Professione
17 Luglio 2026Fnovi e la Federazione degli Ordini veterinari siciliani contestano l’elezione a coordinatore del nuovo corso di laurea in Medicina Veterinaria di Palermo di un docente dell’area agraria, privo di profilo clinico-sanitario

Il nuovo corso di laurea magistrale in Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Palermo è al centro di una protesta degli organi di rappresentanza professionale veterinaria. A sollevare il caso è stata l’elezione a Coordinatore del Corso di Studio di un docente proveniente dall’area agraria, privo del profilo clinico-sanitario e ordinistico tipico della professione medico-veterinaria. Dopo l’intervento dell’Ordine dei Medici Veterinari di Palermo e della Federazione degli Ordini Veterinari della Sicilia, è intervenuta anche la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) con una nota ufficiale del Presidente Gaetano Penocchio indirizzata al Rettore Massimo Midiri.
Con una nota a firma del proprio Presidente nazionale, Fnovi si è rivolta direttamente al Rettore Midiri per chiedere che la guida del corso rifletta in modo chiaro e prevalente il profilo medico-veterinario. La Federazione precisa di non contestare la legittimità formale della procedura elettorale né il valore scientifico del docente eletto, ma pone una questione di identità formativa del corso.
Prima dell’intervento nazionale, era stato il Presidente della Federazione degli Ordini Veterinari della Sicilia, Nicola Barbera, a scrivere al Rettore evidenziando il rischio di generare “un carrozzone di interessi parcellizzati”. Barbera ha segnalato inoltre l’assenza di dialogo con il mondo del lavoro, che a suo avviso crea una frattura tra teoria accademica e necessità reali del territorio.
Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina Veterinaria (classe LM-42) era atteso dallo scorso anno accademico, con l’assegnazione di 50 posti da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca, ma la sua attivazione era stata sospesa in attesa dell’Ospedale didattico veterinario. L’Ateneo ha ora pubblicato gli insegnamenti e il Manifesto degli studi 2026/2027.
La Federazione ha chiesto di evitare sbilanciamenti culturali verso le discipline agro-zootecniche, che devono restare complementari senza comprimere lo spazio didattico e clinico-sanitario dedicato alla medicina degli animali da reddito e da compagnia. La Fnovi ha inoltre sollecitato una verifica immediata sulla composizione del Consiglio di Corso, sulla distribuzione degli insegnamenti e sulla rappresentanza delle competenze clinico-sanitarie, oltre che sull’adeguatezza delle strutture per la formazione pratica, richiamando la necessità di sintonia con il Servizio Sanitario Nazionale, il mondo ordinistico e gli standard europei di accreditamento EAEVE.
Pur mantenendo una posizione critica, Fnovi ha manifestato la disponibilità a collaborare con l’Università di Palermo per correggere la rotta, con l’obiettivo dichiarato di sostenere lo sviluppo di un polo didattico che possa diventare un riferimento per la sanità e la formazione veterinaria della Regione.
CITATI: GAETANO PENOCCHIO, MASSIMO MIDIRI, NICOLA BARBERASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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