Api
17 Giugno 2026L’Izs del Lazio e della Toscana ha confermato un focolaio secondario di Aethina tumida a Gaeta, conseguente a una movimentazione illegale di api dalla Calabria. Bloccati gli stabilimenti in 16 comuni tra le province di Latina e Frosinone, con divieto di uscita per api e prodotti apistici fino al 31 dicembre 2026

Un focolaio secondario di Aethina tumida è stato confermato il 4 giugno 2026 dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana nel Comune di Gaeta, conseguente a una movimentazione illegale di api avvenuta il 31 maggio da un apiario della provincia di Vibo Valentia, in Calabria. I Servizi Veterinari delle ASL di Latina e Frosinone, allertati il 2 giugno, hanno bloccato sul sistema informativo Vetinfo gli stabilimenti ricadenti nella zona di protezione di 20 km, che coinvolge 16 comuni tra le due province. Il dispositivo ministeriale vieta l’uscita di api mellifere, bombi, sottoprodotti dell’apicoltura non trasformati, attrezzature apistiche e prodotti apistici destinati al consumo umano fino al 31 dicembre 2026.
La zona di restrizione di 20 km interessa, in provincia di Latina, i comuni di Campodimele, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Lenola, Minturno, Monte San Biagio, Santi Cosma e Damiano, Sperlonga e Spigno Saturnia. In provincia di Frosinone sono coinvolti Ausonia, Castelnuovo Parano, Coreno Ausonio, Esperia e Pontecorvo.
Il dispositivo ministeriale, applicato ai sensi del Piano nazionale di sorveglianza Aethina tumida e Tropilaelaps 2026, rimane in vigore fino al 31 dicembre 2026 e potrà essere modificato in base all’evoluzione epidemiologica.
“Non rappresenta una minaccia per la salute dell’uomo”, ha chiarito il professor Roberto Bruni, agronomo ed entomologo. A differenza della Varroa, Aethina tumida non è un parassita diretto delle api: si nutre di polline e miele e rilascia feci che ne causano la fermentazione, danneggiando il prodotto. In Italia non sono autorizzati principi attivi specifici contro il parassita, poiché potrebbero avere effetti tossici anche sulle api. La prevenzione si basa quindi su un monitoraggio costante e sul divieto di trasporto degli alveari potenzialmente infestati.
“Tutte le persone che fanno le movimentazioni da e per le zone interessate dal provvedimento sono vincolate”, ha spiegato l’apicoltore Daniel Palmieri, titolare di Sos Api e Apicoltura Palmieri. Le aree colpite sono ricche di eucalipto e non potranno più essere sfruttate dagli apicoltori che praticano il nomadismo per la durata del provvedimento; anche la produzione di sciami nelle zone interessate resta bloccata. Nessuna conseguenza per la salute umana, ma un rischio economico concreto per la produzione laziale di miele.
CITATI: DANIEL PALMIERI, ROBERTO BRUNISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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