Professione
03 Giugno 2025La Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani esprime perplessità e disapprovazione per la mancata nomina di un Medico Veterinario nel nuovo Css, sottolineando l’importanza di un approccio One Health per la salute pubblica

La mancata nomina di un Medico Veterinario nel rinnovato Consiglio Superiore di Sanità (CSS) solleva forti critiche da parte della Fnovi, che considera questa esclusione una grave sottovalutazione del ruolo chiave della professione nella tutela della salute pubblica. In un contesto in cui l’approccio One Health è sempre più centrale, la Federazione chiede un intervento tempestivo al Ministro della Salute per correggere questa omissione e garantire una visione sanitaria integrata e multidisciplinare.
Nei giorni scorsi, il Ministro della Salute ha ufficializzato il rinnovo del Css, l’organo tecnico-consultivo di massimo livello del Ministero della Salute, per il triennio 2025-2028. Il nuovo Consiglio sarà composto da 30 membri non di diritto, selezionati tra esponenti della comunità scientifica italiana. Cinque le conferme: Enrico Felice Gherlone, Anna Odone, Eleonora Porcu, Giuseppe Remuzzi, e Enrico Alleva. Al primo posto dell’elenco il professor Alberto Mantovani, da tempo indicato come possibile guida della struttura di consulenza scientifica del Ministro della Salute. Secondo le anticipazioni, i vicepresidenti potrebbero esse Giuseppe Remuzzi e Annamaria Colao.
I componenti nominati non di diritto del Consiglio Superiore di Sanità sono:
La Federazione esprime profonda perplessità per la mancata nomina di un Medico Veterinario all’interno del rinnovato Css, sottolineando come tale esclusione rappresenti una grave sottovalutazione del ruolo cruciale che la professione veterinaria svolge nella tutela della salute pubblica, in un’ottica “One Health” sempre più imprescindibile. La salute animale è indissolubilmente legata alla salute umana e all’ambiente.
I Medici Veterinari sono in prima linea nella prevenzione e nel controllo delle zoonosi, nella sicurezza alimentare, nella farmacovigilanza veterinaria, nel benessere animale e nella tutela della biodiversità, ricorda Fnovi. Motivo per cui escludere una figura professionale con competenze specifiche in questi ambiti dal massimo organo consultivo tecnico-scientifico del Ministero è una decisione incomprensibile e potenzialmente dannosa per l’efficacia delle politiche sanitarie del Paese.
La Federazione, rivolgendosi direttamente al Ministero della Salute Orazio Schillaci, auspica che le istituzioni competenti riconsiderino al più presto la composizione del Css, integrando al suo interno la figura del Medico Veterinario, al fine di garantire una visione completa e multidisciplinare nella tutela della salute pubblica.
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