Animali da Compagnia
03 Settembre 2025Il XIV rapporto nazionale presentato a Festambiente fotografa ritardi e disomogeneità tra Comuni costieri e interni, soprattutto riguardo all’accesso ad aree libere per cani, pensioni per animali e gestione del fine vita

Il benessere degli animali d’affezione e dei rispettivi pet owner sembra non essere una priorità delle politiche pubbliche locali. È uno dei dati principali del XIV rapporto nazionale Animali in Città di Legambiente, presentato quest’estate in occasione di Festambiente: nel 2024 solo il 39,5% dei Comuni italiani ha raggiunto la sufficienza nella gestione dei servizi pet-care, con forti disparità tra territori costieri e interni.
Nonostante la crescita, soprattutto da parte delle famiglie più fragili, della richiesta di servizi offerti dalle amministrazioni comunali nel settore del pet care – supporto domiciliare, sostegni economici, pet-therapy, accesso semplificato a servizi sanitari veterinari, ma anche educazione civica nelle scuole e sportelli per la tutela del binomio persona-animale – in Italia persistono gravi ritardi strutturali e una forte disomogeneità tra i Comuni costieri e i Comuni interni. Lo evidenzia il XIV rapporto nazionale “Animali in Città” di Legambiente, che torna come da tradizione analizzando le performance di Comuni e ASL nella gestione degli animali nei centri urbani.
La rilevazione è stata realizzata con il patrocinio di Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Ente Nazionale Cinofilia Italiana (Enci), Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi), Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) e Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (SIMeVep) e presentato questa estate durante la XXXVII edizione di Festambiente, a Rispescia (GR).
Nel 2024, su un campione di 734 amministrazioni comunali (9,3% dei Comuni italiani), solo il 39,5% – meno di 4 su 10 – ha ottenuto almeno una performance sufficiente nella gestione degli animali da compagnia. Di questi, 82 Comuni costieri (12,7% del totale) e 652 interni (9%) che, pur condividendo ritardi strutturali, dimostrano andamenti divergenti, con differenze marcate nella qualità e disponibilità dei servizi offerti.
La disomogeneità più evidente riguarda l’accesso alle aree libere per cani, presenti nel 36,2% dei Comuni costieri e appena nel 10,4% di quelli interni. Un’altra differenza riguarda i servizi di pensione per animali, disponibili nel 57,3% dei Comuni costieri e in appena il 21,9% di quelli dell’entroterra. Nella gestione del fine vita, invece, solo il 28% dei Comuni costieri e il 10% degli interni ha predisposto regolamenti per cremazione, tumulazione o inumazione, lasciando molte famiglie senza punti di riferimento in un momento così delicato. Un altro tema sensibile sono botti e fuochi d’artificio, spesso fonte di stress per animali domestici: solo il 21,9% dei Comuni costieri e appena l’8,3% di quelli interni adotta regolamenti specifici. Ancora limitata, poi, la presenza di Sportelli Animali o di un Garante per i diritti degli animali (8,5% vs 4,4%) e di un sostegno economico nella sterilizzazione (14,6% e 4,7%). Per quanto riguarda i Comuni costieri, il rapporto evidenzia un grave ritardo nell’adozione di un regolamento per la corretta fruizione delle spiagge da parte delle famiglie con animali d’affezione, presente solo nel 23,2% dei casi.
In Italia manca una sanità veterinaria pubblica di prossimità: su tutto il territorio nazionale sono presenti solo due Ospedali Veterinari Pubblici, a Perugia e Napoli. Secondo i dati, nel 2024, il 74,9% della spesa pubblica per il settore pet-care è stata a carico dei Comuni, mentre le ASL, che dovrebbero garantire i servizi sociosanitari essenziali per le famiglie in difficoltà, coprono solo il 25,1% del totale.
CITATI: GIORGIO ZAMPETTI“Il XIV Rapporto di Animali in città – ha dichiarato Giorgio Zampetti, Direttore generale di Legambiente – conferma che solo grazie a solide alleanze tra amministrazioni pubbliche e soggetti privati è possibile garantire il benessere delle famiglie con animali d’affezione. Per questo chiediamo di promuovere e agevolare la firma di 1.000 accordi o patti di comunità in tutto il Paese. È urgente rilanciare la sanità veterinaria pubblica di prossimità, obiettivo per cui chiediamo al Governo di realizzare un piano nazionale a supporto delle Regioni che consenta l’assunzione stabile di 6.000 veterinari e alle Regioni il raggiungimento complessivo di 1.000 strutture veterinarie pubbliche (850 tra canili sanitari e gattili sanitari e circa 150 ospedali veterinari pubblici), distribuite equamente sul territorio in rapporto alla popolazione servita. Inoltre, alle Amministrazioni comunali l’appello è di potenziare le aree verdi con libero accesso dedicate alle famiglie con cani, di valorizzare l’applicazione di regolamenti e ordinanze e rafforzare il senso civico grazie al supporto di 10.000 guardie ambientali e zoofile delle associazioni di volontariato, per migliorare concretamente la qualità della vita di cittadini e animali”.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
17/04/2026
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, laboratorio di referenza Woah per l’encefalo-retinopatia virale dei pesci marini, precisa i limiti dello studio cinese sul Covert Mortality...
A cura di Redazione Vet33
17/04/2026
Trent'anni di osservazioni sul campo nel Parco Nazionale di Kibale, in Uganda, hanno documentato per la prima volta la scissione permanente della comunità di scimpanzé di Ngogo in due gruppi...
A cura di Redazione Vet33
16/04/2026
Cochliomyia hominivorax avanza verso il confine con gli Stati Uniti. La Fda ha già rilasciato autorizzazioni d’emergenza per quattro farmaci antiparassitari. Ecco il quadro clinico e operativo...
A cura di Redazione Vet33
16/04/2026
Un nuovo focolaio è stato confermato il 14 aprile 2026 a Muravera, in provincia di Cagliari: 5 capi colpiti su 148 presenti, 4 già morti. Attivate immediatamente zona di protezione, zona di...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022