Animali acquatici
03 Ottobre 2025L’Università di Pisa e la Fondazione CIMA analizzeranno i dati raccolti dagli spostamenti di Thalassa, una Caretta caretta curata all’Acquario di Genova

È tornata a nuotare nel suo habitat naturale Thalassa, la tartaruga marina Caretta caretta soccorsa a fine luglio al largo di Imperia. Dopo oltre due mesi di cure presso il Centro di recupero dell’Acquario di Genova, l’esemplare è stato rilasciato nel Mar Ligure a bordo dell’unità navale GC B132 della Capitaneria di Porto, Guardia Costiera di Genova.
L’animale, un esemplare adulto di 60 cm di lunghezza, 55 cm di larghezza e 30 kg di peso, è il primo ad essere stato curato nel Centro di recupero dell’Acquario di Genova e rilasciato in mare munito di un dispositivo di tracciamento satellitare sul guscio.
Il tag, fornito dal Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, raccoglierà dati sugli spostamenti orizzontali, sul comportamento in immersione e sulla temperatura dell’ambiente marino.
Queste informazioni saranno analizzate dal Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e dalla Fondazione CIMA per sviluppare modelli predittivi utili allo studio e alla conservazione delle tartarughe marine. A supporto dell’iniziativa, CIMA metterà a disposizione una rete di antenne UHF (Ultra High Frequency) per intercettare i segnali del dispositivo quando l’animale si troverà nel raggio di trasmissione.
L’operazione è stata possibile grazie al lavoro congiunto di più realtà: Università di Pisa, Fondazione CIMA, Guardia Costiera, Carabinieri forestali del Nucleo CITES di Imperia e lo staff medico-scientifico dell’Acquario di Genova.
Il ritrovamento di Thalassa, così è stata chiamata la tartaruga, era avvenuto a luglio grazie al Servizio Navale della Guardia di Finanza, che ne aveva notato un comportamento anomalo: l’animale non riusciva a immergersi. Dopo il trasferimento all’Acquario da parte dei Carabinieri Forestali, le era stata diagnosticata una polmonite, poi trattata con successo.
Al momento del rilascio, l’esemplare di Caretta era in buone condizioni di salute e idonea a tornare in mare aperto. A salutarla, anche gli studenti della scuola primaria Convitto Colombo, testimoni di un evento di grande valore educativo e ambientale.
Dal 1994 l’Acquario di Genova si occupa del recupero delle tartarughe marine in difficoltà. Dal 2009 è referente per la Regione Liguria nell’ambito dell’accordo Stato-Regioni e nel 2017 è stato riconosciuto ufficialmente come Centro di recupero e lunga degenza dal Ministero della Transizione Ecologica.
Le Caretta caretta sono specie protette dalla Convenzione CITES e la loro cattura è vietata per legge. Le cause più frequenti di ricovero includono:
● interferenze con le attività di pesca,
● ingestione di plastica,
● ferite da eliche,
● traumi da impatto con imbarcazioni,
● patologie debilitanti.
In caso di avvistamento di tartarughe in difficoltà è fondamentale non intervenire autonomamente; occorre contattare la Guardia Costiera al numero 1530 o il 112, che attiverà le procedure corrette.
TAG: ACQUARIO DI GENOVA, CARETTA CARETTA, FONDAZIONE CIMA, TARTARUGA, TRACCIABILITà, UNIVERSITà DI PISASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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