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11 Aprile 2024

Influenza aviaria nei ruminanti. Woah: in aumento rischi per l’uomo

Per la World Organisation for Animal Health, i recenti casi di influenza aviaria ad alta patogenicità nei bovini da latte negli Stati Uniti potrebbero indicare un aumento del rischio di adattamento del virus H5N1 nei bovini
 

di Redazione Vet33


Influenza aviaria nei ruminanti. Woah: in aumento rischi per l’uomo

La continua diffusione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (Hpai) in diverse regioni del mondo, insieme alla recente rilevazione di casi nei bovini da latte negli Stati Uniti, hanno sollevato preoccupazioni all’interno della comunità internazionale. Per la World Organisation for Animal Health (Woah), ciò potrebbe indicare un aumento del rischio che i virus H5N1 si adattino meglio ai mammiferi e potenzialmente si diffondano all’uomo.


La posizione della Woah
Dopo i casi di influenza aviaria rilevati nei bovini in Usa, con una dichiarazione ufficiale la Woah ha richiamato tutta la Veterinaria globale alla sorveglianza precoce negli uccelli selvatici e a monitorare le specie animale non avicole, segnalando sintomi clinici riconducibili all’influenza aviaria. Nei bovini, in particolare, i segni clinici vanno dalla diminuzione della lattazione alla riduzione dell’appetito, dalla letargia alla febbre con disidratazione.
Le infezioni dei bovini destano preoccupazioni perché potrebbero indicare un aumento del rischio che i virus H5N1 si adattino meglio ai mammiferi e, di conseguenza, possano potenzialmente diffondersi all’uomo.
Anche se le indagini finora condotte dalle autorità sanitarie statunitensi non hanno dato evidenze di mutazione del virus e di adattamento specifico ai mammiferi animali e agli esseri umani, sono in corso diversi studi per approfondire la virulenza e la trasmissibilità dei virus aviari, e per valutare il rischio di trasmissione agli animali e all’uomo.
La Woah sta monitorando la situazione in collaborazione con i suoi centri di riferimento e le reti di esperti e membri OFFLU. L’Organizzazione incoraggia azioni di segnalazione tempestive e trasparenti, per mantenere una buona comprensione della situazione della malattia e prevenire informazioni errate o disinformazione. Al momento, infatti, le informazioni disponibili non giustificano alcuna restrizione commerciale alla circolazione di bovini sani e dei loro prodotti.

I consigli
Woah invita tutti i Paesi ad adottare le seguenti misure:
● mantenere una migliore sorveglianza dell’influenza aviaria negli uccelli domestici e selvatici;
monitorare e indagare sui casi nelle specie non aviarie, compresi bovini e altre popolazioni di bestiame che mostrano segni clinici compatibili con l'influenza aviaria;
segnalare i casi di Hpai in tutte le specie, compresi gli ospiti insoliti, all’Associazione attraverso il suo World Animal Health Information System (Wahis). Le sequenze genetiche dei virus dell’influenza aviaria dovrebbero essere condivise in database accessibili al pubblico;
prevenire l’introduzione e la diffusione della malattia implementando rigorose misure di biosicurezza negli allevamenti di bestiame e impiegando buone pratiche di produzione durante la manipolazione di prodotti animali come latte crudo e carne provenienti da casi sospetti o confermati;
proteggere gli esseri umani che sono in stretto contatto o che maneggiano bovini malati o altri animali malati e i loro prodotti. Gli esseri umani esposti dovrebbero sempre adottare misure precauzionali, compreso l’uso di dispositivi di protezione individuale e l’attuazione di misure standard di sicurezza alimentare quando si maneggiano prodotti animali provenienti da bestiame esposto;
evitare l’implementazione di restrizioni commerciali ingiustificate. Le misure di gestione del rischio di importazione dovrebbero essere scientificamente giustificate e in linea con gli standard internazionali Woah.

TAG: HPAI, INFLUENZA AVIARIA HPAI, WOAH

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