Alert sanitari
17 Marzo 2026Focolai di pasteurellosi e rabbia hanno spinto le autorità russe a misure drastiche. Numerose le contestazioni dei piccoli allevatori per sequestri e abbattimenti considerati eccessivi

La regione russa di Novosibirsk ha dichiarato lo stato di emergenza per contenere focolai di pasteurellosi e rabbia nei bovini, introducendo restrizioni sulla movimentazione degli animali e avviando abbattimenti su larga scala. Le misure, che vanno avanti da settimane, hanno però innescato proteste tra i piccoli allevatori, che denunciano interventi sproporzionati e gravi ricadute economiche.
Una situazione di emergenza sanitaria
Le autorità regionali hanno individuato 5 focolai di pasteurellosi, un’infezione batterica respiratoria grave, e 42 casi di rabbia, con implicazioni anche per la salute pubblica.
Lo stato di emergenza consente il coordinamento centralizzato delle azioni sanitarie, restrizioni alla movimentazione di animali e prodotti e interventi rapidi di contenimento, inclusi gli abbattimenti. Per le autorità, l’obiettivo è limitare la diffusione delle malattie in un’area strategica della Siberia, al confine con il Kazakistan.
Gli abbattimenti e le tensioni sul territorio
Le misure adottate per contenere il rischio sanitario hanno incluso sequestri e abbattimenti di migliaia di capi, con la distruzione delle carcasse. Video diffusi dai media e sui canali social mostrano roghi di migliaia di bovini, che hanno portato a forti tensioni tra gli allevatori della regione e le forze dell’ordine. Le proteste si sono concentrate soprattutto tra i piccoli allevatori, che denunciano la perdita improvvisa del bestiame, senza alcun preavviso, con un conseguente forte impatto sulla sopravvivenza economica.
Diversi agricoltori contestano la gestione dell’emergenza, sostenendo che la pasteurellosi è trattabile con antibiotici e non richiede abbattimenti sistematici, che le misure sono state applicate in modo non uniforme e che le aziende più grandi sarebbero state meno coinvolte nei sequestri. Alcuni pastori hanno dichiarato di non essere stati informati tempestivamente dello stato di emergenza.
La versione delle autorità
Secondo il servizio veterinario russo, la diffusione dei focolai sarebbe stata favorita da condizioni climatiche estreme, con le temperature molto rigide dell’inverno siberiano che hanno indebolito il sistema immunitario degli animali, e un possibile utilizzo di mangimi non controllati.
In Russia la vaccinazione contro la rabbia è obbligatoria. Le autorità hanno inoltre ricordato che sono previsti indennizzi per gli allevatori colpiti, con i primi pagamenti già in corso.
Il resto della Siberia
Novosibirsk è la quindicesima regione più grande della Russia, con una popolazione di oltre 2 milioni di abitanti. Confina con il Kazakistan e si trova a circa 600km dalla Cina. Altri territori della Siberia risultano in stato di allerta o interessati da focolai minori.
Il coordinamento con le autorità centrali è in corso, mentre la situazione resta monitorata sia sul piano sanitario sia su quello dell’ordine pubblico. Diverse persone sono state fermate brevemente, ma non si è registrata alcuna repressione di rilievo contro i manifestanti.
TAG: NOVOSIBIRSK, PASTEURELLOSI, RABBIA, RUSSIASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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