Alert sanitari
22 Luglio 2024È stato trovato un cinghiale morto nella provincia di Massa Carrara, al confine con la Liguria, in un’area già classificata come zona di sorveglianza di tipo 2. La Regione informa di aver disposto tutte le procedure di sorveglianza e controllo sul territorio per contenere la diffusione del virus

Al confine con la Liguria, le autorità sanitarie regionali hanno rilevato il primo caso di Peste suina africana (Psa) in Toscana. Giovedì 18 luglio, a Zeri, in provincia di Massa Carrara, è stato scoperto un cinghiale morto in un’area già classificata come zona di massima allerta. Le analisi condotte sulla carcassa hanno poi confermato la presenza del virus. La Regione, di concerto con l’Azienda USL Toscana Nord Ovest, aveva già predisposto i piani di sorveglianza e controllo, dati i precedenti casi nelle regioni confinanti.
Un caso di Psa è stato registrato a Zeri, al confine con la Liguria, in un cinghiale. L’ungulato è stato ritrovato morto, spiega la Regione in una nota, in un’area già considerata di massima allerta e classificata come zona di sorveglianza di tipo 2.
Le autorità regionali hanno quindi messo immediatamente in atto le dovute procedure di legge predisponendo analisi di laboratorio sulla carcassa, che hanno confermato la positività alla malattia. Le procedure di intervento erano già state condivise preventivamente tra Regione Toscana e Azienda Usl Toscana Nord Ovest, a causa della diffusione della malattia nelle regioni confinanti.
Per contenere un’ulteriore potenziale diffusione del virus e limitare eventuali ricadute di tipo economico sul territorio, sono già state disposte tutte le procedure di sorveglianza e controllo sull’area interessata dal rinvenimento, grazie anche alla collaborazione del Comune di Zeri e dei cacciatori locali. La Regione, inoltre, ha provveduto ad avvisare il Ministero della Salute e il Commissario straordinario per la peste suina, che tramite gli assessorati al Diritto alla Salute e all’Agricoltura stanno seguendo con attenzione l’evoluzione della situazione.
Dopo il rilevamento del virus, la Coldiretti ha espresso grande preoccupazione per le implicazioni del caso sulla filiera zootecnica suina regionale, chiedendo misure di abbattimento preventive per evitare la diffusione del contagio.
“È una situazione che ci preoccupa da tempo perché sottopone le imprese che allevano suini a restrizioni ed a rischi concreti di contagio dei propri capi che significa dover abbattere tutti gli animali” ha ricordato Coldiretti Massa Carrara, sottolineando di aver manifestato insieme ad oltre 4.000 agricoltori nella grande mobilitazione contro la fauna selvatica il 4 luglio scorso sotto la sede della Regione Toscana, e poi in un presidio a Pontremoli in occasione di un incontro con la vicepresidente Stefania Saccardi.
TAG: CINGHIALE, COLDIRETTI, LUNIGIANA, MASSA CARRARA, PESTE SUINA AFRICANA, PSA, TOSCANASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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