Animali da Compagnia
18 Marzo 2026Un dossier LAV-REF analizza costi, benefici sanitari e peso economico della pet economy in Italia concentrandosi su fiscalità, accesso alle cure veterinarie e impatto di abbandoni e randagismo

In Italia vivere con un cane o un gatto ha un impatto significativo sul piano economico, sanitario e sociale. Lo evidenzia il dossier “La convivenza con cani e gatti: il valore sociale ed economico”, presentato a Roma da LAV e realizzato da REF Ricerche. Lo studio quantifica costi, benefici per la salute e ricadute sul sistema pubblico, proponendo anche una riforma fiscale su IVA e cure veterinarie per migliorare l’accesso alle prestazioni.
La convivenza con animali familiari è ormai strutturale nel Paese. Circa il 40% delle famiglie italiane vive con almeno un cane o un gatto e la relazione con gli animali domestici è sempre più percepita come un legame affettivo profondo.
Secondo i dati riportati nel dossier, il legame con gli animali ha effetti documentati sul benessere psicologico e sulla salute. In particolare, vivere con un animale può contribuire a ridurre del 15% il ricorso alle visite mediche negli anziani, con un risparmio stimato per il Servizio sanitario nazionale di circa 4 miliardi di euro l’anno (fonte: Assalco Zoomark, 2025).
Questo dato colloca la relazione uomo-animale all’interno di una dimensione sanitaria che supera la sola sfera affettiva.
Lo studio evidenzia in parallelo il peso economico della cura degli animali familiari:
● la spesa complessiva per beni e servizi legati a cani e gatti si avvicina ai 7 miliardi di euro l’anno;
● il costo medio supera i 600 euro annui per animale, includendo alimentazione e cure sanitarie.
Dal punto di vista macroeconomico, la pet economy contribuisce per circa lo 0,4% al PIL nazionale e sostiene circa 96.000 posti di lavoro.
Tuttavia, il costo rappresenta una barriera crescente:
● il 23% delle persone rinuncia ad accogliere un animale per motivi economici;
● il 10% ha dovuto separarsi dal proprio cane o gatto (fonte: Eurispes, Rapporto Italia 2025)
Negli ultimi anni si è ridotto il ricorso agli avanzi domestici per nutrire gli animali, a favore di prodotti specifici (pet food).
L’offerta si è ampliata su diverse fasce di prezzo, con differenze qualitative rilevanti: in alcuni casi, una dieta di bassa qualità può essere associata all’insorgenza di patologie.
Questo aspetto rafforza il legame tra scelte alimentari, prevenzione sanitaria e costi veterinari.
Parallelamente, aumenta la disponibilità delle famiglie a sostenere spese sanitarie per gli animali, in linea con un rapporto sempre più affettivo. Ma l’ampliamento delle prestazioni veterinarie e i costi elevati rendono l’accesso non uniforme:
● le famiglie a reddito più basso incontrano maggiori difficoltà;
● in caso di malattie o eventi traumatici, le cure non sono accessibili a tutti.
Il tema dell’equità nell’accesso alle cure emerge come nodo centrale.
Il dossier analizza uno scenario di riforma fiscale basato su due misure:
● allineamento dell’IVA sul cibo per animali al 4% (come per gli alimenti umani);
● azzeramento dell’IVA sulle prestazioni veterinarie.
Secondo le stime, il costo per la finanza pubblica sarebbe pari a circa 577 milioni di euro, compensabile attraverso la riduzione di una quota dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), rendendo l’intervento sostanzialmente neutrale.
Un sistema fiscale più equo, secondo lo studio, contribuirebbe a prevenire abbandoni, ridurre il randagismo e contenere i costi pubblici per la gestione dei canili.
Una corretta gestione sanitaria degli animali, che comprenda vaccinazioni, controlli veterinari periodico e corretta igiene, riduce il rischio di zoonosi, ovvero malattie trasmissibili dagli animali all’uomo.
La cura degli animali si inserisce quindi all’interno di un approccio One Health, che integra salute animale, umana e ambientale. Il beneficio è duplice: sia tutela della salute pubblica che miglioramento del benessere psicofisico delle persone.
Il dossier si inserisce nella campagna LAV “Cani e gatti: cure e diritti, non privilegi”, che promuove una revisione della fiscalità e politiche di veterinaria sociale.
“Oggi le famiglie sono penalizzate da una fiscalità ingiusta che tratta cibo e cure veterinarie come beni di lusso” dichiara Alessandra Ferrari, Responsabile Area Animali Familiari LAV. “Chiediamo un fisco più equo e politiche strutturali di veterinaria sociale che garantiscano il diritto alla cura per tutti gli animali, indipendentemente dalle condizioni economiche delle persone con cui vivono”.
Sul piano legislativo, viene evidenziata la presenza di proposte bipartisan per la riduzione dell’IVA e per garantire cure veterinarie gratuite agli animali di persone socialmente fragili.
CITATI: ILARIA INNCENTI, ILARIA INNOCENTI“È quindi urgente avviare l’iter parlamentare di queste proposte di legge e giungere a una rapida approvazione. La politica ha il dovere di assicurare a tutte le famiglie cure adeguate per i propri animali”, afferma Ilaria Innocenti, Responsabile Ufficio rapporti istituzionali LAV.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
01/05/2026
La presidente nazionale Enpa Carla Rocchi è intervenuta in audizione alla XIII Commissione Agricoltura della Camera sulle proposte di legge per il riconoscimento degli equidi come animali di...
A cura di Redazione Vet33
01/05/2026
Le trattative per il rinnovo del Ccnl dell’Area Sanità 2025-2027 sono state aperte ufficialmente all’Aran: per la prima volta nella storia contrattuale del settore, i tavoli per il comparto e...
A cura di Redazione Vet33
01/05/2026
Uno studio pubblicato da Andrea Valeri, studente magistrale dell'Università dell'Aquila, ha identificato una colonia di Rhinolophus euryale nelle Grotte di Stiffe, a San Demetrio ne' Vestini, una...
A cura di Redazione Vet33
01/05/2026
Il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare ha adottato il 30 marzo 2026 il Piano di Programmazione Triennale 2026-2028, elaborato con le Direzioni Generali competenti del Ministero della...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022