Cani
20 Maggio 2024Dopo le vicende degli ultimi giorni, il Presidente dell’Anmvi Marco Melosi ha suggerito un patentino obbligatorio che certifichi il possesso responsabile di cani con caratteristiche particolari, per garantire una convivenza sicura tra animali e persone ed evitare la stigmatizzazione di alcune razze

Il Presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), Marco Melosi, dopo l’aggressione da parte di un pitbull che ha causato la morte di un bambino di 5 mesi in provincia di Vercelli, è intervenuto sulla questione, richiamando il possesso responsabile di alcuni cani e la necessità di un patentino obbligatorio per i loro proprietari.
Il patentino
“Sono dell’idea che per avere alcune tipologie di cani andrebbe introdotta una sorta di patentino obbligatorio” ha dichiarato il Presidente Melosi, richiamando uno strumento che certifichi il “possesso responsabile” di un “determinato tipo di cane”.
“Devi conoscerne le caratteristiche, devi sapere come comportarti per garantire il più possibile una convivenza sicura tra l’animale e l’uomo, in particolare i bambini, soprattutto se molto piccoli” ha sostenuto in un’intervista.
“È vero, ultimamente i pitbull sono la tipologia di cane (in Italia non è riconosciuta come razza) che sta balzando maggiormente alla ribalta della cronaca” ha proseguito il Presidente Anmvi. “Ma in realtà ci sono anche altri cani con caratteristiche simili. Cani che oltre ad avere una struttura fisica importante, sono anche stati selezionati per compiti particolari, cani da attacco o da difesa”.
“Se ci si guarda un po’ intorno in Europa, ci sono molte nazioni che hanno adottato la soluzione più drastica, cioè hanno vietato il possesso di determinate razze; l’hanno fatto per esempio la Francia, la Germania, l’Inghilterra. Altri Paesi, invece, hanno puntato su una sorta di patentino: se vuoi prendere un determinato cane devi fare un percorso, procurarti un’assicurazione, rispondere a particolari requisiti”.
La questione black list
“C’è però un problema che resta ed è quello della black list” continua Melosi. “È possibile fare un elenco di razze cosiddette pericolose? Sicuramente alcune è possibile individuarle, ma anche facendolo non sarebbe del tutto escluso che il rischio possa arrivare da altre razze, oppure da meticci che comunque abbiano una certa potenza, una certa struttura fisica e determinate caratteristiche. Molte volte, fra l’altro, si fa confusione tra aggressività (anche un chihuahua può rincorrerti e morderti) e pericolosità”.
“La questione è dibattuta anche a livello europeo: sono state proposte più soluzioni e molte strade intraprese non sembrano avere avuto grande successo. Ma io punterei sul possesso responsabile certificato da un patentino obbligatorio” propone il Presidente. “Non puntiamo il dito contro nessuna razza perché la colpa non è degli animali. Però mettiamoci a tavolino e definiamo dei criteri utili a individuare determinate tipologie di cani che, per particolari caratteristiche fisiche e di selezione, possono presentare dei rischi e il cui possesso necessita di patentino” conclude.
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