Professione
18 Marzo 2026Accordo tra Comune, Università, Asl e Ordine per colmare la carenza di assistenza veterinaria notturna e festiva. Al centro il rilancio dell’ospedale di via Vienna e il coinvolgimento dei liberi professionisti

A Sassari la carenza di assistenza veterinaria notturna e festiva per gli animali da affezione spinge le istituzioni a una risposta coordinata. Il Comune, la Città Metropolitana, l’Università di Sassari, l’Asl e l’Ordine dei medici veterinari del Nord Sardegna lavorano a un progetto per rendere pienamente operativo l’Ospedale veterinario di via Vienna, una struttura già attrezzata per attività h24 ma oggi sottoutilizzata. L’obiettivo è garantire continuità assistenziale, valorizzare le dotazioni esistenti e integrare i liberi professionisti in un modello organizzativo condiviso.
Assistenza veterinaria notturna: il problema della continuità del servizio
A Sassari si registra una criticità crescente: la possibile interruzione della disponibilità dei medici veterinari libero professionisti a garantire l’assistenza notturna e festiva per gli animali da affezione.
“I mezzi di comunicazione hanno dato notizia del venire meno della disponibilità dei medici veterinari libero professionisti a garantire l’assistenza notturna e festiva in città”, ha dichiarato il sindaco Giuseppe Mascia, aprendo il confronto istituzionale. “Questa ipotesi ha generato un comprensibile allarme, e le conseguenti segnalazioni al Comune da parte di cittadini che paventano il venir meno di un fondamentale presidio per la salute animale – ha rimarcato – è evidente che il disagio cui ci si riferisce ha immediati riflessi e di diversa natura sul benessere generale della popolazione”.
Il tema, quindi, non riguarda solo la medicina veterinaria clinica, ma si estende alle ricadute sul piano della sanità pubblica e della gestione del territorio.
Il tavolo istituzionale: una risposta coordinata
Per affrontare l’emergenza, il sindaco di Sassari e della Città Metropolitana, Giuseppe Mascia, ha convocato un incontro con i principali attori del sistema veterinario locale.
Presenti il vicesindaco Pierluigi Salis, il rettore dell’Università di Sassari Gavino Mariotti, il presidente dell’Ordine Andrea Sarria, il direttore del Dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asl Francesco Sgarangella, la dirigente veterinaria Nicoletta Spissu e il dirigente del settore Ambiente della Città Metropolitana Gianni Milia.
L’esito è stato l’avvio di un tavolo di coordinamento con l’obiettivo di “individuare le migliori strategie per trasformare un’emergenza in un’opportunità”.
Ospedale veterinario di Sassari: una struttura pronta ma sottoutilizzata
Il punto centrale della proposta riguarda il rilancio dell’ospedale veterinario universitario di via Vienna.
“L’ospedale veterinario è stato un investimento d’eccellenza, pronto a ricevere gli animali 24 ore su 24”, ha sottolineato il rettore Gavino Mariotti. La struttura è “tra i pochi ospedali veterinari in Italia con determinate caratteristiche” e rappresenta un elemento qualificante del Dipartimento di Medicina Veterinaria, unico nell’isola.
Secondo il rettore, il presidio potrebbe diventare un riferimento per tutta la Sardegna, grazie alla disponibilità di tecnologie, macchinari e spazi in grado di supportare sia gli animali da affezione sia quelli da reddito. Il nodo operativo è quindi l’attivazione piena del servizio h24, oggi non completamente sfruttato.
Il ruolo dell’Asl e l’impatto sulla sanità pubblica
Dal punto di vista istituzionale, l’Asl chiarisce i limiti di competenza ma apre alla collaborazione.
“L’Asl non ha una competenza diretta sull’assistenza zooiatrica, ma poiché ogni criticità sul fronte della carenza sanitaria rischia di trasformarsi in un problema di sanità pubblica, siamo pronti a fare la nostra parte”, ha spiegato il direttore Francesco Sgarangella, evidenziando poi come “la collaborazione con l’ospedale veterinario risolverebbe da un lato il problema del sottoutilizzo della struttura e dall’altro la carenza del servizio”.
Università e formazione: requisito per il riconoscimento europeo
Il progetto ha anche una rilevanza accademica.
Come sottolineato da Nicoletta Spissu, “l’ipotesi è vantaggiosa per tutti, dato che avere un ospedale didattico funzionante 24 ore su 24 è fondamentale per il riconoscimento europeo dei titoli di studio”.
La piena operatività della struttura incide quindi direttamente sugli standard formativi del corso di Medicina veterinaria e sulla competitività internazionale dell’ateneo.
Coinvolgimento dei liberi professionisti: il nodo organizzativo
Uno degli elementi chiave riguarda il modello gestionale.
Andrea Sarria, presidente dell’Ordine, evidenzia la presenza di un ecosistema già strutturato: “In questa città esistono una serie di presidi che formano un polo di eccellenza, in cui va incluso anche l’Istituto Zooprofilattico”.
L’ospedale dispone di “strumenti diagnostici e di strutture straordinarie”, ma per funzionare a regime è necessario “attrarre i professionisti attraverso un accordo che favorisca la gestione di un servizio pubblico anche con la collaborazione di soggetti privati”.
Il tema è quindi costruire un equilibrio sostenibile tra pubblico e libera professione.
Verso un modello integrato regionale
L’obiettivo condiviso è trasformare una criticità locale in un modello organizzativo replicabile. Un ospedale veterinario pienamente operativo, integrato con i professionisti del territorio e supportato dalle istituzioni, potrebbe rappresentare un presidio strategico per tutta la Sardegna, sia per la medicina degli animali da compagnia sia per quella degli animali da reddito.
CITATI: ANDREA SARRIA, FRANCESCO SGARANGELLA, GAVINO MARIOTTI, GIANNI MILIA, GIUSEPPE MASCIA, NICOLETTA SPISSU, PIERLUIGI SALISSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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