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24 Luglio 2025

West Nile virus, sorveglianza integrata come chiave per prevenire emergenza sanitaria. SIMeVeP: necessario approccio One Health

Il West Nile Virus è tornato a far parlare di sé, tra casi neuroinvasivi e una diffusione silenziosa. I servizi veterinari presidiano il territorio con un approccio One Health e sono la chiave per la prevenzione alla malattia

di Redazione Vet33


West Nile virus, sorveglianza integrata come chiave per prevenire emergenza sanitaria. SIMeVeP: necessario approccio One Health

Il West Nile virus (Wnv) è tornato a colpire in Italia e in Europa. Nel nostro Paese l’infezione è endemica, in particolare nelle regioni che circondano il delta del Po, come Emilia-Romagna e Veneto. Significativi i recentissimi casi registrati prima in provincia di Latina, e quindi in Campania, che hanno dato luogo a ospedalizzazioni anche a causa di forme neuroinvasive. Un cluster epidemico che potrebbe contare già alcune centinaia di casi asintomatici, considerando che solo l’1-2 % delle infezioni provoca il ricovero. 

Poiché nella maggior parte dei casi l’infezione decorre in modo asintomatico, la sorveglianza veterinaria e il monitoraggio entomologico giocano un ruolo cruciale nell’anticipare l’insorgenza di casi umani e attivare tempestivamente le misure di prevenzione e controllo. Solo con un approccio One Health si può anticipare l’emergenza sanitaria e proteggere la salute pubblica, sottolineano Antonio Sorice e Maurizio Ferri, rispettivamente Presidente e Coordinatore scientifico del SIMeVeP, la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva.

West Nile virus: sintomi e diffusione

Dopo un periodo di incubazione che varia da 2 a 14 giorni, fino a un massimo di 21, nella maggior parte dei casi (80%) l’infezione da Wnv decorre senza sintomi. Nel restante 20% può manifestare con sintomi lievi simil-influenzali, tra cui febbre, cefalea, nausea, vomito, linfonodi ingrossati ed eruzioni cutanee. Le forme gravi, con interessamento del sistema nervoso centrale (encefalite, meningite), sono rare ma potenzialmente letali. 

“Solo lo 0,5-1% dei pazienti sviluppa sintomi neurologici importanti come tremori, disturbi visivi, convulsioni, paralisi o coma soprattutto in soggetti anziani o fragili, che possono portare al decesso” precisa Maurizio Ferri.

Ci sono diversi fattori – ambientali e sociali – che favoriscono la persistenza del virus, come i cambiamenti climatici, l’urbanizzazione, la globalizzazione, e soprattutto le rotte migratorie degli uccelli, che ne ampliano l’areale. Il ciclo vitale della zanzara Culex pipiens, il principale vettore in Italia, dura da una a quattro settimane ed è altamente sensibile a temperature, precipitazioni e condizioni ambientali.

“Le piogge intense seguite da ondate di caldo e gli spostamenti degli uccelli migratori hanno favorito la proliferazione delle zanzare e l’amplificazione del ciclo di trasmissione” sottolinea Ferri.

Il ruolo dei Servizi Veterinari

In Italia, dal 2018 sono stati notificati oltre 247 casi umani autoctoni di forme neuro-invasive, grazie anche all’attuazione del “Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta arbovirosi (PNA) 2020-2025”, un sistema di sorveglianza integrata animale-ambiente-uomo per monitorare e contenere efficacemente la diffusione del virus sul territorio nazionale.
In questo contesto, la sorveglianza sanitaria svolta dai servizi veterinari del Servizio Sanitario Nazionale assume un’importanza fondamentale. I medici veterinari monitorano attivamente la presenza del virus negli animali, in particolare negli uccelli selvatici (serbatoi) e nei cavalli (sentinelle), attraverso campionamenti e analisi. Questa attività permette di identificare precocemente la circolazione del virus nell’ambiente e tra gli animali, fungendo da allarme precoce per la salute umana.

“In alcuni casi il West Nile virus è stato intercettato nei vettori anche 9 giorni prima che si manifestasse il primo caso umano. Ciò dimostra quanto sia preziosa una sorveglianza precoce per attivare misure di sicurezza su trapianti e trasfusioni e implementare campagne di disinfestazione sui territori.”

