Alert sanitari
04 Luglio 2025Un nuovo report dell’Efsa analizza la diffusione del virus Hpai negli Stati Uniti e le possibili vie d’ingresso in Europa, tra migrazioni di uccelli e importazioni alimentari

L’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) che ha colpito quasi mille allevamenti di vacche da latte in 16 Stati americani tra il 2024 e il 2025 potrebbe rappresentare un rischio anche per l’Europa. Lo segnala l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, in un nuovo rapporto, ipotizzando due vie principali di introduzione del virus H5N1 genotipo B3.13 nel continente: la migrazione stagionale degli uccelli selvatici e l’importazione di prodotti contenenti latte crudo. Al momento non sono stati segnalati casi fuori dagli Stati Uniti, ma l’Efsa avverte: servono vigilanza, biosicurezza e prevenzione mirata.
Il rapporto Efsa fornisce anche una panoramica della situazione negli Stati Uniti, dove tra marzo 2024 e maggio 2025 sono stati colpiti 981 allevamenti da latte in 16 Stati. Il rapporto, che è stato esaminato dalle autorità statunitensi, sottolinea che i movimenti del bestiame, l’insufficiente biosicurezza e la condivisione di attrezzature agricole hanno contribuito alla diffusione del virus.
Il rapporto affronta anche la possibilità che il virus venga introdotto in Europa attraverso scambi commerciali, concludendo che l’importazione di prodotti a base di latte crudo provenienti dalle zone colpite degli Stati Uniti non può essere completamente esclusa, il che potrebbe quindi costituire una possibile via d'ingresso. Anche l’importazione di vacche da latte e di carne bovina potrebbe essere una potenziale via di introduzione del virus. Tuttavia, il virus è stato raramente rilevato nella carne, le importazioni di animali sono molto limitate e sono in vigore norme commerciali molto severe per la carne e gli animali vivi che entrano nell’Ue.
Gli scienziati Efsa, inoltre, sottolineano che i principali punti di sosta in Europa dove si concentrano grandi popolazioni di uccelli come l’Islanda, la Gran Bretagna, l’Irlanda, la Scandinavia occidentale e le grandi zone umide come il Mare dei Wadden sulle coste olandesi, danesi e tedesche, sarebbero luoghi utili per l’individuazione precoce del virus durante la migrazione stagionale degli uccelli selvatici.
Entro la fine dell’anno, Efsa valuterà il potenziale impatto dell’ingresso di questo genotipo HPAI in Europa e raccomanderà misure per prevenirne la diffusione.
TAG: EFSA, INFLUENZA AVIARIA HPAI, LATTE CRUDO, UCCELLI MIGRATORISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
19/06/2026
Il voto al Senato sul DDL 1552 sulla caccia slitta al 23 giugno per mancanza del numero legale. La riforma, promossa dal Ministro Lollobrigida, punta alla “gestione attiva” della fauna selvatica...
A cura di Redazione Vet33
19/06/2026
Vari studi clinici confermano l'efficacia degli acidi grassi Omega3 su cute, articolazioni, reni e performance cognitive di cani e gatti. Necon Pet Food ha formulato Salmoil in sei ricette funzionali
A cura di Redazione Vet33
19/06/2026
GUNA amplia la linea GUNA4Pets con quattro nuovi mangimi complementari formulati per supportare rilassamento, articolazioni, funzione cognitiva e funzione renale di cani e gatti, senza indurre...
A cura di Redazione Vet33
19/06/2026
Un cane in New Mexico è stato colpito da New World Screwworm nel mese di giugno, primo caso documentato in un animale domestico nel focolaio statunitense. I medici veterinari Usa indicano sintomi da...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022