Professione
22 Maggio 2026Fnovi risponde alle dichiarazioni apparse su Professione Veterinaria che ridimensionano il ruolo del medico veterinario nel Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale. Respinta la tesi della carenza di professionisti: sono gli enti di certificazione a rifiutare le domande di collaborazione

La Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) replica con fermezza alle dichiarazioni apparse su Professione Veterinaria, n. 15/2026, riguardo al Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA), che definivano la presenza del medico veterinario nella certificazione come “meno importante” e “non particolarmente qualificante”. La Federazione respinge la tesi e ribalta la narrativa sulle tre proroghe del sistema: non vi è carenza di veterinari disponibili, ma un corto circuito selettivo degli enti di certificazione, che da un lato lamentano carenza di figure e dall’altro respingono le domande di collaborazione avanzate dai professionisti.
Il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale prevede la certificazione degli allevamenti da parte di organismi terzi. Fnovi sostiene che questa certificazione non possa prescindere dalla valutazione tecnica e indipendente del medico veterinario, l’unico professionista in possesso delle competenze cliniche, etologiche e sanitarie necessarie. “Una certificazione di benessere animale priva della valutazione tecnica del medico veterinario perderebbe qualsiasi credibilità scientifica e internazionale, riducendosi a un’operazione di facciata”, si legge nella nota.
Le tre proroghe dei tempi di certificazione sono state attribuite nelle dichiarazioni contestate a una presunta carenza di medici veterinari. Fnovi smentisce questa ricostruzione: numerosi professionisti qualificati hanno presentato formale richiesta di collaborazione agli enti di certificazione, ma se la sono visti respingere. I ritardi sarebbero dunque riconducibili a complessità strutturali, incertezze applicative e lungaggini burocratiche, non alla disponibilità dei professionisti.
Fnovi respinge anche la definizione della consulenza veterinaria negli allevamenti come “mercato moribondo felicemente ricreato”, giudicandola un’offesa al lavoro di migliaia di professionisti. La consulenza zootecnica è indicata come pilastro dell’approccio One Health europeo, non come attività speculativa recente. Sulla disaffezione dei giovani verso il settore zootecnico, la Federazione indica come cause reali le condizioni di lavoro, la mancanza di tutele e i compensi inadeguati, non la qualità della formazione universitaria, riconosciuta a livello internazionale
Fnovi chiude con un richiamo al rispetto istituzionale: “Il dialogo tecnico con i medici veterinari non è una concessione né un tavolo di cortesia da poter liquidare a piacimento: è un prerequisito scientifico e normativo imprescindibile”. La Federazione invita a ritrovare il binario della correttezza tecnica e annuncia che continuerà a tutelare il ruolo della professione in ogni sede istituzionale.
TAG: BENESSERE ANIMALE, FNOVI, MEDICO VETERINARIO, ONE HEALTH, PROFESSIONE VETERINARIA, SQNBASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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