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16 Dicembre 2025

Efsa, influenza aviaria. Improbabile ingresso in Ue da bovini Usa, ma sorveglianza da rafforzare

Un nuovo parere di Efsa valuta il rischio legato al ceppo H5N1 rilevato nei bovini da latte statunitensi. La probabilità di introduzione in Europa è molto bassa, ma il potenziale di impatto è rilevante in caso di diffusione

di Redazione Vet33


Efsa, influenza aviaria. Improbabile ingresso in Ue da bovini Usa, ma sorveglianza da rafforzare

È improbabile che il ceppo di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) H5N1, individuato nei bovini da latte negli Stati Uniti, possa entrare nell’Unione europea. Ad affermarlo è un nuovo parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che tuttavia invita a non abbassare la guardia: qualora il virus fosse introdotto, l’impatto sugli allevamenti europei di pollame e bovini da latte potrebbe essere significativo, rendendo necessaria una sorveglianza rafforzata e una piena collaborazione tra allevatori e veterinari.

Rischio introduzione basso, ma conseguenze potenzialmente rilevanti

Il parere dell’Efsa è stato richiesto dalla Commissione europea e si concentra sul rischio di infezione dei bovini da latte e del pollame dell’Ue da parte dello specifico genotipo H5N1 (lineaggio euroasiatico, clade 2.3.4.4b, genotipo B3.13) attualmente diffuso negli allevamenti da latte statunitensi.
Secondo gli esperti, la probabilità che il virus raggiunga l’Europa attraverso i flussi commerciali o altri canali è molto bassa. Tuttavia, in uno scenario di introduzione, il virus potrebbe avere un impatto sanitario ed economico rilevante, soprattutto per la compresenza di allevamenti avicoli e bovini e per la possibilità di circolazione interspecifica.

Misure raccomandate per prevenzione e contenimento

Per ridurre ulteriormente il rischio di ingresso e diffusione del virus, l’Efsa individua una serie di misure di attenuazione, tra cui:
● eventuali restrizioni mirate al commercio con le aree interessate;
● rigorosa pulizia e disinfezione degli impianti di mungitura;
● rafforzamento della sorveglianza clinica e laboratoristica negli allevamenti.
In caso di focolaio, l’Autorità raccomanda un approccio coordinato che coinvolga sia il settore avicolo sia quello dei bovini da latte, per limitare la diffusione e ridurre l’impatto complessivo dell’infezione.

Biosicurezza negli allevamenti: il ruolo chiave dei veterinari

Nelle aree eventualmente colpite, gli esperti Efsa sottolineano l’importanza di applicare in modo rigoroso le misure di biosicurezza, tra cui:
● limitare gli spostamenti degli animali;
● evitare la condivisione di personale, veicoli e attrezzature tra allevamenti;
● rafforzare i protocolli di ingresso e uscita dalle strutture.
Queste misure, evidenzia l’Efsa, non sono utili solo per il genotipo H5N1 segnalato negli Usa, ma contribuiscono anche a contenere altri ceppi di influenza aviaria altamente patogena già presenti in Europa.

Latte e derivati: rischio alimentare molto basso

L’analisi ha considerato anche la possibile trasmissione del virus attraverso gli alimenti. Il rischio maggiore, in linea teorica, sarebbe legato al consumo di latte crudo, colostro o panna non trattati. Efsa ricorda però che la pastorizzazione è altamente efficace nel ridurre la carica virale. 
Ad oggi, non sono stati segnalati casi di infezione umana di origine alimentare associati a questo specifico genotipo H5N1, confermando un rischio molto basso per i consumatori.

Sorveglianza precoce e approccio One Health

Il nuovo parere Efsa segue un rapporto scientifico pubblicato nel luglio 2025, che analizzava nel dettaglio la situazione epidemiologica negli Stati Uniti e le possibili vie di diffusione del virus. Il messaggio chiave resta quello della prevenzione: mantenere alta l’attenzione, rafforzare la sorveglianza e favorire la diagnosi precoce sono strumenti essenziali per proteggere la sanità animale europea.

TAG: BOVINE DA LATTE, EFSA, INFLUENZA AVIARIA, LATTE CRUDO

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