Professione
22 Maggio 2026Il Dpcm del 20 febbraio 2026, reso noto con tre mesi di ritardo, risolve parzialmente il nodo delle borse per gli specializzandi dell’A.A. 2024-2025 ma lascia irrisolta la questione del requisito reddituale e non prevede il riparto per l’A.A. 2025-2026. Manifestazione confermata il 24 maggio a Roma

Il Dpcm del 20 febbraio 2026 sulle borse di studio per gli specializzandi di area sanitaria non medica è stato reso noto il 20 maggio, con tre mesi di ritardo. Le organizzazioni firmatarie del comunicato – ABIFB, LAPsi, FASSID e SIVeMP – riconoscono il provvedimento come un passaggio necessario ma sottolineano che lascia irrisolte due criticità fondamentali: il requisito reddituale entro i 7.750 euro lordi annui, che penalizza migliaia di aventi diritto, e l’assenza di qualsiasi indicazione sul riparto per l’anno accademico 2025-2026. La manifestazione del 24 maggio a Roma resta confermata.
Da una prima lettura del provvedimento, il riparto sembrerebbe riguardare tutti gli specializzandi veterinari, biologi, farmacisti, chimici, fisici, psicologi e odontoiatri già attivi nell’A.A. 2024-2025, censiti dagli atenei o presenti nell’Anagrafe nazionale degli specializzandi. Per questi soggetti sembrerebbe riconosciuta la possibilità di beneficiare della borsa fino al completamento del percorso formativo.
Rimane irrisolta la questione del requisito reddituale entro i 7.750 euro lordi annui, un vincolo che le organizzazioni definiscono “estremamente penalizzante” per migliaia di aventi diritto. Il problema riguarda non solo i futuri specializzandi dell’A.A. 2025-2026 ma anche i potenziali beneficiari delle borse previste dal Dpcm appena emanato.
Il provvedimento non contiene alcuna indicazione sul riparto delle risorse per gli specializzandi che dovrebbero iniziare la specializzazione nell’A.A. 2025-2026, nonostante risultino disponibili risorse modestamente superiori a quelle ripartite. In assenza di un nuovo riparto specifico, gli atenei non sono in grado di conoscere con certezza le risorse disponibili per le singole sedi, con il rischio concreto di un ulteriore blocco dell’avvio delle scuole di specializzazione e della perdita di un intero anno di formazione per migliaia di professionisti. Gli atenei mantengono la possibilità di avviare comunque le scuole, riservandosi l’attribuzione delle borse all’esito di un futuro provvedimento di riparto.
Le organizzazioni firmatarie chiedono un intervento rapido del Governo per chiarire il quadro normativo e finanziario, garantire certezza delle risorse e sostenibilità dei percorsi formativi. La manifestazione nazionale del 24 maggio in Piazza Santi Apostoli a Roma, ore 9.00, promossa da ABIFB e LAPsi con l’adesione di SIVeMP e Coordinamento Specializzandi Veterinari, Federprofessioni, FASSID, RenaSFO e Coordinamento Specializzandi Fisici Medici (AIFM), resta confermata.
TAG: BORSE DI STUDIO, FORMAZIONE, MEDICI VETERINARI, SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE, SIVEMPSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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