Alert sanitari
23 Giugno 2026Aedes koreicus, la zanzara coreana resistente al freddo, è stata avvistata ad aprile a Muggiò, nell’area di Monza. La parassitologa Sara Epis dell’Università di Milano spiega l’espansione nel Nord Italia e il ruolo del cambiamento climatico nella diffusione delle specie invasive

La zanzara coreana Aedes koreicus è ormai alle porte di Milano. La specie invasiva originaria dell’Estremo Oriente, intercettata per la prima volta in Lombardia nel 2020 tra le province di Bergamo e Brescia, è stata segnalata ad aprile 2026 a Muggiò, nell’area di Monza. “Non l’avevamo mai avuta qui e mi ha molto stupito”, dichiara Sara Epis, professore associato di parassitologia all’Università degli Studi di Milano, nel direttivo della Società italiana di parassitologia. “Vuol dire che specie invasive come Aedes koreicus e Aedes japonicus stanno continuando a espandersi nel Nord Italia e meritano attenzione e un monitoraggio costante”.
A differenza della zanzara tigre, Aedes koreicus tollera le basse temperature e prospera nei climi freschi: per questo la sua presenza in pianura, e ora in prossimità di Milano, ha sorpreso i ricercatori. Finora era stata intercettata solo in zone prealpine o preappenniniche. L’anno scorso sono arrivate le prime segnalazioni a Piacenza e a Parma; ora il fronte avanza verso il capoluogo lombardo. Con l’arrivo del caldo estivo l’espansione potrebbe rallentare – le alte temperature causano un crollo numerico della specie – per riprendere in autunno.
“Le specie invasive si adattano molto bene a nuovi territori grazie alla grande plasticità ecologica”, spiega Epis. “Utilizzano un’ampia varietà di siti larvali: tombini, contenitori artificiali, piccoli ristagni naturali. Questa flessibilità permette di adattarsi facilmente a contesti urbani, periurbani e rurali”.
Il cambiamento climatico amplifica il fenomeno: inverni più miti aumentano la sopravvivenza delle uova e stagioni vegetative più lunghe consentono un’attività prolungata.
In Italia sono presenti 75 specie di zanzare, di cui 34 competenti per trasmettere patogeni all’uomo e agli animali. La diffusione di nuove specie vettore richiede un monitoraggio costante per valutare il rischio di introduzione di nuovi patogeni o l’espansione della trasmissione di quelli già circolanti.
CITATI: SARA EPISSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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