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31 Ottobre 2025

EUDR, Assalzoo: Serve rinvio di un anno. A rischio approvvigionamento della filiera zootecnica italiana

L’associazione dei produttori di mangimi avverte: l’applicazione del Regolamento europeo contro la deforestazione, attivo dal prossimo 31 dicembre, rischia di paralizzare il mercato della soia, indispensabile per l’allevamento nazionale

di Redazione Vet33


EUDR, Assalzoo: Serve rinvio di un anno. A rischio approvvigionamento della filiera zootecnica italiana

La decisione della Commissione europea di rendere operativo dal 31 dicembre 2025 il Regolamento Ue sulla Deforestazione (European Union Deforestation Regulation, Eudr) rischia di mettere in crisi la filiera zootecnica italiana. È l’allarme lanciato da Assalzoo, secondo cui la mancanza di linee guida chiare e di sistemi logistici adeguati stazh già generando tensioni sui mercati e rialzi fino al 20% nelle quotazioni della soia, materia prima essenziale per la produzione di mangimi.

Eudr: obiettivi condivisi, ma applicazione confusa

Il Regolamento europeo Eudr vieta l’immissione sul mercato di prodotti agricoli legati alla deforestazione, introducendo nuovi obblighi di tracciabilità basati su sistemi di geolocalizzazione e dichiarazioni di conformità.
La mancanza di linee guida chiare – denuncia Assalzoo –, la difficoltà nel reperire dati dai Paesi di origine, l’assenza di una logistica adeguata e il rischio di applicazione retroattiva stanno già paralizzando il mercato della soia, creando un clima di estrema incertezza per gli operatori e per l’intero sistema agro-zootecnico.

“La recente proposta della Commissione Europea di una ‘semplificazione mirata’ risolve solo in parte le problematiche legate all’applicazione dell’Eudr. Inoltre, pur condividendo gli obiettivi della norma, l’inaspettata decisione di farne decorrere l’applicazione dal 31 dicembre prossimo sta generando ulteriore confusione, paralizzando il mercato della soia, che è una materia prima indispensabile per l’industria mangimistica e per l’intera zootecnia italiana” ha commentato Massimo Zanin, Presidente di Assalzoo.

Soia, la materia prima che tiene in piedi la zootecnia

L’Italia importa oltre l’85% della soia necessaria per la produzione di mangimi destinati agli allevamenti bovini, suini e avicoli nazionali. Una riduzione o un ritardo nelle forniture potrebbe causare l’aumento dei costi di produzione, con una conseguente perdita di competitività degli allevamenti e un rischio crescente di sostituzione con carni provenienti da Paesi terzi, non soggetti alle stesse regole ambientali.
Le quotazioni della soia a Milano e Bologna mostrano già rialzi significativi, con aumenti stimati tra il 15% e il 20%, segnale concreto delle difficoltà operative e dell’instabilità del mercato.

Assalzoo: Serve rinvio di un anno

La proposta della Commissione europea di concedere sei mesi di “tolleranza” senza sanzioni non è sufficiente e non risolve le criticità strutturali, sottolinea l’associazione. Gli operatori non potranno garantire forniture di soia conforme Eudr già da gennaio 2026, con il conseguente corto circuito nella catena di approvvigionamento.
Assalzoo, in linea con la Fefac e le altre organizzazioni europee del settore, chiede un rinvio di almeno un anno, fino al 31 dicembre 2026, per tutti gli operatori:

“In piena sintonia con Fefac e con le altre associazioni europee della filiera, Assalzoo chiede il rinvio di almeno un anno, fino al 31 dicembre 2026, dell’applicazione del Regolamento per tutti gli operatori, indipendentemente dalla loro dimensione. È indispensabile, inoltre, istituire una cabina di regia nazionale ed europea che possa consentire, in tempi certi, un riesame completo del Regolamento per garantire un’applicazione effettiva, proporzionata e coerente con gli obiettivi ambientali, introducendo procedure attuabili e strumenti operativi realistici, affinché la sostenibilità non si traduca in un blocco produttivo e in un danno economico irreversibile per l’intera zootecnia italiana ed europea”, dichiara Zanin.

Un rischio economico da 1,5 miliardi per il settore

Secondo le stime di Fefac, l’attuale impostazione dell’Eudr potrebbe comportare oltre 1,5 miliardi di euro di costi aggiuntivi per il settore mangimistico europeo, di cui circa 200 milioni per l’Italia, incidendo direttamente sui costi di produzione e sui prezzi al consumo, quindi sulla competitività dell’intera filiera. 

CITATI: MASSIMO ZANIN
TAG: ASSALZOO, EUDR, FEFAC, MANGIMI ANIMALI, SOIA, ZOOTECNIA

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