Alert sanitari
16 Giugno 2026Due nuovi casi di Psa rilevati a Ventasso, sull’Appennino Reggiano: salgono a 14 le positività in provincia di Reggio Emilia. L’AUSL chiede la collaborazione dei cittadini nella segnalazione delle carcasse. Intanto, il Commissario Filippini aggiorna il Senato sulla strategia nazionale di contenimento

Salgono a 14 i casi di peste suina africana in provincia di Reggio Emilia dopo il rinvenimento di due carcasse di cinghiali positive a Ventasso, nelle aree di Cerreto Alpi e Rio Albero, dove erano già stati individuati altri animali infetti. L’AUSL di Reggio Emilia conferma la presenza di un focolaio attivo nel territorio montano e richiama escursionisti e frequentatori delle aree appenniniche alla massima attenzione: non toccare carcasse o resti ossei e segnalarne immediatamente la presenza al numero unico regionale.
“L’individuazione tempestiva delle carcasse è uno degli strumenti più efficaci per contenere la diffusione del virus”, sottolineano i servizi veterinari dell’AUSL, che chiedono la collaborazione dei cittadini nelle attività di sorveglianza e controllo.
In particolare, si raccomanda di non abbandonare nell’ambiente residui alimentari contenenti carne o salumi e di pulire accuratamente scarpe, indumenti e attrezzature dopo il rientro da escursioni nelle zone interessate. In caso di rinvenimento di un cinghiale morto o di resti ossei, è fondamentale non toccare l’animale e segnalarlo al numero unico regionale, indicando la posizione e, se possibile, allegando una fotografia. Nei prossimi giorni è previsto un confronto con i sindaci dei Comuni della Zona di Restrizione per condividere il quadro epidemiologico aggiornato.
Il Commissario alla Psa Giovanni Filippini ha aggiornato la 9ª Commissione del Senato sullo stato dell’emergenza in un contesto epidemiologico europeo “molto preoccupante”, con la Psa ormai endemica nei Paesi dell’Est e la Spagna recentemente coinvolta nell’espansione virale negli animali selvatici. In Italia, tra il 2024 e il 2026 sono stati eradicati i cluster di Calabria, Campania e area di Roma; la Sardegna ha raggiunto l’eradicazione dopo circa quarant’anni e la Lombardia è stata completamente rimossa dalle zone di restrizione.
Le aree di massima attenzione restano la provincia di Cuneo, con circa 1,2 milioni di suini, e le province di Mantova, Cremona e Brescia, che concentrano l’80-90% della suinicoltura nazionale. Le misure mirano a impedire l’espansione verso ovest e sud-est, con un’imminente fase di “barrieramento” sulle autostrade A21 e A1.
Filippini ha sottolineato il ruolo dei cani molecolari, attivati con una convenzione ENCI, nel migliorare la sorveglianza passiva nei territori montani e boschivi difficilmente accessibili: l’aumento dei ritrovamenti di carcasse positive riflette una maggiore capacità diagnostica, non una recrudescenza della malattia.
Il Commissario ha inoltre richiamato il “fattore umano” nella diffusione delle malattie animali, citando sia la stagione epidemiologica senza precedenti per la Lumpy Skin Disease (Lsd) in Ue sia il caso di rabbia in Veneto delle ultime settimane. La movimentazione illegale di persone e merci resta un fattore di rischio significativo, come già accaduto nel 2022 con l’arrivo della Psa in Italia in seguito alla circolazione illegale di carni suine da Paesi infetti.
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