Professione
17 Marzo 2026Il Tribunale di Oristano ha riconosciuto la responsabilità penale per le offese rivolte a un medico veterinario Asl durante un controllo per tubercolosi bovina. Il caso risale al 2021

Un allevatore sassarese è stato condannato a sei mesi di reclusione per oltraggio a pubblico ufficiale dopo aver insultato un medico veterinario dell’Asl durante un controllo sanitario nel proprio allevamento. La sentenza del Tribunale di Oristano conferma la gravità delle offese rivolte al professionista mentre svolgeva un’attività istituzionale legata alla sanità animale e alla tutela della salute pubblica.
Il caso durante un controllo sanitario
L’episodio risale al 7 giugno 2021, quando il veterinario dell’Asl di Oristano, Elio Vacca, si era recato presso un’azienda agricola a Montresta, in località Carchetanos, per eseguire un provvedimento dell’allora Ats Sardegna. L’intervento riguardava il blocco dell’allevamento bovino e il completamento dei controlli per il risanamento della tubercolosi.
All’arrivo del professionista, l’allevatore avrebbe reagito con frasi offensive, contestando la legittimità dell’intervento e sostenendo che il veterinario non potesse operare all’interno dell’azienda.
Le accuse e il procedimento
Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, le dichiarazioni dell’allevatore hanno leso l’onore e il prestigio del pubblico ufficiale, configurando il reato di oltraggio aggravato dalla recidiva reiterata.
La difesa aveva presentato opposizione al decreto penale di condanna, chiedendo il giudizio immediato, ma il procedimento si è concluso con la conferma della responsabilità penale.
Durante il dibattimento, il pubblico ministero ha evidenziato come le offese siano state pronunciate mentre il veterinario stava svolgendo un servizio pubblico essenziale per la salute collettiva.
La sentenza
Il Tribunale di Oristano ha riconosciuto la colpevolezza dell’imputato, condannandolo a 6 mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese legali alla parte civile.
La decisione ribadisce il principio di tutela dei professionisti sanitari nell’esercizio delle proprie funzioni. Il caso, infatti, si inserisce in un contesto più ampio di tensioni che possono emergere durante i controlli ufficiali negli allevamenti.
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