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03 Settembre 2025

One Health in città: igiene urbana, rischi sanitari e responsabilità condivisa

Federchimica AISA richiama cittadini e istituzioni a un impegno comune per prevenire i pericoli legati a deiezioni canine e colombi urbani, con particolare attenzione a bambini e soggetti fragili

di Redazione Vet33


One Health in città: igiene urbana, rischi sanitari e responsabilità condivisa

Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2024, in Italia convivono oltre 65 milioni di animali da compagnia, di cui circa 9 milioni sono cani; a ciò si aggiunge la presenza crescente dei colombi urbani. Una ricchezza sociale ed emotiva che però porta con sé sfide concrete per la salute pubblica. Deiezioni canine e accumulo di guano rappresentano un rischio sanitario sottovalutato, soprattutto per bambini, anziani e persone fragili: zoonosi come toxocariasi, salmonellosi ed escherichia coli possono diffondersi attraverso superfici contaminate, trasformando il decoro urbano in una questione sanitaria. Il tema dell’igiene urbana rimane una delle sfide più sentite delle nostre città.

Aree gioco e spazi verdi a rischio

Il decoro urbano è una delle priorità nelle città italiane, ma lo deve essere anche a causa del rischio sanitario che certi luoghi corrono: le aree gioco, i marciapiedi e gli spazi verdi sono zone ad alto rischio di contaminazioni, invisibili ma potenzialmente pericolose, soprattutto per l’aumentata convivenza tra persone e animali domestici, ma anche per la coesistenza con la fauna urbana. Non raccogliere le deiezioni dei cani e la proliferazione dei colombi urbani rappresentano un rischio concreto per la salute pubblica. Serve attenzione, rispetto delle regole e una maggiore consapevolezza dei rischi sanitari che si corrono.

Deiezioni canine: zoonosi e rischi

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), in Italia ogni anno si registrano centinaia di casi di zoonosi trasmesse da animali domestici e fauna urbana, con una maggiore incidenza nei bambini. 
Le deiezioni canine sono tra le principali cause di contaminazione da uova di Toxocara nei parchi urbani, con una prevalenza che può superare il 20% dei campioni analizzati in alcune città. Malattie come toxocariasi, giardiasi, salmonella ed escherichia coli possono essere trasmesse attraverso superfici contaminate diventando veicolo di agenti patogeni, con conseguenze che vanno dalla semplice sporcizia fino a rischi sanitari più gravi, soprattutto per i bambini che frequentano aree gioco e spazi verdi, anziani e soggetti particolarmente fragili.
Per questo motivo, la normativa vigente impone ai proprietari di cani l’obbligo di raccogliere le deiezioni e di utilizzare strumenti come sacchetti igienici e, dove richiesto, bottigliette d’acqua per il dilavamento, soprattutto in prossimità di portoni, vetrine, fermate autobus e aree gioco per bambini.

“Il rispetto delle regole di igiene e la rimozione immediata delle deiezioni sono gesti semplici ma fondamentali per la salute pubblica e il decoro delle nostre città. L’approccio One Health ci insegna che la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente sono strettamente interconnesse: solo con comportamenti responsabili possiamo garantire città più vivibili e sicure per tutti” sottolinea Paolo Sani, Presidente di Federchimica AISA.

“Il benessere animale non è solo una questione etica, ma un pilastro della salute pubblica. Un animale sano e controllato è una garanzia in più per la sicurezza di tutti, soprattutto dei bambini che sono i primi a entrare in contatto con gli spazi pubblici. È fondamentale che ogni proprietario sia consapevole del proprio ruolo e delle conseguenze delle proprie azioni sulla collettività”, dichiara Arianna Bolla, Past President di AISA.

Colombi urbani: un’emergenza sanitaria e ambientale

Se la gestione dei cani richiede responsabilità individuale, la presenza dei colombi urbani impone strategie istituzionali coordinate. Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), una densità superiore a 300-400 individui per km² è già considerata problematica, ma sia in alcune grandi città come Milano, Roma, Venezia e Firenze sia in città e paesi di piccole dimensioni si possono raggiungere concentrazioni molto più elevate, con stime di migliaia di esemplari per km². Le deiezioni dei colombi, oltre a deturpare monumenti e spazi pubblici, possono essere veicolo di agenti patogeni come ornitosi, toxoplasmosi e salmonellosi, con rischi particolari per soggetti immunodepressi, anziani e bambini.
La gestione dei colombi richiede interventi istituzionali coordinati: molte amministrazioni comunali stanno adottando misure come il controllo della fertilità mediante la somministrazione di anticoncezionali, la limitazione dell’alimentazione pubblica, l’installazione di dissuasori, e campagne di informazione per sensibilizzare i cittadini. In alcune città, come Venezia e Firenze, sono stati avviati progetti pilota per il controllo della popolazione dei colombi attraverso metodi non cruenti e il monitoraggio sanitario degli esemplari, coinvolgendo anche la Soprintendenza ai Beni Culturali per la tutela del patrimonio storico. Tuttavia, un coinvolgimento ancora più attivo di specialisti da parte delle Amministrazioni Comunali, e un maggiore investimento nelle attività di monitoraggio del territorio potrebbero ulteriormente rafforzare l’efficacia e la sostenibilità delle strategie adottate, favorendo soluzioni innovative e condivise tra istituzioni e cittadini.

CITATI: ARIANNA BOLLA, PAOLO SANI
TAG: FEDERCHIMICA AISA , ISPRA, ISS, ONE HEALTH

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