Animali da Compagnia
15 Febbraio 2022 Sempre più simile a quello dei proprietari, il petfood è sempre più caratterizzato da prodotti made in Italy, rich- in e free from
Petfood sempre più simile al cibo dei loro proprietari, soprattutto per quanto attiene al “free from” al made in Italy, e alla sostenibilità. Ecco quanto emerge dal dossier speciale della nuova edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy. Vediamo più nel dettaglio: tre le tendenze dominanti individuate dall’Osservatorio:
·Il rich-in.
· Il free from.
· L’italianità.
Il paniere più consistente, per numero di referenze e per valore delle vendite, è quello dei prodotti arricchiti (Figura a fianco): complessivamente il rich-in supera i 453 milioni di euro di vendite (59,1% del totale nutrizione cane e gatto) e mostra una crescita annua di +1,0% del sell-out. Nove i claim individuati sulle etichette di 1.774 prodotti arricchiti: “vitamine” è il più importante in termini di numero di prodotti e giro d’affari, seguita da “Omega 3-6” e “proteine”. Si contraggono invece le vendite di alimenti con “carne/pesce fresco” (-12,6% nei 12 mesi rilevati), pur restando ancora molto diffusi (353 prodotti, pari al 10,2% di quota).
Hanno superato i 435 milioni di euro (+2,8% annuo) le vendite dei 1.557 prodotti che rientrano nel paniere free from (Figura a fianco). Cinque i claim rilevati dall’Osservatorio Immagino sulle etichette dei prodotti destinati a cani o gatti: il più diffuso e importante per giro d’affari è “senza coloranti”, mentre quello a maggior crescita annua è “grain free/low grain” (+21,4% in termini di vendite).
Italiani e sostenibili
Il vero fenomeno del momento nel petfood è però l’affermazione dell’italianità dei prodotti come valore determinante per le scelte d’acquisto in supermercati e ipermercati italiani: le 486 referenze inserite in questo paniere dall’Osservatorio Immagino, infatti, hanno aumentato le vendite di +17,7% in un anno, sfiorando i 56 milioni di euro di sell-out in ipermercati e supermercati italiani. Sempre più importante anche il ruolo della sostenibilità come tema di comunicazione e informazione: tre i panieri tematici individuati: 1. Il principale, per numero di referenze e valore delle vendite, è quello che riunisce i 762 prodotti che in etichetta dichiarano di essere stati ottenuti nel rispetto degli animali: copre il 16,7% di tutte le referenze monitorate e supera i 135 milioni di euro di sell-out. Nell’anno mobile le vendite sono aumentate di +37,4%, ma il claim “no cruelty” ha fatto decisamente meglio della media (+59,5%). 2. Il secondo paniere comprende i 661 prodotti petfood provenienti da allevamenti e agricoltura sostenibili: hanno realizzato oltre 134 milioni di euro di giro d’affari, in calo di -0,9% nei 12 mesi rilevati. La certificazione biologico/EU Organic rappresenta la maggior quota dell’offerta e delle vendite, ma il claim più performante è “filiera/tracciabilità”, che ha visto aumentare il sell-out di +445,2% nell’arco di 12 mesi. 3. Il terzo paniere è quello del management sostenibile delle risorse, che conta 173 prodotti per 33,7 milioni di euro di giro d’affari (+21,4% su base annua). “Vegetale” è l’indicazione più diffusa sulle etichette e “sostenibilità” quella più dinamica, con vendite in crescita di +132,5% su base annua.
Fonte: Osservatorio Immagino GS1 Italy, ed. 2, 2021
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