Una sorveglianza integrata

La sorveglianza del Wnv, da parte dei Servizi Veterinari delle ASL, si articola su più livelli, coinvolgendo diverse componenti per un’azione integrata ed efficace:
sorveglianza entomologica: monitoraggio delle popolazioni di zanzare, in particolare quelle del genere Culex, che sono i vettori primari del virus. Vengono installate trappole per catturare le zanzare in diverse aree, specialmente quelle considerate a rischio (es. zone umide, aree peri-urbane). Le zanzare catturate sono analizzate dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali per rilevare la presenza del Wnv al loro interno. L’identificazione precoce del virus nei vettori permette di mappare le aree dove il rischio di trasmissione è più elevato e di intervenire con misure di controllo mirate (es. disinfestazioni).
sorveglianza sugli equidi: i cavalli sono ospiti a fondo cieco del Wnv, ma possono sviluppare sintomi neurologici gravi e sono considerati “sentinelle” dell’infezione. La sorveglianza sugli equidi prevede il monitoraggio di cavalli con sintomi neurologici sospetti e l’esecuzione di test diagnostici per confermare o escludere l’infezione.
sorveglianza sull’avifauna: gli uccelli sono i serbatoi naturali del virus, il che significa che esso circola e si moltiplica al loro interno senza causare, nella maggior parte dei casi, sintomi evidenti. La sorveglianza sull’avifauna, in particolare su specie migratrici e stanziali, è cruciale per comprendere la diffusione geografica del virus. Vengono monitorati uccelli selvatici, sia vivi che morti, e campioni biologici sono analizzati per la sua ricerca.

Queste tre forme di sorveglianza, integrate tra loro, forniscono un quadro completo della circolazione del Wnv nell’ambiente, permettendo di anticipare l’insorgenza di casi umani e di attivare tempestivamente le misure di prevenzione e controllo.

Inoltre, un altro aspetto critico riguarda la prevenzione della trasmissione di Wnv tramite trasfusioni di sangue e trapianti di organi. In questo, il Centro Nazionale Sangue (Cns) e il Centro Nazionale Trapianti (Cnt), in stretta collaborazione con il Ministero della Salute e i servizi veterinari, svolgono un ruolo chiave.
Quando i servizi veterinari rilevano la circolazione del Wnv in una determinata area geografica, condividono immediatamente le informazioni con il Cns e il Cnt. La comunicazione tempestiva consente di attuare misure preventive specifiche per la sicurezza delle donazioni, ovvero:
● la sospensione temporanea delle donazioni di sangue nelle aree a rischio o l’introduzione di test specifici (Nucleic Acid Test, Nat) per lo screening dei donatori;
● una valutazione approfondita dei donatori di organi provenienti da aree endemiche o con sospetta esposizione al virus.

Questa collaborazione tra istituzioni è essenziale per garantire che le donazioni di sangue e organi siano sicure, minimizzando il rischio di trasmissione del Wnv ai riceventi.

One Health: un’alleanza per la salute

Il virus del Nilo Occidentale rappresenta un esempio perfetto di come la salute umana, animale e ambientale siano profondamente interconnesse. L’approccio “One Health” riconosce questa interdipendenza e promuove una collaborazione tra diversi settori e professionalità: medici, veterinari, biologi, entomologi, ecologi e molti altri esperti lavorano insieme per comprendere e gestire la complessità del problema.

“La salute degli animali e quella dell’uomo sono indissolubilmente legate” conclude Antonio Sorice. “Il West Nile virus è un chiaro esempio di come l’approccio One Health, che integra le diverse discipline, sia l’unica strada efficace per affrontare le sfide sanitarie globali. La sorveglianza veterinaria non è solo un presidio per gli animali, ma un baluardo per la salute pubblica, soprattutto quando si tratta di proteggere le donazioni di sangue e organi”.

La prevenzione passa da una cultura scientifica multidisciplinare condivisa e integrata, dove la sorveglianza veterinaria e la collaborazione con i centri di donazione sangue e organi sono pilastri irrinunciabili.

CITATI: ANTONIO SORICE, MAURIZIO FERRI
TAG: ONE HEALTH, PREVENZIONE, SIMEVEP, VIRUS WEST NILE

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