Professione
06 Giugno 2025La nuova composizione del Css non include esperti veterinari, nonostante le competenze richieste su sanità animale, sicurezza alimentare e prevenzione. L’appello di Anmvi e delle Società Scientifiche

Per la prima volta, il Consiglio Superiore di Sanità (Css), massimo organo consultivo del Ministero della Salute, affronterà temi di sanità animale e prevenzione senza il contributo di esperti veterinari. La decisione, che ha suscitato l’indignazione dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) e delle principali Società Scientifiche veterinarie, è stata definita “paradossale” e incoerente con l’approccio istituzionale One Health, che integra salute umana, animale e ambientale. Anmvi ha chiesto al Governo e al Parlamento di integrare urgentemente le nomine per garantire il contributo di una professione centrale nella sanità pubblica e nella sicurezza alimentare.
La nuova composizione del Css suscita “incredulità, per la sorprendente assenza di profili veterinari”. È la prima volta che il massimo organo consultivo del Ministero della Salute si appresta a trattare materie di rilievo scientifico-veterinario senza nominare professionalità veterinarie.
“Senza una urgente integrazione della composizione, il Consiglio Superiore di Sanità emanerà i pareri – richiesti per legge su materie riguardanti la sanità animale, la sanità pubblica, la sicurezza alimentare e la prevenzione veterinaria – senza competenze scientifiche attinte fra le personalità veterinarie che il nostro Paese esprime in tutti i settori d’esercizio, di studio e di ricerca”.
Così Anmvi scrive al Ministro della Salute Orazio Schillaci, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai Ministri Francesco Lollobrigida (Masaf) e Adolfo Urso (Mimit) e ai Presidenti delle Commissioni parlamentari Sanità di Camera e Senato, On Ugo Capellacci e Sen Francesco Zaffini, per chiedere una “integrazione urgente nelle nomine”. La lettera, firmata dal Presidente Marco Melosi, è stata sottoscritta dai Presidenti delle società scientifiche Giordana Zanna (Scivac), Giorgio Strozzi (Sive), Daniele Petrini (Sivae), Vito Loconte (Sivarsib) e Annarita Ventura (Sisca).
“È paradossale che proprio l’Italia, uno dei pochi Paesi che incardina la prevenzione e la sanità veterinaria nel proprio Sistema Sanitario Nazionale, trascuri di avvalersi di Medici Veterinari, il cui apporto risulta indispensabile anche alle produzioni alimentari nazionali e per lo sviluppo dell’export.
Ed è paradossale che proprio l’Italia, che ha fatto dell’approccio One Health un indirizzo di rango istituzionale, trascuri di nominare Medici Veterinari nel Css, nonostante le minacce pandemiche future vedano al primo posto malattie animali trasmissibili di origine animale, nonostante le emergenze di sanità animale che – solo grazie ai Medici Veterinari – risultano in regressione e contenimento, nonostante l’apporto decisivo della Veterinaria alla lotta all’antimicrobico-resistenza, attraverso il controllo e l’uso razionale degli antibiotici nel Pncar nella Pac.
È paradossale anche che proprio mentre il Parlamento nazionale istituisce la Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, il Ministero della Salute dimentichi di nominare in Css esponenti di una professione sanitaria fra quelle che è istituzionalmente preposto a valorizzare.
Non da ultimo, la sensibilità giuridica e sociale verso gli animali da compagnia, il loro ruolo affettivo nelle famiglie e nella società ha reso la prevenzione veterinaria e delle zoonosi una consolidata componente della salute One Health anche per una educazione sociale, scolastica e familiare sorretta da scientificità.
Siamo fiduciosi che le Autorità comprendano – conclude la lettera – che l’appello è dettato da ragioni di coerenza dell’assetto sanitario nazionale”.
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