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18 Settembre 2024

Aggressioni ai sanitari, Fvm: militarizzare Ps e ospedali? Servono più servizi veterinari

La Federazione Veterinari e Medici si unisce al coro di proteste contro le aggressioni al personale sanitario, chiedendosi se la militarizzazione delle strutture ospedaliere sia la soluzione ai problemi del Servizio Sanitario Nazionale

di Redazione Vet33


Aggressioni ai sanitari, Fvm: militarizzare Ps e ospedali? Servono più servizi veterinari

Con l’aumento delle aggressioni nei confronti del personale sanitario, la Federazione Veterinari e Medici (Fvm) esprime preoccupazione, domandandosi se la semplice militarizzazione di pronto soccorso e ospedali sia una risposta adeguata al problema. La crisi, secondo la Federazione, riflette un profondo malcontento nei confronti di un Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) sotto finanziato, carente di personale e incapace di offrire cure adeguate. 
 

I problemi del Ssn

La Federazione Veterinari Medici e Dirigenti sanitari ha condiviso una nota con cui invita il Governo e le Regioni a un’analisi delle “cause strutturali del disagio crescente tra cittadini e operatori sanitari”.
La prima questione che pone alle istituzioni, si legge nel comunicato, è la seguente: “al netto dei comportamenti violenti e criminali, pensa il Governo, con le Regioni, che – per sedare il malcontento degli italiani – si possa militarizzare una sanità pubblica sotto finanziata, con una enorme carenza di personale, disorganizzata e demotivata che non riesce più a garantire cure adeguate a chi ne ha bisogno?”.
“E pensano il Governo e le Regioni – continua la nota di Fvm – che ci sia solo il problema delle aggressioni fisiche e verbali nelle strutture delle aziende ospedaliere e nei Pronti soccorso che sono indubbiamente l’unico porto dove si rifugia chi non può pagarsi una sanità privata?”.
Per la Federazione c’è “un sordo malcontento e un disagio sempre più grave” tra i cittadini, soprattutto quando vedono in pericolo la propria salute o quella di chi sta loro vicino, che “mette in moto reazioni imprevedibili, anche su vasta scala”. Quindi, propone Fvm, “su questo disagio, su queste insoddisfazioni croniche si deve saldare l’alleanza razionale e costruttiva tra tutte le forze e tutte le rappresentanze” del settore sanitario.

Investire nei servizi veterinari

“Ma c’è anche altro” continua Fvm. “Molti operatori sanitari: medici, veterinari, tecnici della prevenzione, operatori dell’emergenza urgenza e delle guardie mediche sono esposti ogni singolo giorno sia alle reazioni dell’utenza, sia alle reazioni dei soggetti sottoposti alle funzioni di controllo delle Autorità competenti (Medici del lavoro, Igienisti, Veterinari di sanità animale e ispettori della sicurezza alimentare), perché nel paese serpeggia il disprezzo delle istituzioni, delle regole, del fisco, della scuola, del welfare”.
“È palese, ad esempio, il rischio che corre tutta la filiera agro zootecnico alimentare, vanto dell’economia italiana e del governo, a causa della diffusione di malattie infettive animali come la Peste suina africana e la Bluetongue, senza trascurare l’Afta epizootica appena arrivata in Turchia. Sono patologie gravissime che possono decimare i nostri allevamenti e la nostra filiera agro-zootecnico-alimentare. I livelli decisionali, tuttavia, non riescono a capire che tale filiera deve essere protetta da queste e altre malattie animali con la dovuta efficacia e tempestività”.
“Per farlo e dare concretezza alla politica di promozione del Made in Italy del Ministero dell’agricoltura – viene sottolineato –, occorre avere servizi veterinari efficienti e adeguati, in grado di applicare le misure di vigilanza, controllo e repressione che chiedono le istituzioni internazionali per consentirci aperture sui mercati globali”.
“Ma i controlli dei veterinari pubblici sono sempre più spesso mal accolti, se non rifiutati o respinti dagli operatori, e per garantire che la catena di biosicurezza tenga occorre che gli operatori sanitari, in particolare i medici veterinari, escano dalla logica del risparmio che li costringe ad agire da soli e possano agire sul territorio ove esercitano le funzioni di controllo per conto dello Stato in équipe ben strutturate per evitare ritorsioni durante l’esecuzione degli atti ispettivi”.

TAG: AGGRESSIONI, FVM, MEDICI VETERINARI, SSN

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