Professione
09 Aprile 2026In audizione alla Commissione Affari Sociali, Fnovi evidenzia le priorità per l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza: formazione, rete veterinaria, uniformità regionale, prevenzione e tutela dei professionisti

La Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) è intervenuta in audizione alla XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Il tesoriere Pierluigi Ugolini ha illustrato le criticità del nomenclatore del 2017 e le priorità per modernizzare le funzioni del sistema veterinario pubblico, dalla formazione specialistica alla prevenzione, fino alla tutela dei professionisti impegnati nelle attività di sanità pubblica.
La Fnovi ha partecipato all’indagine conoscitiva della Commissione Affari Sociali dedicata all’attuazione dei Lea e all’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni. A rappresentare la Federazione è stato il Pierluigi Ugolini, che ha richiamato la necessità di aggiornare il nomenclatore dei Lea, risalente al 2017.
Il Governo sta lavorando al primo aggiornamento del Dpcm, attualmente all’esame parlamentare come Atto del Governo n. 391.
Ugolini ha evidenziato alcune aree di intervento ritenute urgenti:
● rinnovare l’offerta formativa, rendendola maggiormente aderente ai fabbisogni attuali e agganciando i tirocini ad attività della sanità pubblica veterinaria
● assegnare le borse di studio già finanziate per le scuole di specializzazione non medica
● attuare l’Accordo sulla Rete Veterinaria regionale del 10 settembre 2025
● garantire una applicazione uniforme dei Lea alla sanità pubblica veterinaria
● rafforzare il ruolo della prevenzione veterinaria, anche in ambito urbano e sociale
● valorizzare il riconoscimento della prevenzione veterinaria come asse portante del Ssn, a partire dalla Giornata nazionale della prevenzione veterinaria
● tutelare i veterinari, in particolare quelli impegnati sul territorio, da aggressioni fisiche e mediatiche
Nonostante l’Accordo Quadro definisca una chiara catena di comando, Ugolini ha segnalato che alcune Regioni continuano ad assegnare ruoli di responsabilità a profili non veterinari.
“Le Regioni vanno sensibilizzate ad assegnare il ruolo a un veterinario – ha rimarcato Ugolini – non per corporativismo ma per capacità professionali”.
La disomogeneità regionale compromette l’efficacia dei controlli ufficiali, soprattutto lungo la filiera agroalimentare, che richiede interventi tempestivi e omogenei. Anche il finanziamento del servizio veterinario pubblico risulta non uniforme, nonostante le previsioni normative.
Ugolini ha definito l’attuale formazione specialistica veterinaria “inadeguata”, ricordando il blocco delle scuole di specializzazione per l’anno 2025‑2026 a causa della mancata erogazione delle borse di studio, pur previste dalla Legge di bilancio.
Le scuole necessitano inoltre di un aggiornamento per includere:
● nuove tematiche emergenti
● approcci scientifici attuali
● competenze coerenti con l’impostazione One Health
Ugolini ha chiesto interventi politici contro le aggressioni ai veterinari, non solo fisiche ma anche mediatiche.
“Gli animali toccano l’emotività – ha spiegato – mentre gli interventi di eradicazione non sono compresi dall’opinione pubblica”.
Oltre agli episodi legati alla Peste Suina Africana, sono stati citati contesti in cui la presenza della malavita rende più rischiose le attività di sanità pubblica.
Il contrasto al randagismo e la prevenzione delle aggressioni canine rientrano nei Lea. Secondo Fnovi, la gestione è spesso carente: i Comuni tendono a demandare alle Asl attività che dovrebbero essere di loro competenza.
Le aggressioni canine, regolate da ordinanze ripetute negli anni senza risultati risolutivi, richiedono interventi strutturali orientati alla prevenzione sui proprietari, non solo alla gestione dei singoli episodi.
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