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21 Luglio 2025

West Nile virus, confermati sette casi nel Lazio. Ministero: attivate misure straordinarie e sorveglianza sugli equini

Una donna è deceduta e sei persone sono risultate positive al virus nel territorio dell’ASL di Latina. Attivati i protocolli per la sorveglianza veterinaria negli allevamenti e la disinfestazione delle aree a rischio

di Redazione Vet33


West Nile virus, confermati sette casi nel Lazio. Ministero: attivate misure straordinarie e sorveglianza sugli equini

Nel Lazio sono stati confermati sette casi di infezione da West Nile virus, tra cui un decesso all’Ospedale San Giovanni di Dio di Fondi. I casi riguardano il territorio dell’ASL di Latina, dove l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (Izs) del Lazio e della Toscana ha accertato la circolazione del virus, con conseguente innalzamento del livello di allerta veterinaria. A partire dal 10 luglio sono state disposte disinfestazioni straordinarie, attività di sorveglianza entomologica e screening sierologici sugli equini, in coordinamento tra autorità sanitarie locali, Izs e Dipartimento di Prevenzione.

West Nile a Latina: il primo decesso 

Un caso mortale di infezione da West Nile virus è stato segnalato nel Lazio. Una donna di ottantadue anni residente a Nerola (Roma) è deceduta presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi (Latina), dove era stata ricoverata lo scorso 14 luglio per febbre e stato confusionale.
Nella regione al momento sono stati confermati altri sei casi, tutti circoscritti alla provincia di Latina. Due pazienti, un uomo di sessantatré anni e uno di settantadue, entrambi ricoverati all’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina sono attualmente in condizioni critiche a causa di patologie concomitanti e presentano sintomi neurologici. Gli altri quattro risultano in miglioramento clinico.

La nota del Ministero

Il Ministero della Salute, attraverso una nota della Capo del Dipartimento di Prevenzione Maria Rosaria Campitiello, ha comunicato che “tra i primi casi del virus West Nile del 2025, sette sono stati registrati anche nella regione Lazio, tra cui un decesso. L’andamento epidemiologico è in linea con gli altri anni”.

Il dicastero ha attivato tutte le misure previste dal Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2020-2025, in collaborazione con la Regione Lazio, l’Istituto superiore di sanità, il Centro nazionale sangue e il Centro nazionale trapianti, con il supporto del Gruppo operativo Arbovirosi.
Dal punto di vista epidemiologico, i casi rilevati non sono collegati tra loro. L’unico elemento comune è l’area geografica, la provincia di Latina. A rischio di infezione risultano anche gli equini: un cavallo risulterebbe deceduto per contrazione del virus nella stessa provincia.

Gli interventi straordinari della Regione

In risposta al focolaio, la Regione Lazio ha attivato, a partire dal 17 luglio, un piano straordinario di intervento per il rafforzamento delle attività di sorveglianza e monitoraggio e per la corretta gestione di eventuali casi sospetti.
In particolare, le misure prevedono:
● sensibilizzazione dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, professionisti dei pronto soccorso e del territorio, nonché dei veterinari locali;
● supporto clinico e di laboratorio nella gestione dei pazienti;
● interventi di disinfestazione nei focolai larvali di zanzara Culex pipiens, entro un raggio di 200 metri dai luoghi di sospetta circolazione virale;
● informazione alla popolazione sull’importanza della prevenzione delle punture di zanzara e sulla collaborazione per eliminare i focolai larvali;
● sorveglianza clinica sugli equidi e attività straordinaria di sorveglianza sierologica negli allevamenti nelle aree interessate.

Il West Nile virus 

Il West Nile virus appartiene alla famiglia dei Flaviviridae ed è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto da cui prende il nome. Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. I principali vettori sono gli uccelli selvatici e le zanzare del genere Culex, attraverso cui avviene la trasmissione all’uomo. Il contagio non avviene da persona a persona. Sono documentati, seppur molto più rari, anche casi di trasmissione tramite trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione da madre a feto durante la gravidanza.
Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica. Circa il 20% dei casi, invece, presenta sintomi lievi. Le forme gravi si manifestano in meno dell’1% dei casi, con sintomi neurologici fino all’encefalite. Nei casi più severi può rendersi necessario il ricovero ospedaliero. Anche se sono allo studio dei vaccini, non esiste al momento alcuna terapia specifica.
Le autorità sanitarie raccomandano le seguenti misure di prevenzione per proteggersi dalle zanzare vettori del virus:
● uso di repellenti;
● indossare indumenti protettivi all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto;
● installazione di zanzariere alle finestre;
● eliminazione dei ristagni d’acqua da vasi, ciotole, secchi, piscinette.

CITATI: MARIA ROSARIA CAMPITIELLO
TAG: ARBOVIROSI, IZS DEL LAZIO E DELLA TOSCANA, LATINA, PIANO NAZIONALE ARBOVIROSI, VIRUS WEST NILE

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