Login con

Cani

19 Febbraio 2026

BOAS nei cani brachicefali, studio identifica 12 razze a rischio di problemi respiratori

Una ricerca pubblicata su PLOS One definisce l’identikit dei cani più esposti alla sindrome brachicefalica ostruttiva delle vie aeree, evidenziando il ruolo di sovrappeso, narici strette e conformazione cranio-facciale

di Redazione Vet33


BOAS nei cani brachicefali, studio identifica 12 razze a rischio di problemi respiratori

Sovrappeso, narici ristrette e testa più corta e più larga. È questo l’identikit dei cani maggiormente esposti alla sindrome brachicefalica ostruttiva delle vie aeree (Boas). Un nuovo studio pubblicato sulla rivisita PLOS One amplia l’elenco delle razze canine a rischio, individuandone 12 e confermando come fattori morfologici e condizioni corporee influenzino in modo significativo la comparsa di gravi problemi respiratori.

Le 12 razze canine a rischio BOAS

Lo studio, condotto da ricercatori della Cambridge Veterinary School su quasi 900 cani, ha perfezionato la lista delle razze più esposte alla sindrome brachicefalica. Le 12 razze identificate, sulle 14 prese in considerazione, sono:
Pechinese
● Chin giapponese
● King Charles Spaniel
● Griffone di Bruxelles
● Dogue de Bordeaux
● Shih Tzu
● Boston Terrier
● Staffordshire Bull Terrier
● Cavalier King Charles Spaniel
● Chihuahua
● Boxer
● Affenpinscher

Si tratta di un ampliamento rispetto alle ricerche precedenti sulla Boas, che si erano concentrate soprattutto su Bulldog, Bulldog francese e Carlino, tradizionalmente considerati i principali cani “a faccia piatta” più popolari degli Uk.

Cos’è la sindrome brachicefalica ostruttiva

La Boas è una patologia cronica associata a cani con cranio corto e muso schiacciato. Le lesioni alle vie respiratorie superiori provocano un restringimento delle vie aeree, con sintomi che includono respirazione rumorosa, ridotta capacità di fare esercizio, difficoltà a dormire e maggiore sensibilità a caldo e stress.
La gravità della malattia è variabile, sia tra razze che tra individui della stessa razza. Alcune forme sono lievi, mentre nei casi più seri la sindrome compromette significativamente la qualità della vita e rappresenta un rilevante problema di benessere animale.

“Alcuni cani sono colpiti solo in modo lieve, ma nei più gravi la sindrome può ridurre significativamente la qualità della vita e diventare un serio problema di benessere”, evidenzia Fran Tomlinson, ricercatrice della Cambridge Veterinary School che ha co-diretto lo studio. “Sebbene la chirurgia, la gestione del peso e altri interventi possano aiutare in una certa misura i cani colpiti, la Boas è ereditaria e c'è ancora molto da imparare su come possiamo ridurre il rischio nelle generazioni future”.

Classificazione del rischio tra le razze

Gli esperti hanno osservato anomalie respiratorie in 12 delle 14 razze studiate. Nel dettaglio, hanno identificato 2 razze ad alto rischio di Boas: Pechinesi (89%) e Chin giapponesi (82%) sono risultati affetti dalla sindrome, con percentuali paragonabili a quelle di Carlini, Bulldog francesi e Bulldog. A seguire, 5 razze sono state ritenute a rischio moderato, poiché i cani valutati sono risultati affetti dalla sindrome da metà a tre quarti: King Charles Spaniel, Shih Tzu, Griffone di Bruxelles, Boston Terrier e Dogue de Bordeaux. Infine, altre 5 razze – Staffordshire Bull Terrier, Cavalier King Charles Spaniel, Chihuahua, Boxer e Affenpinscher – sono risultate a rischio lieve, con solo metà dei cani di ognuna di queste che presentava un certo grado di respiro rumoroso e pochi animali con una patologia clinicamente significativa. Invece, nessuno dei cani di Pomerania o Maltese inclusi nel campione studiato è risultato clinicamente affetto da Boas.

