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03 Aprile 2026

Piano pandemico 2025-2029, influenza aviaria HPAI unico rischio da origine animale

Il nuovo Piano strategico operativo di preparazione e risposta pandemica è stato trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni: l’influenza aviaria è l’unica malattia animale identificata come rischio pandemico attuale. Veterinari pubblici e liberi professionisti del settore avicolo rientrano nelle categorie a rischio per la vaccinazione

di Redazione Vet33


Piano pandemico 2025-2029, influenza aviaria HPAI unico rischio da origine animale

Tra tutti i patogeni animali, solo il virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità HPAI H5N1 è classificato dal nuovo Piano pandemico nazionale come rischio pandemico concreto. Il Piano strategico operativo 2025-2029, trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni, dedica alla componente veterinaria un’attenzione esplicita e strutturata, assegnando alla Direzione Generale della Salute Animale un ruolo di primo piano nella governance e integrando la sorveglianza veterinaria con quella umana attraverso le reti MiRiK e Dispatch. 

I veterinari pubblici e i liberi professionisti che seguono gli allevamenti avicoli, stimati tra 2.500 e 3.500 unità, rientrano nelle categorie a rischio per la vaccinazione con Seqirus, il vaccino influenzale zoonotico anti-H5 per il quale l’Italia prevede di aderire a un Joint Procurement Agreement europeo. Il target complessivo di esposti nel settore avicolo è stimato in circa 50.000 addetti.

Il Piano pandemico 2025-2029: impostazione e novità 

Il Piano strategico operativo di preparazione e risposta a una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria 2025-2029 segna un cambio di approccio rispetto ai precedenti: non più un documento centrato su singole malattie, ma una strategia costruita attorno ai patogeni respiratori a maggiore potenziale pandemico, pensata per adattarsi a scenari diversi e imprevedibili.

Sul piano operativo, il Piano introduce un meccanismo di finanziamenti pluriennali vincolati all’attuazione regionale – le Regioni devono approvare delibere di recepimento con cronoprogrammi puntuali prima di accedere alle risorse – e un Comitato di coordinamento centrale con funzioni di valutazione e controllo. Un rafforzamento del livello centrale che riflette le difficoltà di coordinamento emerse durante la pandemia da Covid-19.

Influenza aviaria HPAI unico rischio pandemico di origine animale

Tra le malattie animali, il Piano identifica l’influenza aviaria ad alta patogenicità come l’unica che rappresenti attualmente un rischio pandemico. L’attuale virus HPAI H5N1 circolante in Europa, Africa, Sud e Nord America ha già dimostrato la capacità di infettare diverse specie di mammiferi, selvatici e domestici, tra cui carnivori terrestri, pinnipedi, cetacei, gatti e cani.

La sorveglianza in Italia è stata conseguentemente estesa ai mammiferi trovati morti sul territorio nazionale, ai mammiferi malati presenti nei Centri di Recupero Animali Selvatici (CRAS) e ai mammiferi domestici (suini, cani, gatti) presenti nei focolai di influenza aviaria che interessano il pollame.

La DGSA e l’Unità Centrale di Crisi

Il Piano assegna alla Direzione Generale della Salute Animale il compito di tutela della salute animale e di prevenzione delle malattie zoonotiche. L’Unità Centrale di Crisi (UCC), presieduta dal Chief Veterinary Officer (Cvo), è inclusa tra le reti di governance e coordinamento nazionale, con il compito specifico di definire misure di intervento veterinario in caso di focolai di malattie del gruppo A, tra cui l’influenza aviaria HPAI.

Il Piano riconosce esplicitamente la necessità di integrare l’UCC con altre articolazioni sanitarie, sancendo sul piano normativo l’approccio One Health nella risposta pandemica.

Le reti MiRiK e Dispatch

Due reti operative incarnano concretamente questa integrazione. La Rete MiRiK per la valutazione microbiologica del rischio pandemico include esperti di virologia sia umana che veterinaria, con il compito di valutare il potenziale di trasmissione interumana di patogeni respiratori emergenti. La Rete Dispatch svolge valutazioni epidemiologiche sul rischio di diffusione e impatto pandemico.

Sorveglianza integrata: dal SIMAN alle persone esposte

Per monitorare le persone esposte a focolai veterinari di influenza aviaria, il Piano prevede la realizzazione di un sistema informativo che integra i dati del Sistema Informativo Malattie Animali Nazionale (SIMAN) con i risultati dei test effettuati sulle persone esposte al focolaio. Un passaggio che rende operativa, su base informatica, la continuità tra sorveglianza veterinaria e sorveglianza umana.

Il vaccino anti-H5N1

Nel 2025 il Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni (NITAG) ha elaborato un documento sul vaccino zoonotico e pandemico contro l’influenza aviaria A/H5N1 nell’uomo. Il parere conclude che, pur con esperienze di campo ancora limitate, “in un’ottica di preparedness potrebbe essere comunque preso in considerazione l’approvvigionamento di una scorta per una pronta risposta”.

Il Piano prevede l’adesione a un Joint Procurement Agreement europeo per l’acquisto di Seqirus, vaccino influenzale zoonotico inattivato e adiuvato per la protezione degli adulti dall’influenza causata da ceppi H5 del virus influenzale A.

Chi rientra nel target di vaccinazione

La popolazione target comprende i professionisti esposti a rischio nel settore avicolo. I dati stimati sulla base di fonti ufficiali (Istat, Coldiretti, Ministero della Salute, Censis) indicano:
● 5.000-6.000 lavoratori professionali in allevamenti avicoli industriali (broiler, ovaiole, tacchini), con maggiore densità in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Marche
● 1.000-1.500 veterinari pubblici ASL dedicati agli allevamenti avicoli
● 1.500-2.000 veterinari aziendali e liberi professionisti che seguono gli allevamenti
Per un totale stimato di 2.500-3.500 veterinari esposti, su un target complessivo di circa 50.000 addetti del settore avicolo.

Il nodo politico: un piano atteso da anni, arrivato a fine legislatura

Il Piano 2025-2029 arriva alla Conferenza Stato-Regioni quando la legislatura è nella sua fase finale. Un ritardo che non ne annulla il valore operativo, ma che pone una questione concreta: la vera sfida non sarà l’approvazione del documento, ma la sua capacità di tradursi in strumento operativo reale, con Regioni che recepiscono, professionisti che vengono formati e risorse che vengono effettivamente erogate.

TAG: DGSA, INFLUENZA AVIARIA HPAI, NITAG, PIANO PANDEMICO, RETE DISPATCH, RETE MIRIK, SEQIRUS, SIMAN

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