Professione
16 Giugno 2026Il Coordinamento Regionale CIMO-FESMED Calabria analizza l’Accordo Stato-Regioni del 10 settembre 2025 sui compiti del Responsabile del Servizio Veterinario Regionale e sulla Rete Veterinaria Nazionale, definendolo un pilastro per la governance della sanità pubblica

Il Coordinamento Regionale CIMO-FESMED Calabria, con una nota firmata dal dottor Roberto Macrì, analizza la portata dell’Accordo sancito dalla Conferenza Stato-Regioni il 10 settembre 2025 sul Responsabile del Servizio Veterinario Regionale (RSV) e sulle modalità operative della Rete Veterinaria Nazionale. Per il sindacato, il provvedimento, che dà attuazione all’articolo 4 del D.Lgs. 136/2022, non è una mera riorganizzazione burocratica ma un passo fondamentale per consolidare il ruolo della medicina veterinaria nel Servizio Sanitario Nazionale.
L’Accordo Stato-Regioni stabilisce che ogni Regione e Provincia Autonoma debba individuare un RSV, identificato come medico veterinario con qualifica dirigenziale al vertice di una struttura veterinaria regionale specificatamente organizzata e dotata di risorse professionali e amministrative adeguate. Viene ribadita l’organizzazione su tre livelli – nazionale, regionale e locale – che deve operare in modo coordinato e coerente. Al RSV sono attribuite responsabilità di coordinamento su sanità e benessere animale, sicurezza dei mangimi, igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche, gestione delle emergenze epidemiche, tutela degli animali d’affezione e della fauna selvatica, sistemi informativi veterinari e integrazione delle attività in chiave One Health.
La Rete Veterinaria Nazionale diventa lo strumento permanente di raccordo tra Ministero della Salute, Regioni e Servizi territoriali, con l’obiettivo di rafforzare la capacità del sistema di prevenire, controllare e gestire i rischi sanitari emergenti.
Il Coordinamento CIMO-FESMED sottolinea come una catena di comando chiaramente definita sia essenziale per garantire uniformità applicativa, tempestività decisionale e responsabilità istituzionale, in particolare nella gestione delle emergenze sanitarie.
Per il sindacato, la chiarezza organizzativa introdotta dall’Accordo non rappresenta un mero adempimento amministrativo, ma una tutela formale sia per i cittadini che usufruiscono dei controlli sia per le istituzioni e per gli stessi professionisti chiamati a decisioni rilevanti per la salute pubblica. L’auspicio espresso è che l’Accordo trovi piena e uniforme applicazione in tutte le Regioni italiane, valorizzando competenze e tradizioni della medicina veterinaria italiana attraverso assetti organizzativi chiari e autorevoli.
CITATI: ROBERTO MACRìSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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