di forme lievi e gravi di malattia da hantavirus in Italia, inclusi HFRS e HCPS. Questo scenario rafforza la necessità di condurre ulteriori ricerche sulla diffusione in Italia, aumentando la consapevolezza dei medici e delle popolazioni locali riguardo alle vie di trasmissione dei virus e ai metodi diagnostici disponibili. Per questo è necessario che ecologisti, veterinari e medici si uniscano in un approccio coordinato nel pieno rispetto del concetto di One Health.
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