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13 Febbraio 2026

Antimicrobico-resistenza, l’Italia guida la strategia globale “5G”. IZSVe e IZSLER Centro di Referenza FAO

Designazione ufficiale della FAO per il polo RENOFARM: primo centro mondiale dedicato alla riduzione degli antimicrobici negli allevamenti e alla trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari

di Redazione Vet33


Antimicrobico-resistenza, l’Italia guida la strategia globale “5G”. IZSVe e IZSLER Centro di Referenza FAO

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (IZSLER) sono stati designati dalla FAO come Centro di Referenza per la riduzione degli antimicrobici negli allevamenti nell’ambito del programma RENOFARM (Reduce the Need for Antimicrobials on Farms for Sustainable Agrifood Systems Transformation). Si tratta del primo polo di eccellenza a livello mondiale incaricato di fornire supporto tecnico-scientifico alla FAO su antimicrobial stewardship e trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari, con il supporto del Ministero della Salute.

RENOFARM: un hub tecnico-scientifico globale

Il Centro avrà il compito di fornire assistenza tecnico-scientifica ai Paesi membri, rafforzare le capacità di monitoraggio e controllo dell’uso degli antimicrobici, promuovere formazione, comunità di pratica, webinar e workshop e condividere modelli operativi replicabili nei contesti a risorse limitate.
La guida operativa è affidata ai Direttori Sanitari dei due istituti, Giovanni Cattoli (IZSVe) e Giovanni Alborali (IZSLER). L’obiettivo è trasferire competenze maturate in Italia verso sistemi produttivi in cui l’uso degli antimicrobici è meno regolato e l’impatto dell’antimicrobico-resistenza (AMR) resta elevato.

“Sono molto orgoglioso di questa designazione, sono stati premiati l’impegno e la competenza professionale dei nostri Istituti in un settore critico e fondamentale per la sanità pubblica” ha commentato il Direttore sanitario dell’IZSVe Giovanni Cattoli. “L’antimicrobico-resistenza continua a rappresentare una delle principali minacce per la salute pubblica a livello globale. Negli ultimi anni, la maggior parte dei paesi europei, tra cui l’Italia, è riuscita a ridurre l’uso di antimicrobici negli allevamenti a fronte di un consumo umano rimasto pressoché stabile. Insieme ai colleghi dell’IZSLER intendiamo proseguire il nostro impegno in questa direzione, grazie anche alla solida collaborazione che abbiamo sviluppato con la FAO, in particolare con la Divisione produzione e salute animale, in attività finalizzate a ridurre la necessità di utilizzo degli antimicrobici. Vi sono infatti dati che indicano come, a livello globale, l’impatto della antimicrobico-resistenza sia ancora elevato nei paesi con limitate risorse economiche, dove l’utilizzo degli antimicrobici è meno regolato e controllato”.

Il Direttore dell’IZSLER Giovanni Alborali ha aggiunto: “La designazione rappresenta un riconoscimento importante della professionalità e della lungimiranza dei nostri Istituti nei confronti della sanità animale e della protezione del consumatore. Siamo particolarmente orgogliosi di mettere a disposizione di altri Paesi l’esperienza acquisita negli anni consolidata con la preziosa collaborazione dei colleghi dell’IZSVe e riconosciuta dalla FAO. Abbiamo iniziato questo percorso più di 10 anni fa con il Progetto Classyfarm voluto dal Ministero della Salute e realizzato dall’IZSLER. L’obiettivo è stato quello di offrire soluzioni concrete per il controllo dell’antibiotico resistenza, la tutela della salute pubblica e la sostenibilità delle produzioni. Ad oggi si toccano con mano i primi risultati dell’applicazione del Sistema Classyfarm in Italia. Il consumo degli antibiotici negli allevamenti è stato ridotto notevolmente a fronte di un miglioramento del livello di benessere degli animali e di biosicurezza degli allevamenti. Basti pensare che l’utilizzo di antibiotici è diminuito del 96% e 92% rispettivamente nel settore del pollo da carne e dei tacchini. Il trend di riduzione si è confermato rilevante anche nei suini all’ingrasso (64%) e nelle bovine da latte (37%). L’applicazione del Sistema in altri Paesi, ove l’attenzione all’utilizzo di antibiotici è minore, rappresenta una grande opportunità offerta dalla FAO per dare un nostro contributo alla riduzione dell’impatto globale dell’antibiotico resistenza”.

Il modello “5G” della FAO: governance integrata

Il Centro agirà come motore operativo dei cinque pilastri strategici definiti dalla FAO.

Good Governance: supporto all’antimicrobial stewardship attraverso il sistema ClassyFarm, sviluppato dall’IZSLER per il Ministero della Salute, che classifica gli allevamenti in base al rischio per la sanità pubblica veterinaria, consumo di antimicrobici e AMR.
Good Health: appropriatezza diagnostica, sorveglianza ambientale, studi di epidemiologia genomica dei patogeni e rafforzamento dei programmi vaccinali per ridurre la pressione antibiotica.
Good Practices: valutazioni aziendali basate sul rischio, implementazione di buone pratiche di produzione, biosicurezza e piani vaccinali mirati.
Good Production: raccolta strutturata di dati di allevamento relativi allo stato sanitario, benessere animale, nutrizione e performance produttive; valutazioni in macello per indicatori sanitari e di welfare.
Good Economics: analisi dell’impatto economico dell’AMR su filiere zootecniche e sicurezza alimentare, con raccolta dati su biosicurezza e benessere.

I risultati italiani

Secondo i dati EMA (ESUAvet), le vendite di antimicrobici veterinari sono diminuite di oltre il 50% in molti Paesi UE nel periodo 2011-2022. Nel 2023 l’Italia registra un lieve incremento (circa 180,3 mg/PCU), comunque sotto la media europea, con variabilità tra specie e sistemi produttivi.

Con questa designazione, l’approccio One Health assume una dimensione operativa internazionale. L’uso eccessivo o improprio degli antimicrobici incide su:
● efficacia terapeutica in medicina veterinaria e umana;
● sostenibilità economica delle filiere;
● sicurezza alimentare;
● impatto ambientale.

Il nuovo Centro rafforza la proiezione internazionale della rete degli IIZZSS e consolida il ruolo dell’Italia come riferimento tecnico nella governance globale dell’antimicrobico-resistenza. Per l’IZSVe si tratta del quinto Centro FAO attivo (dopo coronavirus zoonotici, apicoltura e salute delle api, influenza animale e Newcastle, rabbia), mentre per l’IZSLER è il secondo, dopo quello su afta epizootica e malattia vescicolare del suino.

TAG: AMR, FAO, IZS DELLA LOMBARDIA E DELL’EMILIA-ROMAGNA, IZSVE, RENOFARM

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