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Alimentazione

19 Marzo 2025

Coldiretti a Parma: 20mila in piazza per chiedere trasparenza su cibo sintetico. L’incontro con Efsa

Durante il corteo, Coldiretti ha incontrato il direttivo Efsa per un confronto sui nuovi alimenti da colture cellulari. Al centro, la richiesta di maggiore trasparenza e studi clinici rigorosi

di Redazione Vet33


Coldiretti a Parma: 20mila in piazza per chiedere trasparenza su cibo sintetico. L’incontro con Efsa

Oltre ventimila agricoltori provenienti da tutta Italia hanno sfilato a Parma, sede dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa), per la manifestazione nazionale organizzata da Coldiretti. Al centro del dibattito, la sicurezza dei cibi derivati da colture cellulari e fermentazione di precisione e la richiesta di maggiore trasparenza nell’iter di valutazione. Durante l’evento, i rappresentanti di Coldiretti hanno incontrato una delegazione dell’Agenzia, guidata da Alberto Spagnolli, Senior Policy Coordinator di Efsa, per un confronto costruttivo sull’approccio scientifico adottato per questi nuovi alimenti.
 

La manifestazione

Secondo una prima stima fornita dagli organizzatori, i partecipanti al corteo nazionale organizzato a Parma da Coldiretti sono stati circa 20.000, giunti da tutta Italia. La manifestazione ha attraversato il centro della città con migliaia di bandiere gialle, simbolo dell’organizzazione, insieme a quelle dell’Unione europea, unite dallo slogan “Facciamo luce”. 
Il corteo, guidato dal Presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e dal Segretario generale Vincenzo Gesmundo, ha percorso il centro della città fino alla sede dell’Agenzia, per sottolineare il sostegno a un’Europa più trasparente e vicina ai cittadini. 

L’incontro tra Coldiretti ed Efsa

“Con questa manifestazione non vogliamo intimidire l’Europa, perché nell’Europa noi crediamo, ma pensiamo debba cambiare pelle. Serve meno burocrazia e deve riprendere un’azione di carattere politico per i bisogni della popolazione e dei settori produttivi” ha commentato Ettore Prandini, Presidente nazionale Coldiretti. “Siamo qui a sostegno di Efsa e non contro Efsa, perché riteniamo abbia un ruolo importantissimo e crediamo sia doveroso incrementare i poteri di Efsa per lo studio clinico e pre-clinico prima di immettere sul mercato nuovi prodotti agroalimentari, come i cibi cellulari o sintetici”.

“Non è una protesta contro l’Efsa, ma una richiesta di maggiore trasparenza e attenzione scientifica nella valutazione dei cibi cellulari” ha puntualizzato Coldiretti. Per l’associazione, infatti, questi cibi non possono essere trattati come semplici nuovi alimenti, ma devono seguire lo stesso iter dei farmaci.
Durante l’incontro, il management di Efsa ha ribadito il proprio impegno a garantire i massimi standard di sicurezza per i nuovi alimenti, utilizzando studi scientifici completi, preclinici e clinici.

