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27 Maggio 2025Il primo rapporto mondiale della Woah sulle malattie degli animali evidenzia l’aumento dei focolai, i rischi zoonotici e l’urgenza di interventi coordinati per rafforzare la sicurezza sanitaria

Le malattie infettive degli animali sono in espansione, stanno raggiungendo nuove aree, molte sono zoonosi e minacciano la sicurezza alimentare globale, la salute umana e la biodiversità. Lo rivela il primo rapporto mondiale sulla salute animale dell’Organizzazione mondiale per la salute animale (Woah), pubblicato in occasione della 92° Sessione Generale. Con il 47% delle malattie segnalate che presenta potenziale zoonotico e il raddoppio dei focolai di influenza aviaria nei mammiferi nel 2024, l’Organizzazione sottolinea l’urgenza di rafforzare i servizi veterinari, garantire l’accesso ai vaccini e ridurre l’uso indiscriminato di antimicrobici.
La Woah ha pubblicato il primo rapporto mondiale sulla salute animale, la prima analisi completa delle tendenze, dei rischi e delle sfide legate alle malattie animali.
Tra i risultati principali:
● le malattie animali stanno migrando verso aree precedentemente non colpite, la metà delle quali (47%) ha un potenziale zoonotico;
● i focolai di influenza aviaria nei mammiferi sono più che raddoppiati lo scorso anno rispetto al 2023, aumentando il rischio di un’ulteriore diffusione e di trasmissione umana;
● l’accesso ai vaccini per il bestiame resta disomogeneo in tutto il mondo e gli sforzi per eradicare le malattie si scontrano con difficoltà finanziarie e politiche.
● l’uso di antibiotici negli animali è diminuito del 5 % tra il 2020 e il 2022 e l’estensione della vaccinazione del bestiame a livello globale ridurrebbe il rischio di resistenza agli antibiotici.
Tra i suoi risultati, il rapporto ha rivelato che il numero segnalato di focolai di influenza aviaria nei mammiferi è più che raddoppiato lo scorso anno rispetto al 2023, con 1.022 focolai in 55 Paesi rispetto ai 459 focolai del 2023.
Secondo gli autori, sebbene il rischio di infezione umana rimanga basso, maggiore è il numero di specie di mammiferi come bovini, gatti o cani infettati, maggiore è la possibilità che il virus si adatti alla trasmissione da mammifero a mammifero, e potenzialmente all’uomo.
L’influenza aviaria, o influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI), ha causato l’abbattimento o la perdita di oltre 630 milioni di volatili negli ultimi due decenni, ed è stata una delle numerose malattie animali che hanno colpito nuove aree lo scorso anno.
La peste dei piccoli ruminanti (Ppr), che tradizionalmente ha colpito pecore e capre nei Paesi in via di sviluppo, è riemersa in Europa, mentre la peste suina africana (Psa) ha raggiunto lo Sri Lanka, percorrendo oltre 1.800 km dai focolai più vicini, secondo quanto rilevato dal rapporto.
Quasi la metà delle malattie elencate da Woah e notificate tra il 2005 e il 2023 sono state considerate una minaccia per la salute umana con potenziale zoonotico.
Il rapporto cita il cambiamento climatico e l’aumento degli scambi commerciali tra i fattori che influenzano la diffusione e la prevalenza delle malattie animali. Molte sono prevenibili attraverso una combinazione di vaccinazione, migliori misure igieniche e di biosicurezza, ma il rapporto osserva che l’accesso ai vaccini animali rimane disomogeneo in tutto il mondo.
“Insieme ad altre misure, la vaccinazione resta uno degli strumenti più potenti a disposizione per la prevenzione delle malattie, permettendo di salvare innumerevoli vite, prevenire perdite economiche e ridurre la necessità di trattamenti antimicrobici” afferma la dottoressa Emmanuelle Soubeyran, Direttore Generale Woah. “Per limitare la diffusione di malattie altamente dannose come l’influenza aviaria, l’afta epizootica e la PPR, la comunità globale deve rafforzare la cooperazione internazionale e garantire un accesso equo a vaccini sicuri ed efficaci, insieme ad altre misure di controllo”.
Dal 2006, Woah supporta l’accesso ai vaccini animali attraverso le sue banche di vaccini e attualmente ne gestisce due, una per la rabbia e una per la PPR. A maggio 2025, la Banca dei vaccini contro la rabbia di WOAH ha distribuito quasi 30 milioni di vaccini per cani a Paesi in Africa e Asia. Tuttavia, i progressi verso l’eradicazione della rabbia si sono arrestati negli ultimi anni, con la percentuale di Paesi che hanno segnalato l’attuazione di misure di controllo scesa dall’85% al 62%.
Il rapporto sottolinea anche l’importanza della prevenzione delle malattie per ridurre la necessità di trattamenti antibiotici e limitare lo sviluppo di malattie resistenti ai farmaci. Entro il 2050, si prevede che la resistenza antimicrobica (Amr) causerà perdite di bestiame che metteranno a repentaglio la sicurezza alimentare di due miliardi di persone e si tradurranno in una perdita economica di 100 trilioni di dollari se non si interviene con urgenza.
Gli ultimi dati indicano che l’uso di antimicrobici, inclusi gli antibiotici, negli animali è diminuito del 5% tra il 2020 e il 2022, con l’Europa che ha registrato il calo maggiore (23%), seguita dall’Africa (20%). Tuttavia, un Paese su cinque continua a utilizzare antimicrobici come promotori della crescita.
“L’uso indiscriminato di antimicrobici contribuisce alla resistenza antimicrobica, che rappresenta una grave minaccia per la salute sia animale che umana” afferma il dottor Javier Yugueros-Marcos, Responsabile del Dipartimento di Resistenza Antimicrobica e Prodotti Veterinari Woah. “Il calo dell’uso di antibiotici in quasi tutte le regioni è incoraggiante, ma ulteriori riduzioni possono essere ottenute dando priorità alle misure preventive contro le malattie animali, di cui la vaccinazione è una componente essenziale”.
Per rispondere alle sfide crescenti, la Woah chiede un rafforzamento dei servizi veterinari nazionali, maggiore coordinamento internazionale e investimenti in sorveglianza e diagnostica avanzata, inclusi strumenti per distinguere tra animali vaccinati e infetti, essenziali per garantire trasparenza nei commerci e interventi tempestivi.
CITATI: EMMANUELLE SOUBEYRAN, JAVIER YUGUEROS-MARCOSSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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