Animali da Compagnia
26 Marzo 2026Diminuisce la pressione nei canili umbri grazie a servizi veterinari, anagrafe canina e vigilanza. La Regione aggiorna la normativa e rafforza l’approccio One Health nella gestione del randagismo

La gestione del randagismo in Umbria registra un miglioramento, con una riduzione della pressione nei canili sostenuta da servizi veterinari, anagrafe canina e attività di vigilanza. La Regione lavora parallelamente all’aggiornamento normativo, inserendo il tema nel quadro più ampio delle politiche One Health.
In Umbria si consolida un trend positivo nella gestione del randagismo, con una progressiva diminuzione della presenza di animali nei canili. Il risultato è attribuito al lavoro coordinato dei servizi veterinari, all’efficacia dell’anagrafe canina e alle attività di controllo sul territorio.
Il sistema regionale si inserisce in un approccio che considera la sanità animale parte integrante del welfare pubblico. La gestione del randagismo viene infatti ricondotta al modello One Health, che mette in relazione salute umana, animale e ambientale.
Questa impostazione è stata recepita nel nuovo Piano socio-sanitario regionale, che prevede azioni specifiche sul tema e promuove anche gli interventi assistiti con gli animali (IAA).
La Regione sta lavorando all’aggiornamento della normativa sul randagismo, con l’obiettivo di adeguarla alle evoluzioni scientifiche e legislative. Il tema sarà approfondito il 28 aprile in un incontro tecnico organizzato con Federsanità Anci Umbria.
“Il benessere degli animali d’affezione – ha dichiarato la Presidente Stefania Proietti – è indissolubilmente legato a quello della nostra comunità. Per molte persone, in particolare per i nostri anziani, l’affetto di un animale domestico non è solo compagnia, ma una vera e propria risorsa di salute emotiva. Tuttavia, accogliere un animale è un atto di grande responsabilità: chi sceglie di farlo ha il dovere etico e legale di assicurarne le cure. In questo, il ruolo del medico veterinario è fondamentale: il suo è un lavoro altamente qualificato che va riconosciuto e remunerato correttamente. Il nostro obiettivo – ha aggiunto la presidente – è far sì che la Regione sostenga chi è in reale difficoltà, senza mai sminuire il valore professionale di chi cura gli animali da compagnia”.
Tra le linee di intervento in valutazione, la Regione considera misure a favore dei cittadini con basso reddito (Isee), per garantire l’accesso alle cure e prevenire abbandoni legati a difficoltà economiche.
Le azioni della Regione si concentrano su diversi ambiti operativi, tra cui:
● il potenziamento dell’ospedale veterinario universitario
● una maggiore collaborazione con il Dipartimento di Medicina veterinaria di Perugia
● strumenti assicurativi dedicati per prevenire l’impossibilità di cura o l’abbandono indotti da difficoltà finanziarie improvvise
● il rafforzamento del supporto diagnostico insieme all’Istituto zooprofilattico sperimentale per le diagnosi più complesse
● il monitoraggio del registro dei tumori canini
Sul piano educativo e comportamentale, viene sviluppato il progetto RandAgiamo, con percorsi di addestramento per migliorare la socializzazione dei cani, accrescerne la docilità e favorirne l’adozione e l’inserimento in famiglia.
Parallelamente, è garantita l’assistenza sanitaria ai randagi, anche nei casi di animali feriti o malati.
Il percorso delineato dalla Regione Umbria punta a rafforzare la responsabilità nella gestione degli animali d’affezione e a integrare il benessere animale nelle politiche di welfare.
L’obiettivo non è solo contenere il randagismo, ma consolidare un sistema che tenga insieme prevenzione, assistenza e supporto alle comunità.
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