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24 Marzo 2025

Influenza aviaria, la proposta del Ministro della Sanità Usa: lasciare diffondere il virus. La reazione di veterinari e allevatori

Robert F. Kennedy Jr, il Ministro della Sanità degli Stati Uniti ha proposto di lasciare che il virus si diffonda per identificare gli esemplari immuni: una strategia controversa che ha suscitato immediatamente critiche etiche, sanitarie ed economiche

di Redazione Vet33


Influenza aviaria, la proposta del Ministro della Sanità Usa: lasciare diffondere il virus. La reazione di veterinari e allevatori

Lasciare che il virus dell’influenza aviaria si diffonda liberamente e selezionare quegli animali che si riveleranno immuni. È la proposta del Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., per affrontare l’epidemia che sta devastando gli allevamenti di tutto il Paese. Critiche da gran parte della comunità scientifica, che denuncia i potenziali rischi di una mutazione virale, l’impatto economico di tale scelta e le sofferenze inflitte agli animali, mentre il Dipartimento dell’Agricoltura americano ha annunciato investimenti per vaccini e biosicurezza.
 

La proposta del senatore Kennedy

Il Segretario alla Salute e ai Servizi umani (Hhs) degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., sarebbe favorevole alla diffusione dell’influenza aviaria in tutto il Paese, per risolvere l’epidemia che da otre un anno sta decimando gli allevamenti americani e alimentando la più recente grave crisi delle uova. La sua intenzione, ha dichiarato in più interviste, è lasciare che il virus si diffonda liberamente, in modo da poter poi identificare gli animali che si rivelano immuni e preservarli.

La risposta della comunità scientifica

Gran parte della comunità scientifica ha criticato immediatamente l’idea del senatore, sia perché non tiene conto del benessere degli animali contagiati, sia perché è molto pericolosa da un punto di vista sanitario ed economico
Gli animali che si infettano, soprattutto uccelli selvatici e pollame, possono sviluppare gravi sintomi respiratori, diarrea, tremori e torsioni del collo, tanto che molti muoiono per soffocamento.
Per quanto riguarda la sanità, invece, una maggiore circolazione del virus aumenterebbe il rischio di mutazioni e di spillover. Finora, non è stato rilevato un caso di trasmissione della malattia da uomo a uomo, ma se i contagi non vengono contenuti cresce il rischio che ciò avvenga.
Infine, per quanto riguarda l’aspetto economico, lasciare il virus libero di diffondersi espone gli allevatori a perdite ancora più elevate di quelle oggi registrate. I tempi di smaltimento delle carcasse degli animali infetti e la sanificazione degli allevamenti richiedono importanti investimenti, senza contare i mancati ricavi dovuti ai decessi degli animali che si sono ammalati e agli abbattimenti che ne conseguono. 

Le misure del Dipartimento dell’Agricoltura

Il senatore Kennedy Jr. non ha la delega per decidere sulla gestione degli allevamenti, settore che spetta invece al Dipartimento dell’Agricoltura (Usda). La Segretaria all’Agricoltura Brooke Rollins, nonostante si sia detta aperta all’idea, ha annunciato lo stanziamento di 100 milioni di dollari per trovare un vaccino ottimale per i polli e nuovi antivirali.
Al momento, l’Usda sostiene ancora l’abbattimento dei capi infetti, unica misura riconosciuta da tutte le autorità sanitarie del mondo per contenere la diffusione del virus.

CITATI: BROOKE ROLLINS, ROBERT F. KENNEDY JR.
TAG: INFLUENZA AVIARIA, POLLAME, UOVA, USA, USDA, VIRUS

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