Api
13 Febbraio 2026La rivalutazione per la Lista Rossa IUCN segnala un declino delle colonie di Apis mellifera libere nell’Ue, nonostante la presenza diffusa di alveari gestiti. Ricerca e conservazione diventano fondamentali per la loro sopravvivenza

Le popolazioni selvatiche di Apis mellifera presenti nei 27 Paesi dell’Unione europea sono state riclassificate come “In Pericolo” nella Lista Rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN). La decisione, coordinata da Honey Bee Watch e supportata da 14 esperti nell’ambito della Lista Rossa delle Api Europee, si basa su nuove evidenze scientifiche che documentano il declino degli alveari che vivono senza intervento umano. Un aggiornamento che riapre il dibattito sul ruolo ecologico e genetico delle colonie selvatiche e sulle implicazioni per la sostenibilità dell’apicoltura europea.
Dalla “carenza di dati” allo status “In Pericolo”
Fino al 2014, la scarsità di studi sugli alveari selvatici aveva portato la IUCN a classificare l’ape mellifera come “Data Deficient”, ossia con dati insufficienti per una valutazione accurata. In alcuni ambienti scientifici si era persino ipotizzata l’estinzione delle popolazioni realmente selvatiche in Europa, sulla base delle minacce che colpiscono le api allevate.
Negli ultimi anni, tuttavia, numerosi studi hanno documentato la presenza di colonie che vivono in libertà, scelgono autonomamente il sito di nidificazione e sopravvivono senza trattamenti o gestione apistica. Proprio queste evidenze hanno consentito una stima più solida del declino e il passaggio alla categoria “In Pericolo” per il territorio dell’Unione europea.
Colonie libere di Apis mellifera sono state individuate in diversi contesti ambientali: in Italia, in aree naturali e boschive; in Irlanda e nel Regno Unito; nei parchi nazionali francesi; nelle foreste di Germania, Svizzera e Polonia; perfino in contesti urbani, come a Belgrado.
Questi alveari rappresentano nuclei autosufficienti che potrebbero costituire popolazioni realmente selvatiche, distinte da quelle derivate da sciami di api domestiche temporaneamente inselvatichite.
A livello paneuropeo, tuttavia, lo status resta “Data Deficient” per la mancanza di dati omogenei su scala più ampia.
Il ruolo del CRN Apicoltura e le prospettive di ricerca
Secondo Arrigo Moro, coordinatore della rivalutazione per la Lista Rossa e ricercatore del Centro di Referenza Nazionale (Crn) per l’Apicoltura presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), le popolazioni selvatiche di ape mellifera restano parte integrante della fauna autoctona europea e meritano una specifica attenzione scientifica.
Il CRN Apicoltura sottolinea che lo studio delle colonie selvatiche potrebbe fornire indicazioni preziose sulle loro caratteristiche biologiche, sulle dinamiche comportamentali e sulle naturali capacità di resistenza a patogeni e stress ambientali.
Una risorsa genetica strategica per il futuro dell’apicoltura
In Italia, nonostante l’aumento del numero di alveari gestiti, il settore continua a registrare livelli elevati di mortalità, aggravati da cambiamenti climatici, patogeni emergenti e pressioni ambientali.
In questo contesto, la tutela delle colonie selvatiche assume un valore strategico:
● preserva un patrimonio genetico autoctono;
● può offrire tratti adattativi utili alla selezione futura;
● contribuisce alla resilienza complessiva degli impollinatori.
Il CRN Apicoltura ritiene prioritario promuovere ricerche interdisciplinari che integrino genetica, ecologia, epidemiologia e conservazione, in una prospettiva coerente con l’approccio One Health.
L’aggiornamento della Lista Rossa rappresenta quindi non solo un segnale d’allarme, ma anche un’opportunità per riorientare la ricerca e le politiche di tutela verso un equilibrio più sostenibile tra apicoltura gestita e conservazione delle popolazioni selvatiche.
CITATI: ARRIGO MOROSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
13/02/2026
Designazione ufficiale della FAO per il polo RENOFARM: primo centro mondiale dedicato alla riduzione degli antimicrobici negli allevamenti e alla trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari
A cura di Redazione Vet33
13/02/2026
Nel gruppo di lavoro ministeriale sul d.lgs. 517/1999, Fabiola Fini chiede di superare il quadro normativo transitorio e armonizzare i rapporti tra università e Servizio sanitario nazionale,...
A cura di Redazione Vet33
13/02/2026
La foodtech italiana specializzata in pet food naturale punta sul canale farmaceutico per intercettare la crescente domanda di alimenti naturali e di qualità per cani e gatti, con un piano...
A cura di Redazione Vet33
13/02/2026
Fp Cgil, Fvm e Cisl Medici contestano il progetto di accorpamento nella sede unica di Correggio: nel Distretto di Guastalla si concentra oltre il 70% degli allevamenti bovini e suini, ma resterebbero...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022