Suini
17 Luglio 2026Il Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP lancia l'allarme dopo i casi di Peste suina riscontrati negli allevamenti suini toscani. Il presidente Nicolò Savigni chiede da due anni un nucleo di riproduttori isolato e protetto

La diffusione della Peste Suina Africana (Psa) in Toscana mette a rischio la sopravvivenza della Cinta Senese, una delle razze suine autoctone più antiche del patrimonio agroalimentare italiano. Lo denuncia il Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP dopo i recenti casi di positività riscontrati anche negli allevamenti della regione. Il primo focolaio è stato individuato a Comano, in provincia di Massa Carrara, mentre due suini rinvenuti morti in un allevamento di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, sono risultati positivi al virus.
Il primo focolaio è stato individuato a Comano, in provincia di Massa Carrara. Nei giorni scorsi, due suini rinvenuti morti in un allevamento di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, sono risultati positivi al virus. Il Consorzio sottolinea che la situazione conferma l’avanzamento dell’emergenza e rende sempre più concreto il pericolo per gli allevamenti di Cinta Senese.
La Cinta Senese viene allevata prevalentemente allo stato brado o semibrado, con animali che vivono quotidianamente all’aperto e si alimentano principalmente tramite pascolamento. Questa caratteristica, fondamentale per la qualità e l’identità della produzione, rende però molto più complesso garantire una separazione completa dalla fauna selvatica, in particolare dai cinghiali.
Molti allevamenti si trovano inoltre in territori collinari, montani e marginali, spesso con un’elevata densità di fauna selvatica, condizioni che rendono estremamente difficile eliminare ogni rischio di contatto diretto o indiretto con il virus anche applicando rigorosamente le misure di biosicurezza aziendali.
CITATI: NICOLò SAVIGNI“Il tempo dei rinvii è finito: servono decisioni immediate per salvare la razza e le aziende della filiera”, ha dichiarato Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP, sottolineando che dal 2024 il Consorzio chiede alle istituzioni di costituire un nucleo di riproduttori in un luogo isolato e protetto.
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