“Oggi, insieme al Direttore Bernhard Url, abbiamo incontrato i rappresentanti di Coldiretti per un confronto in merito ai cibi derivati da colture cellulari e da fermentazione di precisione” ha dichiarato Alberto Spagnolli, Senior Policy Coordinator di Efsa. “Abbiamo avuto una discussione costruttiva che, a nostro avviso, ha contribuito a chiarire le preoccupazioni e le istanze sollevate da Coldiretti e l’approccio di Efsa alle valutazioni di sicurezza”.
“Abbiamo evidenziato – ha continuato Spagnolli – come la richiesta di ‘fare luce’ avanzata da Coldiretti è in linea con l’obiettivo di Efsa. Nella valutazione della sicurezza per il consumo umano di nuovi alimenti, anche per le richieste presentate prima del 1º febbraio 2025, la normativa Ue impone a Efsa di applicare sempre i più alti standard di valutazione scientifica. I componenti dei panel incaricati utilizzeranno condizioni e requisiti aggiornati in base alle più recenti esperienze di valutazione, come previsto nelle nuove linee guida oggi in vigore”.
“Il compito di Efsa è precisamente quello di chiarire dubbi o incertezze riguardo agli effetti sulla salute umana, i profili nutrizionali di questi alimenti, i rischi legati al processo produttivo o alle sostanze utilizzate. I panel effettueranno analisi approfondite e utilizzeranno ogni livello di studio reso necessario (compresi test pre-clinici e clinici) per ciascun prodotto notificato. Tutto questo in una maniera pienamente trasparente. Tutte le informazioni relative ai prodotti notificati, gli studi richiesti e presentati, nonché sul processo di valutazione scientifica, sono accessibili liberamente sul nostro sito”.
“All’Efsa crediamo nel valore di un confronto aperto e costruttivo con tutti gli stakeholder” ha concluso Spagnolli. ”Un dialogo aperto e trasparente è essenziale per affrontare questioni che accendono il dibattito pubblico. Il nostro ruolo, come autorità scientifica a supporto delle politiche europee e dei legislatori, è chiaro: garantire che ogni alimento presente sulle tavole dei consumatori sia sicuro.”

All’incontro ha partecipato in video collegamento anche il Direttore di Efsa Bernhard Url.

Le richieste di Coldiretti

Coldiretti è scesa in piazza per chiedere regole più stringenti per i cibi sintetici. In particolare, ritiene necessario che vengano fatti studi medici clinici e preclinici prima di dare il via libera ai cibi cellulari e di fermentazione di precisione, per tutti i prodotti, compresi quelli presentati prima del 1° febbraio 2025. 

“Innanzitutto, servono risorse adeguate per sostenere il settore agricolo europeo, da destinare solo ai veri agricoltori, quelli che assicurano la sovranità alimentare al Continente. Investire in agricoltura, infatti, rappresenta uno strumento concreto di difesa e sicurezza strategica comune per l’Unione europea” rivendica Coldiretti in un comunicato. “Le imprese agricole sono da tutelare con meno burocrazia e più semplificazione, partendo dalla riduzione dell’incomprensibile carico di impegni associato agli eco-schemi. Per garantire la sicurezza alimentare e la trasparenza per tutti i cittadini dell’Unione non è più rinviabile l’indicazione obbligatoria del Paese d’origine in etichetta per tutti i cibi commercializzati in Europa, partendo dall’abolizione della regola dell’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che consente, ad esempio, al concentrato pomodoro cinese con una sola aggiunta di acqua di diventare passata made in Italy da vendere all’estero”.
“La trasparenza sugli scaffali Ue non potrà essere realizzata appieno senza garantire reciprocità negli accordi internazionali, dove i prodotti alimentari dei Paesi Extra Ue devono assicurare le stesse garanzie di quelli europei in termini di utilizzo di agrofarmaci, rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori. In tale ottica sono necessari anche più controlli alle frontiere contro le importazioni sleali rispetto a una situazione che vede molti scali europei come autentici ‘colabrodo’ che fanno passare di tutto”.
“Indispensabile mettere regole sui cibi ultraformulati, anche sulla base delle evidenze scientifiche sui problemi per la salute legati al loro consumo, e su quelli fatti in laboratorio, che vanno trattati come farmaci, mentre è assolutamente sbagliata ogni ipotesi di mettere etichette allarmistiche o tasse sul vino, prodotto che si inserisce appieno nella Dieta Mediterranea e che negli anni è divenuto il simbolo del bere responsabile”.

CITATI: ALBERTO SPAGNOLLI, BERNHARD URL, ETTORE PRANDINI
TAG: CARNE COLTIVATA, CIBO COLTURALE, COLDIRETTI, EFSA, SICUREZZA ALIMENTARE

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