I cani sono stati valutati in visite individuali al Queen’s Veterinary School Hospital di Cambridge, durante mostre canine e giornate dedicate ai test sanitari specifici per razza. Il Kennel Club del Regno Unito e l’Università di Cambridge gestiscono un sistema di valutazione della funzionalità respiratoria di Bulldog francesi, Bulldog e Carlini, utilizzato a livello globale, che è stato adattato per poter studiare le 14 razze esaminate. Il team di esperti ha condotto una valutazione della respirazione prima e dopo un test da sforzo di 3 minuti, classificando eventuali rumori delle vie respiratorie superiori e segni di difficoltà o fastidio. I cani che hanno completato il test senza riscontrare alcun disagio o rumore respiratorio sono stati classificati come non affetti, mentre gli altri sono stati classificati in base a forme di Boas da lieve a grave.

Fattori morfologici e condizioni predisponenti

Lo studio evidenzia che il rischio non dipende esclusivamente dal muso corto (ipoplasia facciale) ma da una combinazione di caratteristiche anatomiche. Tra i principali fattori individuati:
● restringimento delle narici, fortemente associato alle forme più gravi (es. Pechinese, Chin Giapponese); 
● rapporto cranio-facciale più basso, ovvero una testa più larga e corta;
● collo proporzionalmente più spesso (Boston Terrier, Staffordshire Bull Terrier);
● code più corte in alcune razze (Shih Tzu, Staffordshire Bull Terrier);
● corpo relativamente più lungo ma altezza inferiore (Chihuahua, King Charles Spaniel);
● sovrappeso (soprattutto in Cavalier King Charles Spaniel, Shih Tzu e Affenpinscher).

“I nostri risultati dimostrano che la relazione tra la lunghezza relativa del muso e il rischio di Boas è più complessa di quanto si pensi comunemente”, precisa uno degli autori, David Sargan. “Il King Charles Spaniel, noto anche come English Toy Spaniel negli Stati Uniti, è una razza con la faccia estremamente schiacciata, quindi ci si aspetterebbe di trovarlo in un gruppo a rischio più elevato. Tuttavia, il 40% degli animali da noi valutati non è stato colpito da Boas”. 

Implicazioni per benessere animale e selezione genetica

Secondo gli autori, peso corporeo, stenosi delle narici e conformazione cranio-facciale spiegano solo circa il 20% della variabilità della Boas tra le razze, indicando che altri fattori genetici e ambientali sono coinvolti. 
La gestione del peso, gli interventi chirurgici e il monitoraggio clinico possono migliorare la condizione dei soggetti affetti, ma la natura ereditaria della sindrome rende cruciale l’attenzione nella selezione riproduttiva.
La consapevolezza dei fattori di rischio rappresenta quindi uno strumento utile sia per allevatori sia per futuri proprietari, mentre la valutazione funzionale respiratoria resta il metodo più accurato per individuare precocemente i soggetti a rischio.

CITATI: DAVID SARGAN, FRAN TOMLINSON
TAG: BOAS, CANI BRACHICEFALI, FATTORI DI RISCHIO, TRATTO RESPIRATORIO SUPERIORE

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Linkedin! Seguici su Facebook!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

26/05/2026

La dottoressa Giliola Spattini, diplomata europea in diagnostica per immagini, racconta il ruolo dell’ecografia avanzata e della medicina interna nella pratica clinica veterinaria

A cura di Redazione Vet33

26/05/2026

Un’indagine globale condotta da Boehringer Ingelheim su 1.046 medici veterinari in 51 Paesi identifica gli aspetti meno riconosciuti della professione: l'87% dei veterinari per animali da compagnia...

A cura di Redazione Vet33

26/05/2026

Il Ministero della Salute ribadisce che le macellazioni rituali, incluse quelle sporadiche per la Festa del Sacrificio, possono avvenire esclusivamente in impianti autorizzati. I Servizi Veterinari...

A cura di Redazione Vet33

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

AZIENDE

Fidovet, una gamma di alimenti freschi, tutta artigianale

Fidovet, una gamma di alimenti freschi, tutta artigianale

A cura di Fidovet

Ceva Animal Health e Mitsui & Co. uniscono Bussan Animal Health e Ceva Japan in un’unica entità. La nuova joint venture punta a rafforzare la presenza nel mercato giapponese della salute...

A cura di Redazione Vet33

EVENTI

chiudi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022

Top