Professione
16 Luglio 2026I dati del Conto Annuale 2024 della Ragioneria Generale dello Stato confermano la progressiva femminilizzazione della veterinaria pubblica: 2.216 donne su 5.253 dirigenti veterinari, con le under 5 anni di servizio già maggioranza. Le sfide aperte riguardano leadership, welfare e valorizzazione delle competenze

I dirigenti veterinari del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) sono oggi 5.253, dei quali 2.216 donne, pari a oltre il 42% del totale. Tra i veterinari con meno di cinque anni di servizio le donne sono già la maggioranza, 1.267 contro 981 uomini. Secondo il Coordinamento Donne della Società Italiana Veterinari Medicina Pubblica (SIVeMP), è il dato più significativo che emerge dal Conto Annuale 2024 della Ragioneria Generale dello Stato, il quale fotografa una trasformazione strutturale in atto nella veterinaria pubblica italiana, in linea con quanto osservato nell'insieme della dirigenza sanitaria pubblica, dove le donne sono già il 57,2% del totale.
L’anzianità media di servizio delle donne è oggi di 9,93 anni, contro i 17,88 degli uomini: un dato che conferma come l'ingresso massiccio delle professioniste nella dirigenza sia un fenomeno relativamente recente.
Nei ruoli di Direzione di Struttura Complessa le donne sono 51 su 311 (16,4%), mentre nelle Strutture Semplici sono 171 su 556 (30,8%). Percentuali destinate a crescere nei prossimi anni, man mano che le professioniste entrate di recente nel Ssn matureranno l'anzianità necessaria per accedere a questi ruoli.
Questi numeri non vanno letti come una semplice fotografia delle disuguaglianze, ma come la conseguenza di una fase di transizione. Per molti anni la professione veterinaria è stata prevalentemente maschile; oggi la situazione è radicalmente cambiata e il forte ingresso di giovani professioniste porterà, negli anni a venire, a modificare anche la composizione della dirigenza apicale.
È il momento di avviare una riflessione sulla crescita professionale delle donne nella veterinaria pubblica, accompagnando questo cambiamento attraverso politiche di valorizzazione delle competenze, programmi di formazione manageriale, percorsi di sviluppo della leadership e strumenti di conciliazione tra responsabilità professionali e vita familiare. Il welfare aziendale dovrebbe orientarsi verso politiche di sostegno alla genitorialità e alla famiglia che riguardino entrambi i genitori, non esclusivamente le donne: la conciliazione è un valore che costituisce un investimento sulla qualità del lavoro e sulla capacità del Ssn di attrarre e valorizzare le migliori professionalità.
TAG: CONTO ANNUALE, DIRIGENTI, MEDICI VETERINARI DONNA, SANITà PUBBLICA VETERINARIA, SIVEMP, SSN, WELFARESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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